L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 1 ottobre 2022

Continua l'avanzata ucraina a Kharkov

L'ammissione russa: "Ci siamo ritirati da Lyman". Kadyrov: "Mosca consideri uso nucleare"

Il ministero della Difesa russo: "A causa della minaccia dell'essere circondate, le truppe alleate si sono ritirate verso posizioni più vantaggiose". Il capo della diplomazia Ue Borrell mette in guardia: "Le annessioni rendono impossibile la fine della guerra. La Russia sta perdendo, ma l'Ucraina non ha ancora vinto"

aggiornato alle 18:10 01 ottobre 2022

© Yasuyoshi CHIBA / AFP
- Soldati ucraini a Lyman

AGI - Le truppe russe si sono ritirate questo dalla roccaforte filo-russa di Lyman, nella regione orientale ucraina di Donetsk, "verso posizioni più vantaggiose", per evitare di essere completamente circondate dall'esercito di Kiev.

Lo ha ammesso il ministero della Difesa russo, aggiungendo che il nemico continua la sua offensiva nonostante abbia subito pesanti perdite nel tentativo di riconquistare nuovi territori nel Donbass.

Leader ceceno Kadyrov, Mosca consideri uso armi nucleari a bassa intensità

Il leader ceceno, Ramzan Kadyrov, ha esortato la Russia a prendere in considerazione l'utilizzo di un'arma nucleare a bassa intensita' in Ucraina, dopo la notizia del ritiro delle truppe russe da Lyman. In un messaggio su Telegram in cui criticava i comandanti russi per aver abbandonato la citta' strategica nell'Est dell'Ucraina, Kadyrov, citato dalla Reuters, ha scritto: "Secondo me, dovrebbero essere prese misure piu' drastiche, fino alla dichiarazione della legge marziale nel zone di confine e l'uso di armi nucleari a basso rendimento".

Nello stesso messaggio su Telegram con cui ha invitato il Cremlino a utilizzare armi nucleari tattiche in Ucraina, il leader ceceno, Ramzan Kadyrov, si e' scagliato contro il comandante del Distretto Militare Occidentale, Alexander Lapin, per il ritiro delle forze russe dalla cruciale citta' di Lyman e ha poi espresso una critica piu' generale ai vertici dell'esercito di Mosca, scelti, secondo Kadyrov, in base a logiche "nepotiste".

"Il nepotismo nell'esercito non portera' bene", ha scritto Kadyrov su Telegram, "nell'esercito e' necessario nominare persone di carattere forte, coraggiose, dotate di principi, che si preoccupano dei loro combattenti, che si strappano i denti per un loro soldato, che sanno che un subordinato non puo' essere lasciato senza aiuto e sostegno". "Non c'e' posto per il nepotismo nell'esercito, soprattutto in tempi difficili", aggiunge il leader ceceno, le cui forze sono state spesso schierate in prima linea nel Donbass.

Borrell, fine guerra quasi impossibile dopo annessioni russe

L'annessione da parte di Mosca di quattro nuovi territori ucraini occupati rende "quasi" impossibile porre fine alla guerra in Ucraina. Lo ha affermato l'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell.

L'annessione delle regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporizhya e Kherson rende "molto piu' difficile, quasi impossibile, la fine della guerra", ha dichiarato Borrell al canale televisivo spagnolo RTVE. "La Russia sta perdendo" la guerra, "l'ha persa in termini morali e politici", ma "l'Ucraina non ha ancora vinto".

Nessun commento:

Posta un commento