L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 29 settembre 2022

L'unica cosa buona in cinque anni di legislatura è stato la creazione di moneta non a debito con il superbonus del 110% che ha rilanciato all'insù il PIL ma il VOSTRO Mario Draghi da buon traditore al servizio degli anglosionististatunitensi, l'hanno premiato non a caso, ha fatto di tutto per imbrigliarlo e depotenziarlo. Il silenzio del clero televisivo, del Circo Mediatico è emblematico e ci indica da che parte stanno, certamente non a favore dell'economia italiana del benessere del popolo

SUPERBONUS 110%/ Pierciaccante (Ance): senza quarta cessione settore edile a rischio
Pubblicazione: 29.09.2022 - int. Giovan Battista Perciaccante
Le imprese del comparto rischiano di trovarsi senza liquidità per l’impossibilità di poter cedere i crediti fiscali maturati con il superbonus 110%

(LaPresse)

Il settore delle costruzioni ha conosciuto nel primo semestre del 2022 una rilevante fase di espansione, contribuendo in maniera consistente all’extragettito fiscale certificato dal ministero dell’Economia e delle Finanze in 14,3 miliardi di euro, un terzo del quale è stato generato dagli interventi finanziati dal Superbonus 110%. Si tratta di 1 miliardo e 374 milioni di gettito Iva e 2 miliardi e 845 milioni di gettito Irpef. Ne abbiamo parlato con il Presidente del Comitato Mezzogiorno e Isole di ANCE Giovan Battista Perciaccante.

È ancora così Presidente Perciaccante?

La spinta del Superbonus si è confermata anche ad agosto. Il monitoraggio Enea-Mite-Mise, evidenzia ben 243.907 interventi legati alla misura, per un ammontare di 43,7 miliardi di euro, di cui 30,5, ovvero il 71%, già realizzati.

Nonostante questo, il settore continua a lanciare segnali d’allarme, come mai?

Se i dati citati continuano a evidenziare un trend di crescita, il tasso è decisamente inferiore ai mesi precedenti. Questo rallentamento lo si nota in particolare per i condomini.

Quali le cause?

Essenzialmente due. La corsa, da parte delle imprese, per certificare entro il prossimo 30 settembre la realizzazione di almeno il 30% dei lavori sulle villette e sulle unità indipendenti, in modo da intercettare la proroga del superbonus al 31 dicembre 2022 e i condomini, che da soli rappresentano il 48% degli investimenti complessivi, penalizzati dalla stasi degli acquisti dei crediti fiscali.

Pertanto le correzioni apportate dal DL Aiuti-bis non sono state sufficienti?

Il settore edile si dibatte in un paradosso. Nonostante continui a creare Pil, occupazione ed extragettito fiscale, le imprese del comparto rischiano di trovarsi strozzate per la mancanza di liquidità derivante dalla impossibilità a poter cedere i crediti fiscali maturati a seguito della realizzazione dei lavori di Superbonus. Proprio per questo è fondamentale attivare la cosiddetta quarta cessione, che, essendo stata allargata, può valere da sola 100 miliardi l’anno.

Cos’è che la frena?

L’attenuazione della responsabilità solidale nella cessione dei crediti ai soli casi di dolo e colpa grave non è bastata a tranquillizzare gli operatori. Resta il freno introdotto dalla Agenzia delle Entrate che prevede, per chi acquista i crediti, un livello di diligenza parametrato alla sua capacità professionale. Abi e Ance stanno sollecitando l’Agenzia a rivedere tale posizione perché non più coerente con le previsioni normative secondo cui, il secondo acquirente, non è tenuto a ripetere l’istruttoria già fatta dalla banca. Solo così si rimetterebbero in movimento gli acquisti dei bonus.

Cosa risponde a chi addebita al Superbonus l’impennata dei prezzi?

Nell’ultimo anno e mezzo si è registrata un’impennata dei prezzi delle materie prime, dei materiali e delle apparecchiature e il settore delle costruzioni è quello che ne sta subendo le maggiori conseguenze. Le imprese, infatti, hanno sottoscritto contratti sulla base di computi metrici i cui prezzi sono risultati in breve tempo largamente sottostimati. Semmai, questo ha comportato un’importante erosione dei margini di remunerazione delle aziende, con molti committenti che non hanno accettato il previsto adeguamento dei prezzi dando vita a lunghi contenziosi legali.

In conclusione che giudizio dà di questa misura?

Il Superbonus ha dimostrato di essere una misura molto efficace per l’intera economia. Con un quadro normativo stabile, sarebbe opportuno rendere strutturale tale misura che va nella direzione dell’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare con edifici meno energivori, meno inquinanti, più sicuri e più efficienti.

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