L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 ottobre 2022

La valutazione dell'oro è tenuta volontariamente bassa, altrimenti ci sarebbe la corsa all'accaparramento. Una certezza che l'oro ha sempre garantito il capitale investito

Comprare oro oggi ha senso per proteggersi dall’inflazione?

Cerchiamo di capire, dati alla mano, se comprare oro oggi possa ancora avere un senso o si rivelerebbe inutile contro l'inflazione.
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 11 Ottobre 2022 alle ore 06:58


Ieri, il prezzo dell’oro è sceso ben sotto 1.700 dollari l’oncia, arrivando sui 1.680. I minimi erano stati toccati la notte successiva alle elezioni in Italia, sotto 1.630 dollari. Sembrerebbe il mondo all’incontrario. Il metallo dovrebbe brillare particolarmente nelle fasi di alta inflazione e forti tensioni geopolitiche. E al momento abbiamo entrambe. Nell’Eurozona, l’indice dei prezzi è salito del 10% a settembre. E alle porte dell’Unione Europea si combatte da sette mesi e mezzo una guerra terribile e pericolosissima per la sicurezza globale. Comprare oro oggi avrebbe teoricamente più senso che mai. E allora, perché le quotazioni ripiegano, anziché salire? Agli inizi di marzo, furono toccati i nuovi massimi storici a circa 2.044 dollari. Da allora, registriamo un crollo del 22%.

Super dollaro deprime quotazioni dell’oro

L’apparente controsenso non tiene conto di un dato: il “super” dollaro. Le quotazioni negli ultimi mesi stanno scendendo, ma comprare oro per i non americani è diventato più costoso. Poiché esso è denominato nella valuta americana, infatti, i prezzi risultano essere storicamente elevatissimi in euro, sterline, dollari australiani, dollari canadesi, yen, ecc.

In genere, le quotazioni dell’oro viaggiano in direzione opposta a quelle del dollaro. Poiché per i prossimi anni ci si attende un indebolimento del dollaro, quale sarà il destino del metallo? Per cercare di capirlo abbiamo dato un’occhiata ai futures a medio-lungo termine relativi al prezzo. Essi ci segnalano che comprare oro alla fine del 2027 costerebbe poco più di 1.950 dollari per oncia. I futures non sono altro che contratti con cui una parte compra un asset da un’altra a un dato prezzo e per una certa data, evidentemente scommettendo sulla sua direzione.

Le attese sul cambio euro-dollaro

Sapere che l’oro ci costerebbe sopra 1.950 dollari tra poco più di cinque anni è già qualcosa, ma non tanto senza capire come nel frattempo si sarà mosso il cambio euro-dollaro. Un modo per carpire le aspettative del mercato circa l’andamento futuro di un cross valutario consiste nel prendere in considerazione i rendimenti dei titoli di stato, se di pari grado di sicurezza. Nel caso specifico, dovremmo confrontare i Bund tedeschi con i T-bond americani a 5 anni. Perché? La logica è la seguente: se un Bund a 5 anni oggi mi offre l’1,97% e un T-bond sempre a 5 anni il 4,14%, significa che il mercato ritiene che mediamente l’euro si rafforzerà da qui al 2027 di circa il 2,17% medio all’anno, quanto lo spread tra i due bond. Infatti, entrambi sono percepiti dagli investitori come massimamente sicuri.

Ebbene, stando a questo piccolo esperimento, il cambio euro-dollaro tra cinque anni sarà risalito a 1,075 da 0,97 di ieri. Pertanto, comprare oro alla fine del 2027 ci costerebbe qualcosa come 1.815 euro, il 5% in più dei circa 1.730 di ieri. L’apprezzamento sarebbe scarso. Solo con un’inflazione media annua sotto l’1% ci assicureremmo una protezione integrale del potere di acquisto. D’altra parte, difficile credere che il cambio euro-dollaro si muova così poco nell’arco del prossimo quinquennio. Probabile che la moneta unica si rafforzerà ben più contro il dollaro. E lo stesso faranno verosimilmente le altre principali valute.

Comprare oro tra inflazione e guerra

Un forte deprezzamento del dollaro, supponiamo alla media storica degli ultimi venti anni, determinerebbe il collasso della valuta americana in media di circa il 30% dai livelli attuali. Ciò spingerebbe molto in alto le quotazioni dell’oro, le quali arriverebbero così a segnare nuovi massimi storici. Tuttavia, non è possibile a priori capire se comprare oro tra cinque anni sarà più o meno costoso di oggi; insomma, se l’investimento si sarà rivelato un affare contro l’inflazione. L’eventualmente allentamento delle tensioni geopolitiche e il ripiegamento proprio dei tassi d’inflazione agirebbero in senso depressivo sui prezzi.

Alla lunga, tuttavia, l’oro tende a proteggere sempre il capitale dall’inflazione. Il punto è non illudersi che ciò possa accadere mese per mese, anno dopo anno. Serve un orizzonte temporale lungo. E già forse i prezzi di questi mesi hanno incorporato i tassi d’inflazione in rialzo, al contempo non segnalando alcun “surriscaldamento” delle aspettative future. Non è detto che il mercato stia avendo ragione. Potrebbe benissimo accadere che i rialzi dei tassi d’interesse non riescano a fermare la corsa dei prezzi al consumo per un periodo lungo e che, quindi, i rendimenti reali dei bond risultino vistosamente negativi e tali da indurre gli investitori a comprare oro per proteggersi.

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