L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 ottobre 2022

Per Ottobre gli Stati Uniti si stanno preparando un altro 11 settembre?

In attesa della “sorpresa di ottobre”



Il vecchio Kinssinger sui cui Kubrik costruì il personaggio del dottor Stranamore, una volta finita la guerra in Vietnam disse: ” Essere un nemico dell’America può essere pericoloso, ma essere un amico è fatale”. A quel tempo nessuno pensava che il destino di un regime fantoccio del Sud Est asiatico abbandonato al suo destino dopo essere stato usato e dissanguato per un decennio, potesse riguardare l’Europa. E invece adesso il momento è arrivato e non c’è bisogno dire che la Ue difficilmente sopravvivrà alla distruzione dei gasdotti così come le economie dei singoli Paesi europei diventeranno molto più povere. Ciò che lascia alcuni perplessi è la reazione quasi olimpica della Russia dalla quale alcuni si sarebbero aspettati un immediato contrattacco. una ritorsione o se non altro una sparata di retorica marziale. Invece nulla di tutto questo, ma a cosa è dovuto l’atteggiamento russo che sembra volere aspettare e semmai ritardare una razione per gli attentati ai propri gasdotti? Alcuni e a dire il vero sempre più analisti, cominciano a mettere in relazione questa strategia di Mosca con il sospetto diffuso tra gli uomini dell’intelligence russa che l’amministrazione Biden stia preparando una “sorpresa di ottobre” ovvero poco prima del giorno delle elezioni l’8 novembre: un attacco alle infrastrutture interne degli Stati Uniti – come per esempio le reti elettriche – che verrebbe fatta passare come una rappresaglia russa, e dare così ai democratici e all’amministrazione Biden una chance di sopravvivenza. Visto che qualcuno riesce a credere che i russi abbiano sabotato i proprio gasdotti, si troveranno certamente persone disposte a credere con l’idiozia della disperazione anche a questa nuova menzogna.

Contribuire a far rimanere in piedi un presidente in pieno marasma senile arrivato al punto che per fare la propria firma deve prima leggere il suo biglietto da visita, è certamente una causa che merita il disastro economico di un intero continente, l’impoverimento di milioni di cittadini e la fine definitiva di un modello di sviluppo. Ma questo è quanto passa un convento politico ai minimi termini di intelligenza e di onestà e anche popolazioni il cui regresso culturale è a dir poco abissale. Sono passati 116 anni da quando Mark Twain scrisse “Gli inglesi e gli americani sono ladri, banditi e pirati, e siamo orgogliosi di appartenere a questa categoria” eppure c’è qualcuno che ancora non crede che questa non è una guerra contro l’Ucraina , ma una guerra contro l’Europa. Se fossi più giovane me ne fregherei e andrei altrove, fuori da queste terre dei morti senza essere costretto a subire le conseguenze dell’imbecillità altrui. Ma lascio perdere le recriminazioni personali di certo la guerra in Ucraina avrebbe potuto concludersi nell’aprile 2022 e di nuovo nel mese di agosto. In primavera l’esercito ucraino aveva già esaurito la maggior parte delle sue armi sovietiche e negli incontri moderati dalla Turchia i rappresentanti di Kiev e Mosca erano vicini a un compromesso. Dopo il fallimento di questi negoziati, c’è stato un altro round in agosto e le speranze per un cessate il fuoco e accordi di pace provvisori sono state rapidamente deluse. Mentre la domanda sul perché le parti in guerra non sono riuscite a raggiungere un accordo richiede certamente più di una risposta, ma una delle ragioni principali è stata la visita che il presidente Zelensky ha ricevuto quando i suoi stavano negoziando con i russi: è arrivato bori Johnson a dire che non doveva e non poteva farlo, mentre il resti degli europei dicevano si con la testa come i cagnolini sulla cappelliera delle macchine.

Ora non so davvero quale consistenza abbia la sorpresa di ottobre, se in effetti qualcosa si sta preparando nelle viscere di un’ amministrazione americana divisa su tutto tranne che sulla voglia di comandare il resto del mondo. Certo fino a qualche tempo fa sarebbe bastato semplicemente continuare la guerra per permettere a Biden di sostenere i propri candidati alle elezioni medio termine in qualità di comandante in capo, ma visto che la Russia ha inglobato gli oblast contesi e li ha resi territorio russo questa è una guerra già persa che certo non può essere riscattata da presunte offensive qui e là dove i russi si ritirano per creare nuove sacche di accerchiamento. Si tratta di livelli tattici non strategici. Ma può darsi che la sorpresa di ottobre qualunque cosa sia, possa essere studiata per compromettere definitivamente l’Europa nella guerra e dunque placare le ondate di protesta che già si avvertono sottopelle.

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