L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 ottobre 2022

A Washington, obiettivo raggiunto, si ride sopra le carcasse ormai in putrefazione dei poveri stati europei. La GUERRA FINAZIARIA ad Euroimbecilandia ormai è vinta

13 Ottobre 2022 13:00
I russi "colpiscono obiettivi militari". Quando è un giornalista del Corriere a smontare la propaganda NATO


Desta stupore quando a rompere il muro di propaganda dei media filo Nato sia un insider.

Intervenendo a Porta a Porta, il giornalista del Corriere della Sera, Lorenzo Cremonesi, noto per reportage filo Nato dalla Libia di cui ci siamo occupati in passato e quindi fonte sicuramente non certo "filo Putin", ha dichiarato come la polizia e le autorità della regione di Zaporizhzhia gli abbiano detto "in modo confidenziale" come i russi colpiscano obiettivi militari. "Sono indirizzati verso obiettivi militari, come le caserme, i depositi di armi", sottolinea il giornalista che poi centra un punto molto importante smontando di fatto la propaganda assillante di questi giorni. "Gli ucraini, dichiarando solamente i morti civili, e omettendo per ovvie ragioni quelli militari, danno l'impressione che i civili siano stati presi di mira deliberatamente.”

Essendo gli obiettivi militari - in particolare depositi di armi e infrastrutture legate all'esercito di Kiev - i morti sono quasi esclusivamente militari. Citando solo quelli civili comunicati dal regime di Zelensky, i media italiani alterano di proposito la percezione nella popolazione.

Ha ragione Cremonesi quando nel suo intervento sottolinea che adesso la situazione è cambiata e a Kiev sono piovuti 30 missili. Gli attentati terroristici contro centrali nucleari, gasdotti e ponti vitali per la Russia hanno portato Mosca ad alzare il livello dello scontro.

Per la Russia l'inizio dell'"operazione speciale" lasciava aperto ampio spazio per negoziati e trattative. Le infrastrutture amministrative ed energetiche colpite potevano essere colpite in qualunque momento, a dimostrazione della superiorità russa e a dispetto di chi nella stampa filo Nato parlava di esercito e paese in decomposizione. La Russia si è mantenuta fino all'attentato contro la Crimea su un binario circoscritto per non compromettere le trattative con l'occidente. L'Europa non ha accolto la via diplomatica e ha seguito quella barbarica della Nato - che ha utilizzato il regime di Kiev per arrivare allo scontro totale. alla risposta di oggi. A Washington, obiettivo raggiunto, si ride sopra le carcasse ormai in putrefazione dei poveri stati europei.

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