L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 ottobre 2022

Ponte sullo Stretto una necessità strategica invece di correre all’inutile TAV che riduce i tempi del solo traffico merci di pochi ininfluenti minuti rispetto al tragitto attuale


Ponte sullo Stretto. Anche il centro destra si adegua all’Europa

Dopo l’uso della Sicilia come miniera di collegi sicuri, di Ponte non se ne parla più; raggiunto l’obbiettivo dell’elezione di entità aliene al territorio, proprio nelle aree di lotta alla mafia. Pare che l’onorevole “fidanzata d’Italia” abbia affermato di voler rappresentare la città di “Marsala del Vallo”. Per il Ponte sarebbe il momento di ascoltare l’Europa. Basti ricordare che il Ponte è un elemento essenziale del corridoio Palermo-Berlino, che rappresenterebbe l’asse portante dell’economia euro-africana. Invece si sta realizzando un’opera inutile (e dannosa) come il TAV Torino-Lione. Un’opera che costerà circa dieci miliardi (€. 10.000.000.000) con benefici dichiarati inferiori al miliardo. Nella “Analisi Costi/Benefici” una perdita netta di nove miliardi. Per un’opera indispensabile come il Ponte sullo Stretto non si trovano le molto minori risorse (4 miliardi) che potrebbero essere facilmente restituite con i pedaggi. In ogni caso i benefici sarebbero comunque molto superiori ai costi. Una scelta logica, però aborrita dalla stessa Europa che consente l’arrivo in Sicilia del pomodorino olandesino (dichiarato di Pachino), che, anziché a chilometro zero, giunge sui banchi dei supermercati con tremila (3.000) km di tragitto. Questo per salvaguardare l’ambiente!
L’inutile TAV sarà realizzato, per ridurre i tempi del solo traffico merci di pochi ininfluenti minuti rispetto al tragitto attuale. Mentre il Ponte ridurrebbe di ore il transito di treni ed auto, di merci e persone, unendo la Sicilia all’Italia e integrando inoltre due regioni importantissime del meridione, che soffrono dati economici negativi enormi. Il sud deve restare sempre nella disperazione costante.
Forse tra i nemici del Ponte, oltre ai venduti politici italiani, c’è il nord Europa che osteggia qualunque soluzione che riduca lo strapotere dei porti di Rotterdam ed Amburgo. Difatti un corridoio essenziale come il Trieste-Danzica (proposto da imprese italo-polacche già negli anni ’90) non è stato mai inserito dall’UE nei suoi spesso demenziali programmi.

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