L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 25 settembre 2022

Le procedure non corrette per comprare farmaci sperimentali per il covid portano al sospetto che von der Leyen abbia intascato una parte di quelle somme. Stesso sospetto per consulenze immotivate quando la nostra era ministro della Difesa tedesco

Vaccini, come e perché la Corte dei Conti Ue sbianca Bruxelles

25 settembre 2022

La Corte dei conti Ue rivela che von der Leyen, con trattative segrete, ha speso 71 miliardi per 4,6 miliardi di vaccini. L’articolo di Tino Oldani

«Proteggere il bilancio Ue dalle irregolarità sistemiche». Dopo i vetusti paletti di Maastricht sui deficit e i debiti nazionali, sospesi per la pandemia e tuttora sotto esame di riparazione, ecco un nuovo dogma che la Commissione Ue, guidata da Ursula Von der Leyen, ha deciso di porre, d’ora in poi, a fondamento delle proprie decisioni. Il primo a farne le spese potrebbe essere il governo di Viktor Orbàn, accusato da Bruxelles di «mettere in pericolo il bilancio Ue» con le irregolarità sistemiche negli appalti, con insufficienti indagini sui conflitti di interesse e con interventi deboli contro la corruzione in Ungheria. Per questo la Commissione ha proposto di sospendere 7,5 miliardi di finanziamenti al governo di Budapest, pari al 65% dei fondi di coesione previsti nel periodo 2021-2027.

La decisione finale spetta al Consiglio Ue dei capi di Stato e di governo, che si pronuncerà tra uno o due mesi. Un verdetto che pare già scritto, dopo che il parlamento europeo, con voto a larga maggioranza (contrari Lega e FdI), ha definito l’Ungheria «un regime ibrido di autocrazia elettorale», colpevole di violazioni dello stato di diritto. In questo scenario, al quale giornaloni, tg e talk show hanno dedicato ampio rilievo per l’evidente riflesso sulla campagna elettorale (Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono da sempre buoni amici di Orbàn), ben poco spazio è stato dato a due documenti bomba, di certo molto scomodi per gli autoproclamati «protettori del bilancio Ue» che siedono a Bruxelles accanto a Von der Leyen: il primo è la Relazione speciale della Corte dei conti Ue sull’approvvigionamento dei vaccini anti-Covid 19 nell’Ue; il secondo è un’inchiesta condotta negli Usa e in Europa dai giornalisti di Politico e del quotidiano tedesco Welt, intitolata «Come Bill Gates e i suoi partner hanno usato la loro influenza per controllare la risposta globale al Covid, con pochi controlli».

Il succo della Relazione speciale della Corte dei conti Ue (54 pagine), datata 12 settembre, è questo: tra il 2020 e la fine del 2021, l’Ue ha comprato in totale 4,6 miliardi di dosi di vaccini, con contratti di «acquisto anticipato» e un esborso di 71 miliardi di euro. Di fatto, la spesa più onerosa per il bilancio Ue di tutti i tempi. Un impegno che, secondo la Corte dei conti, non ha però rispettato le procedure corrette in uso per i contratti. Qualche numero: nei 27 paesi Ue gli abitanti sono 447,7 milioni, per ciascuno dei quali l’Ue ha acquistato ben 10 dosi di vaccino. La parte del leone nelle forniture l’ha fatta il colosso Pfizer-Biontech, con 2,4 miliardi di dosi consegnate in tre fasi: novembre 2020 (300 milioni di dosi), febbraio 2021 (300 milioni), maggio 2021 (1,8 miliardi di dosi, il doppio di quelle prenotate). Un acquisto esorbitante? Scrive la Corte dei conti: «Entro la fine del 2021 quasi 952 milioni di dosi erano state consegnate agli Stati membri dell’Ue (la maggior parte da Pfizer-Biontech). Ne sono stati somministrati più di 739 milioni, tanto che l’80% della popolazione adulta dell’Ue aveva ricevuto un ciclo vaccinale completo».

Il dubbio conseguente è che siano stati acquisti circa 1,4 miliardi di vaccini di troppo, costati in media 15 euro l’uno. Lecito dunque chiedersi se sia così che a Bruxelles «proteggono il bilancio Ue». Tanto più che la Corte dei conti precisa:«Non abbiamo ricevuto informazioni sulle trattative preliminari del più grande contratto nell’Ue». Più avanti: «A metà marzo 2021, il Comitato direttivo ha deciso di organizzare un incontro con i consulenti scientifici dell’Ue e degli Stati membri, dedicato agli aspetti scientifici della strategia sui vaccini per il 2022. Un tale incontro non si sarebbe mai svolto.

Nel marzo 2021 la presidente della Commissione ha condotto le trattative preliminari per un contratto Pfizer-Biontech, l’unico contratto per il quale la squadra negoziale congiunta non ha partecipato a questa fase dei negoziati». Ovvero: von der Leyen ha fatto tutto da sola, trattando in segreto con Albert Bourla, ceo di Pfizer, che ha incassato 35 miliardi dei 71 spesi dall’Ue.La trattativa segreta di von der Leyen con Bourla sui vaccini era nota da tempo: in gennaio 2022 il difensore civico dell’Ue, Emily O’Reilly, aveva chiesto l’accesso ai messaggi privati (sms o whatsapp) tra Ursula e Bourla, ma senza ricevere alcuna risposta. Per questo, il mese dopo, O’ Reilly bollò la trattativa segreta come esempio di «cattiva amministrazione». Accusa a cui la commissaria Ue alla trasparenza Vera Jurovà ha risposto il 30 giugno per conto della presidenza, dicendo che gli sms tra Von der Leyen e Bourla «non erano stati trovati». Qualcosa di simile era già accaduto a von der Leyen quando era ministro della Difesa in Germania e fu accusata di avere elargito consulenze immotivate: la memoria del suo cellulare risultò cancellata, e tutto fu messo a tacere.

La faccenda, però, non sembra affatto chiusa. Dopo la relazione della Corte dei conti Ue, l’inchiesta di Politico e Welt sui condizionamenti operati dalla Fondazione Bill & Melinda Gates e da altre tre organizzazioni filantropiche nei confronti delle autorità di governo Usa e Ue per l’acquisto dei vaccini mette a nudo metodi e pagamenti dalle conseguenze imprevedibili. Basta citare due passaggi: «Bill Gates e i leader delle altre tre organizzazioni hanno avuto un accesso senza precedenti ai più alti livelli di governo, spendendo 8,3 milioni di dollari per fare pressione sui legislatori e funzionari di Usa ed Europa». «Funzionari degli Usa, dell’Ue e dell’Oms hanno ruotato attorno a queste organizzazioni come dipendenti, aiutandole a consolidare le loro connessioni politiche e finanziarie a Washington e Bruxelles».

Articolo pubblicato su italiaoggi.it

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