L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 ottobre 2022

Prosegue inesorabile gli aumenti dei tassi d'interessi statunitensi per esportare RECESSIONE nel resto del mondo, cominciando dal calo delle monete per cui serviranno più dollari per comprare il petrolio

Giappone: prosegue il calo inesorabile dello yen, ai minimi da 32 anni sul dollaro

- di: Redazione
14/10/2022

La moneta giapponese è scesa, nelle contrattazioni di ieri a New York, oggi al minimo di 32 anni contro il dollaro, alimentando le aspettative tra gli investitori che la banca centrale nipponico attui un altro consistente intervento a sostengo della sua valuta. Durante la giornata , sul mercato dei cambi di New York, il dollaro è salito oltre la soglia dei di 147 yen. un livello che non si vedeva dal 1990. Da quando a marzo la Federal Reserve degli Stati Uniti, nell'ambito della sua strategia per fermare l'inflazione, ha iniziato ad aumentare i tassi di interesse, la valuta giapponese si è deprezzata di 32 yen rispetto al biglietto verde.

Giappone: prosegue il calo inesorabile dello yenL'ultimo calo dello yen è stato innescato da un rapporto pubblicato ieri dal Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti secondo il quale l'indice dei prezzi al consumo di settembre è aumentato dell'8,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, superando le previsioni e accrescendo la speculazione secondo cui la Fed continuerà ad aumentare i tassi di interesse per contenere l'inflazione. Al contrario, il Giappone ha mantenuto bassi i tassi di interesse e non mostra segni di volersi discostare dalle sue politiche di allentamento monetario.

Ciò ha ampliato il divario dei tassi di interesse tra Giappone e Stati Uniti e ha accelerato la tendenza a vendere yen e acquistare dollari. Il governo e la Banca del Giappone il 22 settembre sono intervenuti sul mercato per la prima volta in 24 anni per sostenere lo yen. Ma da allora, lo yen è scivolato di 1,70 yen rispetto al dollaro. La Banca del Giappone ieri ha reso noto che l'indice dei prezzi alla produzione è aumentato del 9,7% a settembre rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, il secondo aumento più grande dal 1981, anno in cui sono diventati disponibili dati comparabili. Si è quindi trattato del diciannovesimo mese consecutivo di aumento anno su anno per l'indice, che rappresenta i prezzi delle merci vendute e acquistate tra società. Lo yen più debole ha più che raddoppiato l'aumento dei prezzi delle merci importate. All'inizio di quest'anno, secondo i dati della Banca centrale, dal 20 al 29 percento dell'aumento dei prezzi delle merci importate è stato attribuito al calo dello yen.

Il rapporto è ora salito a oltre il 50 percento a causa dell'ulteriore deprezzamento dello yen. Per le aziende giapponesi che utilizzano lo yen per acquistare materiali importati e altri prodotti, la valuta giapponese più debole è diventata un onere finanziario maggiore rispetto agli effettivi aumenti dei prezzi delle risorse. Per questo sempre più aziende trasferiscono l'aumento dei costi di acquisto sui prezzi dei prodotti di uso quotidiano. L'indice dei prezzi al consumo in Giappone è aumentato del 2,8% ad agosto su base annua, il più grande aumento degli ultimi 30 anni e 11 mesi, esclusi i periodi interessati dagli aumenti dell'aliquota dell'imposta sui consumi. Secondo gli analisti, le famiglie saranno ulteriormente sotto pressione se continuerà la situazione attuale, in cui gli aumenti salariali non riescono a eguagliare quelli dei prezzi.

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