L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 26 settembre 2022

La borgatare Meloni è apertamente atlantista, e Crosetto ha sottolineato che la prima finanziaria si farà con il supporto di Draghi. Zumpapa Zumpapa

Col freno a mano tirato
Maurizio Blondet 26 Settembre 2022

Ma come dice Gianluca Marletta:
Veniamo prima alle cose positive

Di queste elezioni, rimangono intanto alcune immagini apprezzabili. Fra tutte:
  1. il Bibbbbitaro tornerà al San Paolo a fare il suo mestiere dopo anni nei quali (per citare il ministro russo Lavrov) era andato in giro per il mondo a scroccare “cene etniche”;
  2. la mammana con il turbante (anche mia madre ha fatto la chemio ma non è stata per anni con quel coso in testa), l’inquietante macellaia che abortiva i bambini con la pompa di una bicicletta, non a preso un tubo di veto (tornasse a casa a meditare tra le ombre delle creature che ha spappolato… e Dio abbia misericordia di lei!);
  3. e poi, naturalmente, c’è il PD. Il partito che ha devastato l’Italia, il partito che a Bibbiano strappava i figli alle famiglie e li regalava alle coppie LGBT, il partito che (complice docenti decerebrati) voleva imporre il Gender nelle scuole, il partito del mostruoso Green Pass, dell’obbligo a fare da cavia per un siero sperimentale a prezzo del proprio onesto stipendio …un ATOMO OSCURO DEL MALE, un’associazione a delinquere … sotto il 20%!
Tuttavia le forze anti-sistema…

Hanno preso quello che si immaginava. Io le ho votate per amicizia e simpatia, ma forse (mi permetto di dire), forse è il caso di capire che più che alle elezioni la mentalità alternativa al sistema dovrebbe PRIMA diffondersi nella cultura, nell’editoria, nelle martoriate scuole. Forse è lì che andrebbe fatto il lavoro principale, secondo l’adagio di Gramsci secondo il quale “le caserme da conquistare sono le biblioteche”.

E poi… parliamo delle conse serie!

Si, perchè al di là del tifo, le elezioni in un’insignificante colonia americana in tempo di guerra contano davvero poco. Chiunque abbia vinto, se non rispetterà qualsivoglia dictat dagli USA, si troverà una testa di cavallo nel letto…

LE VERE ELEZIONI, QUELLE CHE CONTANO, STANNO AVENDO LUOGO a 2000 km più ad oriente di qui: e sono quelle le elezioni dalle quali dipende il vostro futuro. Meglio, il vostro futuro dipende dalla reazione che la NATO e gli occidentali avranno di fronte ai risultati del Donbass: questo è davvero tutto. Il resto è tifo calcistico e cabaret.
La Meloni sarà una gatekeeper?

Rossella Fidanza

Sinceramente non ho la palla di cristallo, non posso prevederlo con certezza, specie in un momento tanto difficile e mutevole come quello che stiamo vivendo. Sappiamo tutti che la Meloni è apertamente atlantista, quindi non mi aspetto un discostamento da questo, e il fatto che Crosetto ha sottolineato che la prima finanziaria si farà con il supporto di Draghi con una transizione soft perchè altrimenti non si avrebbe il tempo di presentarla a Bruxelles, non lascia molte speranze per chi aspira a salutare la UE (me in primis). Del resto, dovremmo aver ormai imparato che lo sventolamento dell’uscita dalla UE è un cavallo di battaglia per chi vuole raccogliere il dissenso, nessuno spiega come e in che tempi vuole realizzare questa ipotesi, e puntualmente una volta al governo si rimangiano tutto. In questo la Meloni si è dimostrata molto più intelligente di chi l’ha preceduta, vedi Salvini, che ha pagato pesantemente le promesse rimangiate: lei non ha mai parlato di uscita dalla UE, al contrario, si è sempre dichiarata europeista, sottolineando la volontà di maggiore sovranismo. Oddio, come possano stare insieme le due cose, è un po’ difficile da crederlo. Abbiamo un esempio però, in Europa, che è quello di Orban, anche se, occorre ammetterlo, ogni volta che la UE minaccia di tagliare i finanziamenti, il passetto indietro arriva. Ma in ogni caso, Orban è sicuramente molto più sovranista anche nei fatti dell’Italia, vedremo se la Meloni seguirà il suo esempio. Quello che mi sento di poter dire quasi con certezza, su questo spero di non sbagliarmi, è che il governo Meloni metterà fine una volta per tutti alla farsa covid (senza incriminazioni, sic!), metterà un freno all’immigrazione e al pensiero unico stile ddl Zan. Per il resto, non credo si discosterà molto da quello che è stato tracciato…”

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