L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 1 settembre 2022

“sono politicamente contro il green pass che non ho mai scaricato. Lo considero l’equivalente funzionale di una tessera di adesione a un “regime di dispotismo irrazionale”, perfino duale, che fa della sorveglianza la cifra del suo esistere

La Resistenza Civile degli italiani come Ugo Mattei
martedì 30 agosto 2022

Il noto professor Ugo Mattei ha scritto un libro fondamentale per poter affrontare in modo civile questo sfortunato periodo storico: “Il diritto di essere contro. Dissenso e resistenza nella società del controllo” /Piemme, 2022, Milano, 240 pagine, euro 18).

In Europa sembra quasi tutto finito, ma in Italia ci troviamo ancora davanti a una strana forma di epidemia sociale burocratizzata, e alla nostrana guerra in Ucraina, che grazie ai soliti burocrati politicizzati sottrae molte risorse ai cittadini italiani. Mattei è un giurista italiano esperto e sa benissimo che abbiamo ancora davanti a noi le solite “dichiarazioni di emergenza incostituzionali, le stesse mistificazioni: soprattutto lo stesso terrore per il dissenso nazionale” (premessa).

Il famoso Karl Kraus scrisse che “una delle malattie più diffuse è la diagnosi”. E Ugo Matteo ha dichiarato (senza i soliti giri di parole all’italiana): “sono politicamente contro il green pass che non ho mai scaricato. Lo considero l’equivalente funzionale di una tessera di adesione a un “regime di dispotismo irrazionale”, perfino duale, che fa della sorveglianza la cifra del suo esistere ” (premessa).

Per capire meglio il mondo della medicina affaristica di oggi ricordo che il vincitore del premio Nobel per la Medicina del 1937 disse che “ogni scoperta consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò a cui nessuno ha mai pensato”. Non a caso il premio riguardava le ricerche sulla vitamina C, uno dei migliori “farmaci” naturali insieme alla vitamina D.

Comunque in Italia bisogna sempre ricordare che “Nessun obbligo può essere imposto al di fuori di stretti limiti di costituzionalità, coerenti con il Codice di Norimberga e con le molte altre carte internazionali che, dopo gli orrori del nazismo, considerano un crimine contro l’umanità la sperimentazione di trattamenti sanitari senza il consenso dell’interessato” (premessa).

In effetti il diritto “ha un rapporto sempre ambiguo con il potere (a volte funge da scudo contro il potere, a volte è la clava del potere), ma certamente esso non è il potere” (p. 22). La perdita dei poteri invalicabili del Diritto e la crescita decisamente incivile dei poteri di fatto sono indiscutibili: “l’impoverimento del ceto avvocatizio, il declino di prestigio della magistratura e il servilismo del ceto accademico sono tutti sfaccettature dello stesso fenomeno di sottomissione del diritto alla mera logica del potere di fatto” (p. 27). Del resto il controllo algoritmo (e i vari controlli dei dispositivi di sorveglianza), costa meno rispetto al controllo giuridico, e “spinge prepotentemente per lasciare la frontiera online e conquistare anche l’economia reale e i rapporti sociali materiali” (p. 29). E l’Italia sembra il posto ideale per sperimentare “offline la logica dell’online” (p. 30).

Il giurista Mattei è un grande studioso di sistemi sociali governati dal diritto e “il tasso di democraticità di una organizzazione sociale non è funzione del principio di maggioranza… ma è legato alle modalità di rispetto delle minoranze e dei dissidenti, coloro che apportano critica, non obbligatoriamente costruttiva, al pensiero dominante: quelli dalla parte del torto, che molto spesso tuttavia è la parte giusta della storia” (p. 13). Quindi bisogna continuare a garantire a tutti i costi, “il diritto di essere contro” e la “protezione costituzionale di natura qualitativa della minoranza dissenziente” (p. 30).

Di solito oggi si considera la storia in maniera distorta, ambigua e controproducente. “Dopo l’attacco alle Torri Gemelle, per esempio, anche nell’ideologia occidentale dominante il dopoguerra, quella angloamericana, si è cominciato a confondere la nozione di opposizione con quella di slealtà, attraverso una torsione di senso che ha prodotto un arretramento democratico che ha allineato l’Occidente all’ideologia giapponese dell’era Meiji” (p. 14). Però il pensiero critico è un bene comune “capace di contribuire davvero alla produzione di intelligenza collettiva al servizio del miglioramento delle condizioni di tutti”. Il narcisismo sociale è deleterio quanto quello personale (p. 31 e p. 32).

A quanto pare certe questioni sono chiare solo per chi vuole vederci chiaro. “Il pensiero neoliberale impostosi come pensiero unico alla fine della Guerra Fredda si è tramutato in un vero e proprio dispotismo occidentale, travolgendo ogni principio giuridico. Un oligopolio mondiale di poche corporation controlla, con complessi sistemi di scatole cinesi, praticamente ogni potere globale estraendo immensi profitti” (conclusioni finali).

Ugo Mattei è professore emerito di Diritto internazionale presso l’Università della California, e Ordinario di Diritto civile all’Università di Torino. Essendo un avvocato cassazionista, ha patrocinato per due volte il referendum sui beni comuni presso la Corte Costituzionale. Inoltre ha pubblicato oltre venti libri, che sono stati tradotti in molte lingue. Per poter valutare alcuni approfondimenti: https://www.byoblu.com/2022/07/02/questa-e-una-tirannia-ugo-mattei (video più recente); https://www.youtube.com/watch?v=m577CghOoAU (video meno recente). Ora è anche il presidente della Cooperativa Generazioni Future (https://generazionifuture.org/video).

Nota aforistica e non solo – Come disse Napoleone, “Le persone difendono più i loro interessi, che i loro diritti”; “A nessun uomo libero dovrà mai essere escluso l’uso delle armi. Il motivo più forte per cui mantenere il diritto delle persone di possedere armi è come l’ultima risorsa per proteggere sé stessi contro la tirannia del governo” (Thomas Jefferson, 1743-1826, politico e scienziato). Quindi, “Se vogliamo continuare l’avventura della conoscenza, aspettiamoci l’inatteso” (Eraclito), ma “Il crimine lo ha fatto colui a cui giova” (Seneca). Senza ombra di dubbio appare quindi che “La verità è sempre rivoluzionaria” (Antonio Gramsci, p. 44).

Nota chiarificatrice – Il professor Mattei è contro “un farmaco che notoriamente non difende contro il contagio delle attuali varianti, facendomi tuttavia correre rischi non trascurabili per la salute… l’amministrazione universitaria torinese non ha alcun titolo per chiedermi nulla e avrebbe dovuto rispettare la mia privacy sanitaria” (premessa).

Nota estemporanea – Qui trovate tre grandi approfondimenti molto utili e quasi completamente interessanti: https://vcomevittoria.it/la-guerra-in-ucraina-secondo-carlo-m-cipolla (storia oramai definita); https://www.imolaoggi.it/2022/07/04/uniamoci-intervento-del-prof-pierfrancesco-belli; https://www.agoravox.it/Hyman-Minsky-Il-genio-invisibile.html (per capire meglio l’economia).

Nota legale – Purtroppo “Larga parte dei magistrati, per opportunismo o mancanza di pensiero critico, si adegua, pur di fronte alla scempio palese di principi che pur continua a professare” (p. 220). E “Il lettore dotato di qualche cultura ben sa che sul frontespizio del celebre Leviatano di Hobbes, intorno al mostro ci stanno i medici della peste, a imperituro ricordo di come l’epidemia determini la cessione della sovranità di ciascun individuo al potere assoluto” (p. 236).

Nota finale - Infine vi lascio delle sentenze “finali”: https://www.radioradio.it/2022/07/firenze-storica-sentenza-sui-sieri-holzeisen-accertato-rischio-per-genoma-umano. Il famoso professor Carlo Cipolla e lo studio della stupidità: https://www.lacrocequotidiano.it/tag/stupidit%C3%A0. Un’atipica oasi italiana di informazione libera: https://italialibera.online. Dopotutto “Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare” (Mark Twain).

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