L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 settembre 2022

La Narrazione del NUOVO NAZISMO dell'Occidente nato e allevato in Ucraina è rovesciata da Lavrov. Diritto alla vita, alla libertà di Parola, all'accesso all'informazione, alla libertà di espressione, alla libertà di coscienza e all'uso della propria lingua madre vengono negati

Discorso del Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov alla riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'Ucraina, New York, 22 settembre 2022

Ambasciata Russa in ItaliaSeptember 24, 2022

Ministero degli Esteri russo, 22 settembre 2022

Illustre signora Presidente,

Eccellenze,

Colleghi,

Mi risulta che l'incontro di oggi sia stato motivato dal desiderio di alcune delegazioni di discutere il tema delle "impunità" in Ucraina. Credo che questo sia molto opportuno. È un termine che riflette pienamente ciò che sta accadendo nel Paese dal 2014. Forze nazionaliste-radicali, veri e propri russofobi e neonazisti, sono allora saliti al potere grazie a un colpo di Stato armato sostenuto direttamente dai Paesi occidentali. Subito dopo il golpe è stato avviato un percorso di illegalità e di totale disprezzo per i diritti umani e le libertà fondamentali: il diritto alla vita, alla libertà di parola, all'accesso all’informazione, alla libertà di espressione, alla libertà di coscienza e all'uso della propria lingua madre.

I crimini commessi a Maidan nel febbraio 2014 restano impuniti. Non sono stati individuati né tantomeno puniti i responsabili della mostruosa tragedia di Odessa del 2 maggio 2014, quando circa 50 persone sono state bruciate vive e uccise nella locale Casa dei Sindacati. Alla stessa serie risalgono gli omicidi politici di Oleksandr Buzina, di Pavel Sheremet, di giornalisti e di altre personalità pubbliche. Nonostante questo, oggi tentano di imporci una narrazione completamente diversa che vede nell'aggressione russa la causa primaria di tutti i mali.

Inoltre viene ignorato il fatto che per più di otto anni l'esercito ucraino e le milizie delle formazioni nazionaliste hanno ucciso e assassinato impunemente i residenti del Donbass solo perché si rifiutavano di riconoscere i risultati del criminale, cruento e anticostituzionale colpo di Stato di Kiev e hanno deciso di difendere i loro diritti garantiti dalla Costituzione ucraina, compreso il diritto al libero uso della loro madrelingua russa.

Ricordate quando nel 2015 l'allora primo ministro Yatzenyuk disse che nel Donbass vivevano "non umani". L'attuale presidente, V.A. Zelensky, non si è molto allontanato da lui. In un'intervista del settembre 2021, alla domanda su cosa pensasse degli abitanti del Donbass, ha risposto che ci sono persone e ci sono "creature", "organismi". Questa è una caratteristica costante del regime ucraino, sia con P. A. Poroshenko, sia con V. A. Zelensky.

Tutti coloro che non erano d'accordo con gli esiti del colpo di Stato sono stati dichiarati terroristi. Per otto anni, il regime di Kiev ha condotto una "operazione militare" contro i civili. Da molti anni l'Ucraina sta attuando una mobilitazione totale di tutta la popolazione adulta, donne comprese, che recluta nelle fila dei battaglioni nazionalisti e delle forze armate ucraine.

Pur affermando ipocritamente la loro fedeltà agli accordi di Minsk, le autorità di Kiev ne hanno apertamente e impunemente sabotato l’ attuazione. IlDonbass ha subito il blocco finanziario, dei trasporti e dell'energia. Gli abitanti della regione sono stati defraudati di assistenza sociale, pensioni, stipendi, servizi bancari, comunicazioni, istruzione e assistenza sanitaria. Sono stati privati dei diritti civili fondamentali, compresi quelli garantiti dai Patti internazionali sui diritti economici, sociali e culturali e sui diritti civili e politici del 1966.

A un certo punto, stanco di fingere, Zelensky ha dichiarato che il “Pacchetto di misure” di Minsk era necessario solo per mantenere le sanzioni imposte alla Russia. Ancora più esplicito è stato il suo predecessore e co-autore degli accordi di Minsk, Petro Poroshenko. Un paio di mesi fa ha dichiarato pubblicamente e con orgoglio che né lui né altri in Ucraina avrebbero attuato gli accordi che lui aveva firmato. Erano necessari solo per guadagnare tempo e ottenere armi dai Paesi occidentali per la guerra contro la Federazione Russa. Il segretario del Consiglio nazionale ucraino per la sicurezza e la difesa, A.M. Danilov, si è espresso nello stesso senso.

Il regime di Kiev deve la propria impunità ai suoi tutori occidentali, in primo luogo Germania e Francia e, naturalmente, Stati Uniti. Invece di esercitare pressioni sulla leadership di Kiev per l'applicazione degli Accordi di Minsk, Berlino e Parigi hanno cinicamente chiuso gli occhi di fronte alle aperte minacce di Kiev di risolvere il "problema del Donbass" con la forza - il cosiddetto Piano “B”.

Negli ultimi anni, il regime di Kiev ha sferrato un vero attacco frontale alla lingua russa. Ha violato impunemente i diritti della popolazione russa e russofona dell'Ucraina. Sono state approvate scandalose leggi "linguistiche": 

▪️ "Sull'educazione" (2017)

▪️ "Sulla garanzia del ruolo della lingua ucraina come lingua di Stato" (2019)

▪️ "Sull'istruzione secondaria generale completa" (2020)

▪️ "Sui popoli autoctoni dell'Ucraina" (2021)

Allo stesso tempo, sono state approvate leggi che promuovono la teoria e la pratica del nazismo. Kiev ha ignorato le timide raccomandazioni della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa, dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e dell'Alto Commissario dell'OSCE per le Minoranze Nazionali di correggere la legislazione linguistica. Da parte loro, questi organismi multilaterali non hanno trovato il coraggio (forse semplicemente non gli è stato permesso) di spingere le autorità ucraine a rispettare i propri obblighi internazionali in materia di diritti umani.

Il Ministero dell'Istruzione ucraino ha escluso la lingua e la letteratura russa dai programmi scolastici. I libri in russo sono vietati e distrutti, come nella Germania nazista, e i monumenti agli scrittori russi vengono abbattuti. 

Con il sostegno dello Stato viene coltivata l'intolleranza nazionale nei confronti dell'etnia russa. Oggi i funzionari del paese non si vergognano più della loro matrice nazista e apertamente e impunemente istigano a uccidere i russi. 

Ecco alcuni esempi. L'ambasciatore ucraino in Kazakhstan, P.Y.Vrublevsky, che ora si trova a Kiev, in un'intervista del 22 agosto di quest'anno, ha dichiarato quanto segue: "Cerchiamo di ucciderli (i russi) il più possibile. Più uccidiamo i russi ora, meno i nostri figli dovranno uccidere. Questo è tutto". Qualcuno ha prestato attenzione a queste parole? In precedenza, la scorsa primavera, il sindaco di Dnepr B.A. Filatov si era espresso nello stesso spirito: "È arrivato il momento della rabbia fredda. Ora abbiamo il pieno diritto morale di uccidere, con calma e con mente assolutamente libera, queste bestie in tutto il mondo, senza limiti di tempo e nella massima quantità possibile". Il 13 settembre di quest'anno, il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, A.M. Danilov, ha dichiarato: "Negli insediamenti in cui entrano le forze armate ucraine, i residenti saranno ucrainizzati a prescindere dalla loro opinione. Ciò riguarderà non solo i russi, ma anche i rappresentanti di altre nazionalità. Se desiderate studiare altre lingue, il rumeno, il polacco o l'ebraico, fatelo pure, ma non a carico del nostro Stato, potete migliorare la vostra istruzione a spese vostre.

È necessario dire che tutte queste sortite russofobichesono rimaste completamente impunite? Non si tratta solo di russofobia. Si riferiva anche ai rappresentanti di altre nazionalità che vivono in Ucraina.

L'apoteosi è stata l'intervista di Zelensky del 5 agosto 2021, in cui consigliava a chiunque si sentisse russo di sloggiare in Russia per il bene dei propri figli e nipoti.

Mi sembra che le decisioni prese ora dai cittadini di alcune regioni ucraine di indire referendum siano una risposta ai suoi desideri.

Con l’alibi di combattere l'"aggressione russa" e il "separatismo" in Ucraina, si sta intensificando la persecuzione dei dissidenti. Nel marzo di quest'annosono stati banditi 11 partiti politici con il pretesto dei loro "legami con la Russia". I principali canali televisivi in lingua russa dell'opposizione sono stati chiusi da tempo, bloccati i siti web sgraditi al governo. I giornalisti sono perseguitati per aver tentato di fornire una visione alternativa a quella ufficiale. L'importante attivista ucraina E.Berezhnaya, che ha ripetutamente parlato alle Nazioni Unite e all'OSCE dell'ascesa del neonazismo in Ucraina, è detenuta nelle camere di tortura dei Servizi di Sicurezza ucraini (SBU).

Non abbiamo dubbi sul fatto che l'Ucraina si sia definitivamente trasformata in uno Stato nazista totalitario in cui le norme del diritto internazionale umanitario vengono impunemente violate. Non c'è da stupirsi che le forze armate ucraine e i battaglioni nazionalisti stiano impiegando tattiche terroristiche, usando i civili come “scudi umani”.

In questo contesto, particolarmente cinica risulta la posizione degli Stati che riforniscono l'Ucraina di armi ed equipaggiamenti militari e addestrano le forze armate ucraine. L'obiettivo è evidente (non lo nascondono, anzi lo dichiarano): prolungare il più possibile le ostilità, nonostante le perdite e le distruzioni, per impoverire e indebolire la Russia. Questa linea significa che i Paesi occidentali sono direttamente coinvolti nel conflitto ucraino, ne sono parte in causa. Anche la deliberata fomentazione di questo conflitto da parte dell'"Occidente collettivo" rimane impunita. In effetti, non puniranno certo sé stessi.

Sappiamo bene che oggi le Forze Armate russe e le milizie della DNR e della LNR devono confrontarsi non solo con le formazioni neonaziste del regime di Kiev, ma anche con la macchina militare dell'Occidente "collettivo". La NATO, utilizzando sistemi moderni, aerei, navi, satelliti e droni strategici, in tempo reale fornisce informazioni di intelligence alle forze armate, suggerendo che la Russia deve essere sconfitta sul campo di battaglia (come affermano esplicitamente i funzionari dell'UE) e deprivata, per punizione, di ogni sovranità. Se prima il razzismo era latente, ora è assolutamente manifesto.

Sullo sfondo dei massicci bombardamenti di città e villaggi nel Donbass, Zelensky gioisce dell'efficacia delle armi occidentali. Ecco quanto ha dichiarato: "Finalmente si sente che l'artiglieria occidentale sta operando in modo molto potente, funzionano le armi che abbiamo ricevuto dai nostri partner, davvero precise quanto serve ", queste le parole pronunciate cinicamente dal leader di tale entità statale. Eppurenegli insediamenti bombardati non è stato colpito nessun obiettivo militare o strategico. Sono gli abitanti del Donbass a soffrire.

Dalla fine di luglio di quest'anno, le forze armate ucraine hanno minato il centro di Donetsk e i suoi sobborghi seminando mine antiuomo vietate “Lepestok”. Il loro uso viola gravemente la Convenzione sul divieto delle mine antiuomo del 1997, ratificata dall'Ucraina nel 2005, e il Secondo Protocollo alla Convenzione di Ginevra sulle armi convenzionali (che vieta le mine senza meccanismi di autodistruzione).

Tali atrocità sono state possibili e rimangono impunite perché gli Stati Uniti e i loro alleati, con la connivenza delle istituzioni internazionali per i diritti umani, hanno sistematicamente coperto per otto anni i crimini del regime di Kiev, costruendo la loro politica nei confronti di Zelensky in base al noto principio americano: "È certamene un figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana".

La scomoda verità che offusca l'immagine luminosa dell'Ucraina come vittima dell'aggressione russa è scrupolosamente taciuta, e talvolta palesemente oscurata. Persino l'organizzazione occidentale per i diritti umani Amnesty International, che difficilmente può essere sospettata di nutrire simpatie per la Russia, è stata duramente criticata e bollata come agente del Cremlino. Solo perché nel suo rapporto ha confermato fatti ben noti e cioè che Kiev sta dispiegando postazioni di combattimento e armi pesanti all’interno di siti civili.

Restano impuniti i criminali bombardamenti, da parte dei combattenti del regime di Kiev, della centrale nucleare di Zaporozhye, che creano il rischio di una catastrofe nucleare. Questo nonostante il fatto che dal 1° settembre di quest'anno i dipendenti dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) siano presenti in modo permanente nell'impianto e sia oltremodo facile identificare i responsabili deibombardamenti.

Vorrei ricordare che la visita della missione dell'AIEA alla centrale di Zaporozhe è stata ritardataappositamente, perché già il 3 giugno di quest'anno erano stati concordati tutti i dettagli e la missione avrebbe potuto recarsi tranquillamente sul posto. Poi si è verificata una situazione indecorosa: il Dipartimento di Sicurezza del Segretariato delle Nazioni Unite ha rifiutato di "dare la sua approvazione" al percorso specifico concordato dalla Russia e dall'Agenzia. Poi ha iniziato a sostenere che l'AIEA avrebbe determinato da sola tutti i parametri della missione. Questa storia poco pulita ha ritardato di tre mesi la visita alla centrale della missione dell'Agenzia.

Siamo seriamente preoccupati per la sorte dei militari russi caduti nelle mani dei nazionalisti ucraini. Esistono numerose prove dei maltrattamenti da loro subiti e delle esecuzioni sommarie in violazione delle norme del diritto umanitario internazionale. Sono sicuro che coloro che sono interessati agli eventi reali in Ucraina hanno visto i filmati del massacro da parte dei nazisti ucraini dei prigionieri di guerra russi, gettati a terra con le mani legate dietro la schiena e uccisi con un colpo in testa. Qualcuno dei paesi qui rappresentati ha commentato questo crimine?

Abbiamo tantissime prove di questi e di altri atti criminali del regime di Kiev, commessi regolarmente dal 2014. Le autorità di polizia russe, in collaborazione con i colleghi della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk, stanno accuratamente registrando e indagando sui crimini. È stato accertato il coinvolgimento di oltre 220 persone, tra cui rappresentanti dell'alto comando delle Forze armate ucraine e comandanti di unità militari che hanno bombardato i civili. Sono in corso indagini penali su cittadini di Regno Unito, Canada, Stati Uniti e Paesi Bassi per mercenarismo e attività criminali in Ucraina. Vi assicuro che tutti i responsabili, indipendentemente dalla loro nazionalità, saranno consegnati alla giustizia.

Vorrei ancora una volta richiamare la vostra attenzione su quanto segue. Alla fine di marzo di quest'anno, un paio di giorni dopo che i negoziatori russi e ucraini a Istanbul avevano praticamente concordato i parametri proposti da Kiev, è avvenuta la tragedia di Bucha. Nessuno ha dubbi sul fatto che si tratti di una messinscena. Subito dopo, i nostri colleghi occidentali hanno sollevato un pandemonioe introdotto un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa, accusandoci di aver ucciso dei civili. Dopo di che, una volta esaurito l’effetto propagandistico, nessuno menziona più Bucha. Tranne noi. Ancora una volta, rivolgo il mio appello alla presenza del Segretario Generale e di autorevoli ministri: fate in modo che le autorità ucraine compiano un passo elementare: pubblicare i nomi delle persone i cui cadaveri sono stati esposti a Bucha. Sono mesi che lo chiedo. Nessuno ascolta o vuole rispondere.

Egregio signor Segretario generale,

Almeno lei usi la sua autorità, per favore. Penso siautile per tutti capire quanto è veramente successo.

È stata richiamata l'attenzione sull'aumento dell'attività della giustizia internazionale nei confronti dell'Ucraina. Vengono pubblicizzati alcuni "sforzi" per indagare sui crimini in Ucraina attribuiti all'esercito russo. Tutto questo sa di “lavoro su commissione”. Lo vediamo benissimo.

Né il sanguinoso colpo di Stato del 2014 a Kiev, né la tragedia di Odessa del 2 maggio 2014, né il bombardamento di città pacifiche nel Donbass, né il bombardamento di Lugansk da parte di aerei il 2 giugno 2014 e molti altri fatti hanno suscitato una precisa da parte della Corte penale internazionale (CPI). Alla CPI sono state inviate più di 3.000 denunce di crimini contro i residenti del Donbass. Non c'è stata alcuna reazione. A quanto pare, la leadership di questo "organo giudiziario" ha ricevuto dall'"alto" l’ordine di svolgere una burrascosa attività. Non abbiamo più nessuna fiducia in questo organismo. Per otto lunghi anni abbiamo atteso invano l'inizio della lotta contro l'impunità in Ucraina. Non ci aspettiamo più giustizia da questa e da altre istituzioni internazionali. Il tempo dell'attesa è finito.

Tutto ciò che ho detto conferma ancora una volta l’inevitabilità della decisione di effettuare un'operazione militare speciale. Ne abbiamo parlato più di una volta. Abbiamo presentato un gran numero di fatti che dimostrano come l'Ucraina si stesse preparando a svolgere il ruolo di "anti-Russia", una testa di ponte per la creazione e l'attuazione di minacce contro la sicurezza russa. Posso assicurarvi che non permetteremo che ciò accada.

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