L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 ottobre 2022

NoTav - il terrorismo di stato colpisce ancora

ROGO
Presidio No Tav di Venaus, due roghi in cinque giorni
Ieri all’alba fiamme nel dormitorio in legno vicino alla casetta. Nessun ferito: incendio spento dai presidianti, ma resta la paura

20 Ottobre 2022 - 23:08


Due incendi nel giro di cinque giorni. Il primo lo scorso sabato sera alla roulotte, posta nelle vicinanze del presidio No Tav di Venaus, il secondo all’alba di ieri, giovedì 20 ottobre, alla struttura in legno del vicino dormitorio. E se lo stesso Alberto Perino, leader storico del movimento No Tav, aveva derubricato il rogo di sabato come una possibile azione del piromane che da tempo colpisce indiscriminatamente in bassa valle di Susa, senza rivolgere accuse verso potenziali oppositori Sì Tav, stavolta diventa più difficile pensare ad un gesto isolato. «Se avessero voluto dare fuoco al presidio, bastava farlo e in un attimo sarebbe bruciato», era il plausibile ragionamento. Che però è esattamente quello che avrebbe potuto succedere ieri mattina se malauguratamente...

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