L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 settembre 2022

Il referendum non ha certo bisogno di essere riconosciuto dagli Stati Uniti/NATO/G7 o dal Nazista Zelenski per essere legittimato

Referendum: verso l’annessione alla Russia dei quattro oblast ucraini
28 settembre 2022


I funzionari filorussi hanno reso noto che tutte e quattro le regioni dell’Ucraina occupate hanno votato per unirsi alla Russia: il 93% dei voti espressi nella regione di Zaporizhzhia ha sostenuto l’annessione, così come l’87% nella regione di Kherson, il 98% nell’autoproclamata repubblica di Luhansk e il 99,23% in quella di Donetsk.

Il risultato evidenzia una maggiore adesione all'annessione alla Russia nelle due regioni del Donbass già riconosciute da Mosca come repubbliche popolari.

L’esito dei referendum, considerati illegittimi da Ucraina e Occidente e che ben difficilmente verranno riconosciuti da gran parte della comunità internazionale, era del resto scontato considerato che la gran parte dei cittadini di queste quattro regioni rimasti nelle loro case dopo l’arrivo delle forze russe sostiene la causa russa come i quasi 3 milioni di rifugiati riparati nei territori della Federazione in seguito alla guerra.


Allo stesso modo gran parte della popolazione fedele a Kiev è fuggita dalle regioni sotto il controllo delle truppe di Mosca.

Le autorità filorusse dell’oblast di Zaporizhzhia chiedono oggi l’annessione alla Federazione Russa e lo stesso passo ha annunciato alla TASS il leader della Repubblica popolare di Donetsk (Dpr), Denis Pushilin

Secondo diverse voci in Russia e in Occidente il presidente Vladimir Putin dovrebbe rivolgersi a entrambe le Camere del Parlamento russo il 30 settembre annunciando formalmente l’adesione dei territori occupati dell’Ucraina alla Russia.

Secondo due fonti citate dal quotidiano Vedomosti, l’ex direttore generale di Roscosmos, Dmitrij Rogozin, potrebbe divenire il governatore del nuovo distretto federale della Crimea, macroregione che sarà costituita dopo i referendum e comprenderà quindi gli oblast di Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk e Luhansk e Crimea.

Rogozin, ex primo ministro e alla guida di Roscomos fino a poche settimane fa, sarebbe stato scelto per questo incarico per la necessità di selezionare “un nome di peso” per il difficile compito di gestire la regione.

Con Vladimir Putin “non c’è più nulla di cui discutere” ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio al Consiglio di dell’Onu in merito ai referendum di fatto respingendo le ipotesi di apertura dei negoziati circolate in questi giorni.


Il presidente ucraino ha del resto dichiarato che “la battaglia per il Donetsk è la priorità numero uno” affermando che Kiev sta facendo di tutto per frenare l’attività russa (forte soprattutto nella zona di Bakhmut) mentre nel settore di Luhansk sarebbero ancora gli ucraini a mantenere l’iniziativa arginati da un rafforzato schieramento difensivo russo.

Sul piano militare fonti ucraine sostengono che Mosca sta “creando le condizioni necessarie alla mobilitazione o coscrizione forzata dei civili ucraini nelle aree della parte orientale del paese che verranno presto annesse”, a seguito dei referendum.

Il capo dell’amministrazione dell’oblast di Luhansk, Serhiy Haidai (fedele a Kiev), ha riferito che gli ufficiali russi hanno iniziato a consultare le liste dei diplomati negli istituti di studi medici a Luhansk per avviare una mobilitazione forzata di dottori da inviare sul fronte a sostegno delle forze russe.

Foto: TASS e Ministero della Difesa Ucraino

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