L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 ottobre 2022

Al popolo, ai popoli non interessa le proiezioni di potenza delle oligarchie, vogliono far vivere i loro progetti di vita nelle comunità.

ATTUALITA' Ottobre 5, 2022 posted by Giuseppina Perlasca
Bulgaria: partito non ostile alla Russia ed eurocritico vince le elezioni politiche


Il partito di centro-destra bulgaro GERB – guidato dall’ex primo ministro di lungo corso Boyko Borissov – è destinato a vincere le elezioni di domenica, le quarte in meno di due anni, secondo i risultati parziali, ma le sue possibilità di formare un governo di coalizione rimangono incerte. Borissov ha una profonda esperienza di governo e in passato è stato vicino a Vladimir Putin, pur essendo ora parte del PPE, per cui molti confidano nella sua esperienza diplomatica per sbrogliare i complessi rapporti con la Russia, soprattutto dal punto di vista energetico.

Con il 99% delle schede scrutinate lunedì mattina, i risultati ufficiali parziali hanno mostrato la vittoria di GERB con il 25,4%.


Il suo principale rivale, il riformista Noi continuiamo il cambiamento dell’ex primo ministro Kiril Petkov, il cui gabinetto di coalizione è crollato a giugno, è arrivato secondo con il 20,2%. La bassa affluenza alle urne riflette l’apatia e la profonda sfiducia degli elettori.

I risultati lasciano presagire difficili colloqui di coalizione in un parlamento frammentato o addirittura un’altra elezione lampo nello Stato che è il più povero membro della UE.

Entrambi i casi prolungherebbero l’instabilità politica tra l’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni di consumo e la guerra in Ucraina e aumenterebbero la prospettiva che la Bulgaria non riesca ad entrare nell’area dell’euro con la moneta unica entro il 2024. Si prevede che altri cinque partiti siano entrati nella camera dei 240 posti.

Si tratta del partito di etnia turca MRF con una proiezione del 13,7%, del partito filo-russo Vazrazhdane con il 10,2%, del partito socialista con il 9,3%, del gruppo liberale anti-corruzione Bulgaria Democratica con il 7,5% e del partito nazionalista bulgaro Rise di recente formazione con il 4,6%.

I risultati ufficiali definitivi sono attesi per giovedì.

Si prevede che gli sforzi per mettere insieme una coalizione funzionante saranno complicati dal fatto che molti degli avversari politici di Borissov lo accusano di aver permesso una corruzione diffusa durante i suoi 10 anni di governo, terminati lo scorso anno. Ovviamente l’interessato respinge le accuse.

Alcuni elettori dello Stato membro più povero dell’UE sostengono che Borissov offra stabilità e abbia l’esperienza diplomatica necessaria per gestire le complesse relazioni della Bulgaria con la Russia. Inoltre le posizioni di Borissov sono state spesso di critica alla UE per la totale mancanza di solidarietà sul tema dei migranti, uno dei problemi che attanaglia la Bulgaria.

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