L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 2 ottobre 2022

L'aver lavorato fianco a fianco per un obiettivo, l'aver imparato a fidarsi reciprocamente, l'aver costruito lealtà, l'aver maturato capacità nuove di azione collettiva sono in sé un patrimonio prezioso, qualcosa che da solo vale ogni fatica. In un mondo che ha coltivato la disgregazione, la parcellizzazione individualistica, il disinteresse e l'apatia, noi abbiamo remato contro la liquefazione entropica e costruito qualcosa di solido. NOTA di margine. Non ci farebbero MAI votare se non dominassero quasi completamente la manipolazione elettorale. Fermarsi al voto è da stupidi

Tirando le somme
di Andrea Zhok
26 settembre 2022

1) La prossima legislatura sarà priva di opposizione. Avremo solo l'usuale gioco delle parti tra CDX e CSX. Sembra che il CDX abbia la maggioranza assoluta e quindi la prospettiva di un governissimo non sarà immediata, ma alla prima "emergenza", nel nome del bene del paese, saranno di nuovo a spartirsi le brioches alla buvette di Montecitorio. Scopriremo dolorosamente - di nuovo - cosa vuol dire non avere voce.

2) Le "forze antisistema" unite sarebbero state presenti in parlamento, separate sono tutte fuori. E' un peccato, ma anche qui è bene non farsi illusioni: l'impossibilità di unirsi era dovuta innanzitutto ad un'oggettiva mancanza di organizzazione strutturata pregressa e di omogeneizzazione progettuale, cose che non si inventano da un giorno all'altro. Se non ci fosse di mezzo il dettaglio che siamo nel mezzo della più grande crisi dal 1945 senza alcuna voce parlamentare, sarebbe semplicemente giusto e opportuno ammettere che un progetto politico radicale deve strutturarsi e radicarsi nel medio periodo.

Diciamo che il medio termine è la dimensione sana in cui simili progetti possono fiorire, e che l'unico problema era che in un mondo che si sta scapicollando verso l'abisso il medio termine è un lusso.

3) Alla fin fine l'astensionismo ha avuto il suo più spettacolare trionfo nella storia della Repubblica. Ora avremo davanti 5 anni per apprezzare i mirabili frutti che i suoi geniali promotori ci hanno promesso.

4) Relativamente a Italia Sovrana e Popolare, il risultato è al di sotto delle speranze, ma è conforme ad aspettative razionali. Un progetto maturato in forma organizzata due mesi fa e collocato in direzione ostinata e contraria al flusso maggioritario di tutti i poteri che contano poteva facilmente finire semplicemente disintegrato.

Il dato rilevante invece è che ieri non esistevamo (ricordiamo che non siamo mai stati contemplati in nessun sondaggio), oggi esistiamo.

Qualcuno potrebbe pensare che il mancato obiettivo equivalga ad un nulla di fatto. In verità l'aver lavorato fianco a fianco per un obiettivo, l'aver imparato a fidarsi reciprocamente, l'aver costruito lealtà, l'aver maturato capacità nuove di azione collettiva sono in sé un patrimonio prezioso, qualcosa che da solo vale ogni fatica. In un mondo che ha coltivato la disgregazione, la parcellizzazione individualistica, il disinteresse e l'apatia, noi abbiamo remato contro la liquefazione entropica e costruito qualcosa di solido.

Non sarò mai abbastanza grato a tutti i compagni di strada per aver contribuito a tutto questo.

E per quel che mi riguarda, da qui si parte.

Nessun commento:

Posta un commento