L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 16 ottobre 2022

l'imbroglio dell'influenza covid è evidente, ma continuano a fare come se niente fosse. Certo l'Euro da fastidio al Dollaro, questo non significa che si può digerire le peggio schifezze, a tutto c'è un limite

Contratti sui vaccini: delitto senza castigo



Certamente è una buona notizia che la Procura europea stia ora indagando sugli accordi tra i produttori di vaccini Covid e la Commissione Ue con particolare riferimento ai rapporti intercorsi con Pfizer. Ma non buona come potrebbe sembrare a prima vista e in realtà volta declassare la questione a semplice eccesso di spesa. Certo dopo che un altissimo funzionario della multinazionale farmaceutica ha rivelato a una commissione del parlamento di Strasburgo che in realtà non esistevano e non erano nemmeno stati cercati dati scientifici sul fatto che i vaccini a mRna fossero in grado di limitare la trasmissione del virus, l’oligarchia europea non poteva continuare a far finta di niente, specie dopo che aveva di fatto secretato i colloqui diretti tra l’amministratore delegato do Pfizer Bourla e la presidente della commissione Ursula von der Leyen, Così ha scelto la via d’uscita in assoluto più facile cioè quella della procura europea, l’unica peraltro che rimane dopo che la richiesta di un comitato investigativo del parlamento , “dotato di mezzi legali di coercizione” è stato bloccato dalla presidente del comitato stesso, la belga Kathleen van Brembt e dopo che la medesima ha bloccato ( in quanto membro sostitutivo della commissione sanità) la richiesta di scioglimento del Comitato speciale Covid in quanto incapace di “entrare nel contenuto dei contratti tra la Commissione Ue e le aziende farmaceutiche, in relazione ai vaccini mRna in generale e allo scambio di sms tra Ursula von der Leyen e il signor Bourla”. Questo comitato – materasso è assolutamente necessario ad impedire qualsiasi avvicinamento alla verità e dunque rimarrà con tutta la sua ambigua incompetenza.

Così è rimasta la procura europea la quale tuttavia è un organismo competente a indagare solo i reati a danno del bilancio dell’UE. Ben che vada si potrà accertare che le dosi di vaccino acquistate hanno ecceduto le necessità portando al più grande esborso mai fatto dalla Ue : 71 miliardi. e che in qualche parte potrebbe anche essere presenti procedure non del tutto corrette. Insomma niente di più di quanto non abbia già lamentato la Corte dei conti europea, senza peraltro alcun effetto. E’ invece evidente che qui la questione finanziaria, per quanto quantitativamente rilevante, è del tutto secondaria e potrebbe anche non presentare caratteri di vero e proprio illecito: la questione è di aver messo a repentaglio le libertà personali e garantite dalle costituzioni, di aver discriminato chi non voleva vaccinarsi e aver costruito strumenti di controllo sociale, senza alcuna ragione visto che non esistevano prove che i vaccini fermassero l’infezione, mentre a ben guardare negli studi che le multinazionali del farmaco avevano presentato per strappare le autorizzazioni di emergenza, c’erano indizi sulla scarsissima efficacia nella protezione dal virus, artatamente innalzata al 95% e anche sul pericolo di ampie reazioni avverse. Ma di tutto ciò la procura europea non può minimamente occuparsi e dovrà limitarsi alla correttezza formale dei contratti.

Francamente dubito che anche in questo ristrettissimo campo si arriverà a qualcosa visto che il presidente di questa Procura è tale, Laura Codruța Kövesi una magistrata romena dalla rapidissima carriera in patria , ma anche carica di vicende controverse, tanto che non si comprendono i motivi di metterla a capo di questo organismo. Tuttavia dalle parole di un ex parlamentare socialista e di un primo ministro, Victor Ponta, si può evincere che la Kovesi abbia un rapporto speciale con i dipartimento di stato Usa, tanto che Ponta fu minacciato ( tramite il capo dei servizi segreti di Bucarest) di non poter intraprendere un viaggio in Usa ( importante per la sia figura di candidato alle elezioni ) se non avesse nominato la Kovesi capo della Dna, ovvero del direzione investigativa anticorruzione. Stiamo freschi. E di certo a quello stesso dipartimento di stato per ora la Von Der Leyen appare come una preziosa cretina da gestire come un chihuahua . Quindi faccio la previsione che le indagini si trascineranno per lungo tempo, fino a che questa incredibile vicenda non sia stata stemperata dal tempo. A meno che le reazioni avverse e i guasti portati al sistema immunitario dai sieri genici non durino così a lungo da non poter chiudere questo orrendo capitolo.

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