L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 ottobre 2022

Delirio euroimbecille, la Russia deve vendere il petrolio al di sotto del valore di mercato questa è l'idea del VOSTRO imbecille Draghi a cui si accoda la borgatara Meloni

L’Europa che si veste da Napoleone



Da secoli ci si chiede in che cosa consista la follia e probabilmente si potrebbe rispondere che sta nel perdere in qualche modo in contorni della realtà, costruendosi un mondo di fantasia e agendo in relazione ad esso e non ai fatti. Follia senile può essere quella dell’ormai quasi centenario Kissinger il quale dice che la Russia ha perso la guerra dopo essersi inglobata 120 mila chilometri quadrati di territorio ( la metà della Gran Bretagna tanto per dare un’idea ) che costituiscono il 90 per cento del pil ucraino e aver acquisito 5 milioni di nuovi cittadini. E ancora oggi, ciò che rimane dell’esercito ucraino viene costantemente bombardato a parte sedicenti offensive che ai russi servono per distruggere materiale bellico. Analogamente un ‘Europa alla disperazione dopo essersi messa il cappio al collo non fa altro che continuare a stringerlo. E adesso, dopo interi medi di discussione durante i quali non ha evidentemente potuto disporre degli psicofarmaci adatti a sedare il delirio, se ne è venuta fuori con la risibile storia del prezzo massimo da imporre al petrolio russo. Ovviamente non si vede per quale ragione Mosca dovrebbe vendere il proprio petrolio sotto il prezzo di mercato, ma tutta questa sconclusionata idea sta nel fatto che le società coinvolte nella spedizione del petrolio russo, inclusi armatori e assicuratori ( quasi tutte occidentali) vengano impegnate a garantire che il petrolio che stanno trasportando venga venduto al prezzo massimo o inferiore. Se venissero sorpresi ad aiutare la Russia a vendere a un prezzo più alto, potrebbero dover affrontare azioni legali nei loro paesi d’origine per violazione delle sanzioni.

Ora tutto questo è insensato per tre principali motivi: innanzitutto perché la Russia ha aumentato in maniera stratosferica le proprio esportazioni verso India e Cina ammortizzando di molto le possibili perdite; i Paesi dell’Opec + sono scontenti di queste pazzie e hanno deciso di diminuire la produzione per far salire i prezzi e far cessare le mattane; infine il meccanismo europeo è un chiaro segnale alle società asiatiche che dispongono di enormi mezzi di entrare nel settore del trasporto di petrolio e dei relativi servizi finanziari a spese delle società europee. Sia la Cina che l’India aumenteranno le loro quote di mercato in quei campi. Le loro navi molto più grandi e moderne trasporteranno petrolio russo a chiunque lo voglia acquistare al prezzo di mercato meno lo sconto russo sempre negoziabile. Le navi greche rimarranno inattive o saranno vendute mentre le petroliere indiane, cinesi e altre asiatiche saranno molto, molto impegnate. Le grandi compagnie assicurative cinesi si uniranno felicemente a questa nuova attività di servizi globali.

L’inenarrabile stupidità cui fa capo questa idea, lanciata a suo tempo da Draghi su suggerimento americano, si basa sull’idea che l’occidente ha saldamente in mano le redini del mondo, che può fare tutto ciò che vuole. Non è bastato vedere che l’economia russa, forse non grandissima, ma basata su beni reali, abbia resistito benissimo alle sanzioni che dovevano distruggerla e abbia avuto un vasto sostegno mondiale. Increduli hanno continuato con sfilze di sanzioni che la stanno solo danneggiando l’Europa , come del resto volevano gli Usa, e continuano su questa strada, ma ciò che serve al mondo della produzione è il petrolio non sono assicuratori dei Lloyd di Londra e vetuste petroliere greche che chiunque può sostituire. Il punto è sempre quello: puoi far finta di essere Napoleone, ma solo all’interno di una clinica specializzata nella cura dei deliri di grandezza che ahimè corrispondo poi ad abissi si servilismo nei confronti del padrone. E tutto questo per non parlare del gas che non si sa dove andare a prendere visto che gli Usa non possono fornirne più di tanto con il fracking: l’Asia orientale è fuori causa visto che ha costi enormi per il Gnl, mentre qualsiasi altra fornitura diretta non potrebbe che passare per la Russia, l’Iran è anch’esso sanzionato e dunque non ci si può che attaccare a piccole quantità di gas azero, la Francia è presa a calci in culo di tutta l’Africa e forse solo l’Italia potrebbe raccogliere qualche elemosina dall’Algeria e della Libia.

Alla fine dopo un anno o forse due tremendi e distruttivi per l’Europa la Germania capirà che dopotutto potrebbe acquistare gas liquefatto dalla Russia che verrebbe trasportato via nave da San Pietroburgo e da Kalinigrad: certo costerebbe di più, ma certo molto meno di quello americano. Certo il baltico è ora un lago della Nato, ma potrebbe anche diventare la tomba dell’alleanza.

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