L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 16 ottobre 2022

Le pecore, francesi e tedesche, tentano di belare, dopo che gli Stati Uniti hanno vinto la GUERRA FINANZIARIA che hanno svolto contro EUROIMBECILANDIA

ENERGIA
Gas, Francia e Germania contro gli Usa: ci vendono il Gnl a prezzi astronomici

di Fausta Chiesa16 ott 2022

 
I ministri dell’Economia tedesco Habeck (a sinistra) e francese Le Maire

Il gas naturale liquefatto americano che servirà all’Europa per dire addio al gas russo costa troppo. A dirlo - dopo che è da aprile che i Paesi europei fanno a gara ad aggiudicarsi le forniture di Gnl perché il metano che arriva dai tubi non basta - sono la Francia e la Germania. A parlare sono stati, la settimana prima che Ursula von der Leyen presenti la proposta legislativa per contenere i prezzi energetici (si parla di utilizzare per esempio le risorse dei fondi di coesione), i rispettivi ministri dell’Economia. «Non possiamo accettare che il nostro partner americano ci venda il suo Gnl a un prezzo quatto volte superiore a quello al quale vende agli industriali americani», ha dichiarato i 12 ottobre il ministro francese, Bruno Le Maire, intervenendo all’Assemblea Nazionale a Parigi.

Dominazione economica americana

«La guerra in Ucraina - ha aggiunto - non deve sfociare in una dominazione economica americana e a un indebolimento dell’Unione europea». Di fronte alle conseguenze della guerra in Ucraina, alle tensioni con la Russia, e agli scioperi nelle raffinerie francesi, Le Maire ha spiegato che «un indebolimento economico dell’Europa non è nell’interesse degli Stati Uniti e per questo dobbiamo trovare rapporti economici più equilibrati tra i nostri alleati americani e il continente europeo». Pochi giorni prima aveva tuonato il ministro tedesco, Robert Habeck, ha infatti criticando quei Paesi, «anche quelli amici», che «ottengono al momento cifre astronomiche» vendendo il loro gas all’Ue. «Questo - ha aggiunto - pone problemi che vanno affrontati», sollecitando la Commissione Ue a «parlare con questi Paesi».

Tetto al prezzo, Ue divisa

Dunque, quando la discussione europea sui prezzi insostenibili del gas e dell’energia è al culmine, ma i Paesi sono divisi tra chi vuole - come l’Italia - il tetto al prezzo e chi - come la Germania - non lo vuole perché teme un calo delle forniture, oltre al problema del gas naturale che scorre nei tubi ora Parigi e Berlino si accorgono anche anche il Gnl costa tantissimo (anche se non si sa esattamente quanto, perché i prezzi pagati dalle compagnie energetiche sono contenuti in contratti tenuti rigorosamente riservati), molto di più del metano importato dalla Russia, almeno prima dello scoppio del conflitto in Ucraina.

Il vantaggio competitivo delle aziende Usa

Ma il punto è che il Gnl costa tanto all’Europa, ma lo stesso gas liquefatto costa molto meno negli Stati Uniti e questo rappresenta un vantaggio competitivo enorme per le aziende americane che hanno costi di produzione di gran lunga inferiori a quelli delle imprese europee. Ma perché gli Stati Uniti pagano così poco il gas rispetto all’Europa? Innanzitutto perché sono il primo produttore di gas al mondo e quindi la materia prima non solo è loro ma trasportarla ha costi minori a causa delle distanze più piccole e quindi il costo di trasporto incide meno sul prezzo finale.

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