L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 20 ottobre 2022

Euroimbecilandia non ne fa una giusta

LA POLEMICA
Capo della diplomazia Ue chiama “giungla” il resto del mondo: Emirati Arabi convocano ambasciatore

Tensioni diplomatiche tra Abu Dhabi e Bruxelles dopo le parole di Borrell finite nel mirino per i presunti toni colonialisti e razzisti

Nella foto: Josep Borrell

Il discorso nel quale il capo della diplomazia Ue, Josep Borrell, ha definito l’Europa “un giardino” e il resto del mondo “una giungla” continua a suscitare tensione e reazioni indignate. L’ultima in termini di tempo è quella degli Emirato Arabi Uniti che hanno convocato l’ambasciatore Ue nel Paese mediorientale per comunicargli direttamente lo sconcerto del governo di Abu Dhabi.

Il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha inoltre affermato che le osservazioni di Borrell sono “inappropriate e discriminatorie” e “contribuiscono a un peggioramento del clima di intolleranza e discriminazione in tutto il mondo”, ha riferito l'agenzia di stampa statale del Paese.

Nel suo discorso a Bruges all’inaugurazione della nuova Accademia diplomatica europea, Borrell ha definito l'Europa “un giardino” e la maggior parte del mondo "una giungla” che “potrebbe invadere il giardino”. “I giardinieri dovrebbero prendersi cura del giardino, ma non lo proteggeranno costruendo muri. Un bel giardinetto circondato da alte mura per evitare che la giungla entri non sarà una soluzione. Perché la giungla ha una forte capacità di crescita e il muro non sarà mai abbastanza alto", ha affermato Borrell.

“Gli europei devono essere molto più coinvolti con il resto del mondo. Altrimenti, il resto del mondo ci invaderà”, ha aggiunto il capo della diplomazia europea. “Siamo persone privilegiate”, ha ammesso, ma “non possiamo pretendere di sopravvivere come un'eccezione. Deve essere un modo per sostenere gli altri che affrontano le grandi sfide del nostro tempo”, ha concluso Borrell.


In una conferenza stampa successiva al discorso, Borrell ha negato che il suo messaggio fosse razzista o colonialista. I commenti avevano lo scopo di respingere l'idea di “fortezza Europa” e di incoraggiare gli studenti a impegnarsi con il mondo, ha affermato il capo della diplomazia.

Nessun commento:

Posta un commento