L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 16 ottobre 2022

Mentre gli Stati Uniti affondano i denti nel collo dei paesi occidentali, soprattutto Euroimbecilandia a Est si fanno affari e si progetta il futuro

RUSSIA E TURCHIA SI INCONTRANO AD ASTANA


(di Antonino Lombardi)
15/10/22

Mercoledì, 12 ottobre, è iniziato ad Astana (Kazakistan) il sesto vertice della Conferenza sull'interazione e le misure di rafforzamento della fiducia in Asia (CICA).

Quest'anno il vertice segna tre eventi importanti: il 30° anniversario della CICA, la fine della presidenza biennale del Kazakistan nella conferenza e l'obiettivo di trasformare la conferenza in un'organizzazione a tutti gli effetti.

Le attenzioni dei media internazionali, più che sul summit in se, sono state focalizzate sull’incontro Putin-Erdogan.

La Russia non vuole recidere le relazioni con la Turchia, membro della NATO, considerate anche le sanzioni da parte dell'Occidente a cui Ankara si è astenuta dall'aderire. Tuttavia all'Assemblea generale delle Nazioni Unite di mercoledì, la Turchia ha votato per condannare il "tentativo di annessione illegale" da parte della Russia delle quattro regioni parzialmente occupate in Ucraina mossa bollata dall’ONU come una "grave violazione" del diritto internazionale.

Poche ore prima il presidente turco aveva dichiarato "il nostro obiettivo è quello di continuare lo slancio che è stato raggiunto e porre fine allo spargimento di sangue il prima possibile" forte del ruolo avuto nell’aiutare l’Ucraina a riprendere le esportazioni di grano e nello scambio di prigionieri tra i due Paesi in guerra. La Russia, però, si è lamentata del fatto che le sue esportazioni di cereali e fertilizzanti, sebbene non direttamente prese di mira dalle sanzioni occidentali, continuano ad essere ostacolate da problemi come l'accesso ai porti stranieri e l'ottenimento di un'assicurazione.

Erdogan si è diverse volte fatto promotore di colloqui tra le parti "dico sempre che una pace giusta può essere stabilita con la diplomazia, che non ci sono vincitori in guerra e non ci sono perdenti in una pace equa" ed anche prima del vertice di Astana aveva preannunciato l’incontro con Putin come un tentativo per “fermare il bagno di sangue”.

L’incontro tra i due capi di stato c’è stato ma non si è discusso della guerra in Ucraina così come confermato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov deludendo così le aspettative della vigilia.

Si è discusso di rapporti commerciali ed economici. Putin ha detto che la Turchia offre la rotta più affidabile per fornire gas all'Europea ed ha proposto ad Erdogan di far diventare la Turchia un nuovo hub di approvvigionamento consentendo di fissare i prezzi indipendentemente dalle ingerenze della politica. Il russo ha inoltre promesso che continueranno le esportazioni di cereali ucraini.

Come nasce la CICA? Nel 1992 il presidente kazako Nursultan Nazarbayev propose, alla 47a sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, di creare una conferenza con l'obiettivo di promuovere la pace, la sicurezza, la stabilità e la prosperità in Asia come uno sforzo eurasiatico nello stesso spirito della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE), istituita nel 1975, che da allora si è evoluta nell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE).

I primi Paesi a firmare il documento fondante della conferenza furono: Afghanistan, Azerbaigian, Cina, Egitto, India, Iran, Israele, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Palestina, Russia, Tagikistan, Turchia e Uzbekistan. Il secondo documento istitutivo, l'Almaty Act, che funge da statuto della CICA, è stato adottato durante il primo vertice tenutosi ad Almaty nel 2002. Attualmente i membri sono 27 Stati, otto paesi e cinque organizzazioni multinazionali, tra cui le Nazioni Unite, hanno lo status di osservatori.

Il vertice CICA è convocato per condurre consultazioni, esaminare i progressi e stabilire le priorità per le attività della stessa. L’ultimo summit si è tenuto a Dushanbe nel 2019. Nel 2002, il primo vertice della CICA si è tenuto ad Almaty, in Kazakistan, con appuntamenti successivi all'incirca ogni quattro anni (2006 Almaty, 2010 Istanbul, 2014 Shanghai, 2019 Dushanbe). Trent'anni dopo quel primo vertice, gli analisti continuano a chiedersi se efficaci strutture di sicurezza collettiva possano mettere radici in Eurasia. L'invasione russa dell'Ucraina (la Russia è un membro della CICA, l'Ucraina un osservatore) ha complicato molte delle strutture politico-economiche in cui Mosca è membro, ma esistono anche altre difficoltà.

Ogni due anni, un paese detiene la presidenza dell'organizzazione. Quest'anno, il Kazakistan conclude la sua seconda presidenza biennale presso la CICA. Un importante risultato della CICA durante la presidenza del Kazakistan è stato l'aggiornamento del catalogo CICA delle misure di rafforzamento della fiducia del 2021, che comprende 18 aree prioritarie di cooperazione, come la sicurezza epidemiologica, la salute pubblica e i prodotti farmaceutici, la sicurezza e nell'uso delle tecnologie."La CICA è diventata una piattaforma internazionale ampia e inclusiva, che garantisce un dialogo e consultazioni regolari, ed è pronta a lanciare il processo di trasformazione in un'organizzazione a tutti gli effetti", ha affermato il direttore esecutivo della CICA Kairat Sarybay

Il sesto vertice era stato previsto per trasformare la CICA in un'organizzazione internazionale a tutti gli effetti, come annunciato dal vice primo ministro kazako e ministro degli affari esteri Mukhtar Tileuberdi a margine della 77a sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 21 settembre scorso. "Il lavoro sistematico è stato svolto dalla presidenza e dal segretariato nello sviluppo del concetto di trasformazione sulla base di ampie consultazioni con tutti gli Stati membri", ha affermato Sarybay.

L'Eurasia ha certamente bisogno di misure di rafforzamento della fiducia, ma non è chiaro se il vertice CICA possa fare progressi in mezzo a molte difficoltà regionali.

Il forum intergovernativo, quest’anno ha visto la presenza di undici presidenti provenienti da Azerbaigian, Iraq, Iran, Qatar, Kirghizistan, Palestina, Russia, Tagikistan, Türkiye e Uzbekistan. Hanno partecipato i vicepresidenti di Cine e Vietnam ed il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko in qualità di osservatore.

Secondo Sarybay, il successo dello sviluppo istituzionale della CICA non sarebbe stato possibile senza il prezioso contributo delle sue presidenze a rotazione, tenute consecutivamente da Kazakistan, Türkiye, Cina e Tagikistan, che erano "forze trainanti dietro il processo CICA".

L'ultima presidenza del Kazakistan nel 2020-2022 è stata riconosciuta come un periodo in cui sono stati raggiunti diversi traguardi importanti.

"Su iniziativa del Kazakistan nel 2021 sono state create due nuove istituzioni della CICA: il rinnovato e istituzionalizzato CICA Think Tank Forum (TTF) e il CICA Council of Eminent Persons (CEP)", ha affermato Sarybay.

Alla conferenza è intervenuto anche il segretario generale delle Nazioni Unite (ONU) António Guterres. In un suo video messaggio ha affermato che i benefici mondiali provengono da un'Asia pacifica e prospera. "Sono grato per la nostra partnership nel perseguimento dei nostri obiettivi condivisi: promuovere lo sviluppo sostenibile. Promozione dei diritti umani, della pace e della stabilità. E rafforzare la cooperazione multilaterale", ha detto Guterres.

Foto: Cremlino

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