L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 ottobre 2022

«la maggior parte dei droni aerei prodotti in Russia non soddisfa i requisiti tattici e tecnici del Ministero della Difesa»

UAS e loitering munition: le carenze dell’industria russa
6 ottobre 2022


Dopo le esperienze in Siria con il collaudo operativo di alcuni droni kamikaze (loitering munitions) e d’attacco, le Forze Armate russe hanno iniziato ad operare in Ucraina con un numero limitato di velivoli a pilotaggio remoto come prova anche l’impiego militare dei droni (abbattuti dalla difesa aerea ucraina e quindi documentati fotograficamente) in servizio con l’EMERCOM o Ministero delle Situazioni di Emergenza (l’omologa della nostra Protezione Civile).

Segno inequivocabile che le quantità di droni militari a disposizione delle Forze Armate russe era ancora più limitata di quello che si pensasse.


La Russia è sembrata in evidente affanno nella produzione di massa di Uumanned Aerial Systems (UAS) e munizioni circuitanti fabbricati in patria a causa di difficoltà industriali con le principali aziende (Kronshtadt e ZALA Aero Group) non ancora pronte a mettere in produzione ordini massicci o per la carenza di componenti elettronici fondamentali alla produzione, probabilmente dovuta anche alla stretta delle sanzioni occidentali.

Oppure semplicemente per la scarsa esperienza industriale nel settore anche tenendo conto che la Russia si è interessata con notevole ritardo allo sviluppo di UAS.

Il recente cospicuo arrivo dei velivoli di fabbricazione iraniana Shahed-136 (nome russo “Geran-2“) ha in parte avvalorato tali motivazioni ma la risposta più esaustiva l’ha fornita il colonnello Igor Ischuk del ministero della Difesa russo.


Durante la tavola rotonda “Prospettive per lo sviluppo di tecnologie per i veicoli senza pilota nella Federazione Russa”, l’ufficiale ha espressamente dichiarato che «la maggior parte dei droni aerei prodotti in Russia non soddisfa i requisiti tattici e tecnici del Ministero della Difesa» e di conseguenza il ministero «..è costretto a cercare semplificazioni e accordi aggiuntivi per l’accettazione degli UAS in funzione in modalità sperimentale».

La maggior parte dei produttori di droni russi dunque non sembra in grado di soddisfare i requisiti della Difesa come ha spiegato Ischuk parlando di «non conformità alle specifiche».


L’ufficiale ha aggiunto che «i [droni] più richiesti, oltre agli UAV da ricognizione e le munizioni circuitanti, sono quelli da intelligence elettronica» e ha inoltre osservato che il ministero della Difesa ha bisogno di droni con un ricevitore di navigazione anti-jamming e allo stesso tempo rientrante in una categoria di prezzo accettabile.

«Questi velivoli dovrebbero essere dotati di sistemi di allarme radar, IFF e dovrebbero essere facili da impiegare».

Una serie di caratteristiche che indica la strada da perseguire all’industria russa, oggi a quanto pare ancora lontana dai requisiti richiesti dalla Difesa russa.

Foto: Sukhoi, Zala e Forze Armate Ucraine

Nessun commento:

Posta un commento