L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 ottobre 2022

La guerra igiene del mondo, anche quella FINANZIARIA, ha bisogno delle sue vittime. Recessione+inflazione=STAGFLAZIONE, voluta cercata ottenuta dalla FED per far rientrare i capitali negli STATI UNITI

Recessione in arrivo, Microsoft licenzia 1000 persone

Da Google a Meta, passando per Snap e Gamestop, tutto il settore tecnologico si sta preparando a tempi foschi.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-10-2022]


Che le prospettive per l'economia europea in generale e per quella italiana in particolare non siano rosee non dovrebbe sorprendere nessuno, ma nemmeno gli Stati Uniti stanno troppo bene.

Lo dimostra come, con la minaccia di una recessione che secondo Bloomberg accadrà sicuramente nel corso dei prossimi 12 mesi alle porte, i giganti della tecnologia abbiano negli ultimi tempi dato il via a una serie di licenziamenti e ristrutturazioni.

L'ultima in ordine di tempo a operare un taglio del personale è Microsoft che, pur non avendo rivelato i numeri ufficiali, ha lasciato a casa, secondo quanto riporta Axios, poco meno di un migliaio di dipendenti, operando tagli in tutte le divisioni.

Un portavoce ha affermato che l'operazione va inquadrata nella normale gestione e che «come tutte le aziende, valutiamo regolarmente le nostre priorità aziendali, operando di conseguenza cambiamenti strutturali», operando anche «assunzioni nelle aree chiave per la crescita».
Spunti di approfondimento:

Quali siano queste aree chiave non è poi troppo misterioso se si pensa alle «aree» in termini geografici e si considerano le ultime politiche di Microsoft in fatti di assunzioni: se licenzia negli Stati Uniti, il gigante assume invece in Cina, dove lo scorso settembre ha iniziato ad assumere personale per coprire circa 1.000 posizioni e dove ha intenzione di espandere le proprie sedi nel corso dei prossimi cinque anni.

I tagli recenti si aggiungono peraltro ai 1.800 posti di lavoro eliminati sempre da Microsoft negli USA lo scorso luglio e alle decisioni di altri nomi importanti: Google ha infatti annunciato di aver «messo in pausa le assunzioni», Meta ha iniziato a licenziare i dipendenti meno attivi e anche Gamestop ha parlato di licenziamenti.

Tagli si registrano anche presso Snap (che si sta liberando del 20% dei suoi 6000 dipendenti), Robinhood e presso aziende note che operano in criptovalute, come Coinbase e OpenSea. Il futuro, per gli impiegati del settore tecnologico, non promette bene.

Nessun commento:

Posta un commento