L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 ottobre 2022

Questa è Euroimbecilandia - Dagli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, alla schizofrenia politica: alla granitica compattezza con cui sono state decise all'unanimità le sanzioni alla Russia in campo economico e finanziario ha corrisposto la completa anarchia per quanto riguarda la crisi energetica in corso ormai dai primi mesi del 2021, da molto prima che la Russia invadesse la Ucraina con l'Operazione militare speciale iniziata il 24 febbraio scorso.

Crisi energetica, è sempre l’Unione del "fai da te"
Ci saranno regole comuni, ma ogni Paese dovrà arrangiarsi con le proprie risorse

4 ottobre 2022
Guido Salerno Aletta


Sui temi dell'energia e del gas l'Unione europea ha messo sola una toppa: il 30 settembre scorso le istituzioni europee sono riuscite a superare lo stallo decisionale, ma con un accordo che lascia ciascuno Stato con le sue difficoltà in termini sia di approvvigionamento che di risorse finanziarie necessarie per sostenere la propria economia. Non ci sarà nessun Fondo Comune Europeo di sostegno, non si procederà con un coordinamento degli approvvigionamenti come è successo per i vaccini anti-Covid, né meno ancora con una sorta di indebitamento diretto dell'Unione per sostenere in modo omogeneo le finanze dei singoli Stati.

Ogni Stato fa da sé: non solo per gli approvvigionamenti dall'estero necessari per sostituire le forniture dalla Russia, contattando ciascuno i governi e gli operatori stranieri, sia per il petrolio che per il gas, ma soprattutto per fare fronte comune ai costi smisurati che saranno necessari nei diversi paesi per affrontare le difficoltà delle imprese e delle famiglie di fronte ai rincari dei prezzi o al venir meno delle forniture necessarie.

Chi ha risorse di bilancio da spendere, le utilizzerà per sé.

Chi ha energia nucleare, la utilizzerà per sé.

Chi ha approvvigionamenti diretti, li utilizzerà per sé.

Ancora una volta, come è successo con la crisi finanziaria del 2010, i più forti impongono la direzione da intraprendere, senza alcuna solidarietà.
In pochi mesi siamo passati così dal dirigismo mercatista dei Pacchetti Energia e dal piglio autocratico con cui è stata affrontata la complessa transizione ambientale con il programma FIT for 55 che definisce gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 alla schizofrenia politica: alla granitica compattezza con cui sono state decise all'unanimità le sanzioni alla Russia in campo economico e finanziario ha corrisposto la completa anarchia per quanto riguarda la crisi energetica in corso ormai dai primi mesi del 2021, da molto prima che la Russia invadesse la Ucraina con l'Operazione militare speciale iniziata il 24 febbraio scorso.

Solo il 30 settembre scorso il Consiglio dei Ministri dell'energia ha trovato un accordo di principio che dovrà essere articolato dalla Commissione con un apposito Regolamento:

Questi sono i punti dell'accordo:

1) Riduzione della domanda di energia elettrica

Obiettivo volontario di riduzione complessiva del 10% del consumo lordo di energia elettrica e un obiettivo obbligatorio di riduzione del 5% del consumo di energia elettrica nelle ore di punta. Gli Stati membri individueranno il 10% delle loro ore di punta durante le quali ridurranno la domanda nel periodo compreso tra il 1º dicembre 2022 e il 31 marzo 2023.

In tale periodo gli Stati membri saranno liberi di scegliere le misure idonee a ridurre il consumo in vista del conseguimento di entrambi gli obiettivi.

2) Tetto sui ricavi di mercato per i produttori inframarginali

E' stato fissato un tetto sui ricavi di mercato a 180 EUR/MWh per i produttori di energia elettrica, compresi gli intermediari, che utilizzano le cosiddette tecnologie inframarginali per produrre energia elettrica, come le energie rinnovabili, il nucleare e la lignite. Si contrasta dunque il fenomeno riscontrato da mesi, per cui questi operatori hanno realizzato inaspettatamente notevoli guadagni finanziari, senza che i loro costi operativi aumentassero. Questo è dovuto al ruolo del carbone e del gas che, come fonti marginali di fissazione dei prezzi, gonfiano attualmente il prezzo finale dell'energia elettrica. Il livello del tetto è concepito in modo da preservare la redditività degli operatori ed evitare di ostacolare gli investimenti nelle energie rinnovabili.

Gli Stati membri potranno utilizzare misure di loro scelta per incassare e riorientare i ricavi eccedenti verso il sostegno e la protezione dei clienti finali di energia elettrica.

3) Prelievo di solidarietà per il settore dei combustibili fossili

Verrà fissato un contributo di solidarietà temporaneo obbligatorio sugli utili delle imprese attive nei settori del petrolio greggio, del gas naturale, del carbone e della raffinazione. Il contributo di solidarietà sarebbe calcolato sugli utili imponibili, determinati secondo la normativa tributaria nazionale nell'esercizio fiscale avente inizio nel 2022 e/o nel 2023, che eccedono un aumento del 20% degli utili imponibili medi annui dal 2018. Il contributo di solidarietà si applicherà in aggiunta alle imposte e ai prelievi ordinari applicabili negli Stati membri.

Gli Stati membri utilizzeranno i proventi del contributo di solidarietà per offrire sostegno finanziario alle famiglie e alle imprese e per attenuare gli effetti degli elevati prezzi al dettaglio dell'energia elettrica.

4) Misure relative alla vendita al dettaglio per le PMI

Gli Stati membri possono fissare temporaneamente un prezzo di fornitura dell'energia elettrica alle piccole e medie imprese al fine di sostenere ulteriormente le PMI che devono far fronte ai prezzi elevati dell'energia. Gli Stati membri hanno inoltre convenuto di fissare, in via eccezionale e temporanea, un prezzo di fornitura dell'energia elettrica inferiore ai costi.

Ogni Stato farà da sé: non solo per gli approvvigionamenti dall'estero necessari per sostituire le forniture dalla Russia, contattando direttamente governi ed operatori stranieri, sia per il petrolio che per il gas, ma soprattutto per fare fronte ai costi smisurati che saranno necessari per affrontare le difficoltà delle imprese e delle famiglie di fronte ai rincari dei prezzi o al venir meno delle forniture necessarie.

La Germania ha rimesso in campo il "Fondo di garanzia" con risorse pubbliche per 200 miliardi di euro a favore delle imprese, con lo stesso meccanismo che aveva introdotto nel 2020 ai tempi della crisi economica indotta dalla pandemia di coronavirus.

Berlino fa sempre così: ancora una volta supera il divieto di aiuti di Stato alle imprese, come aveva già fatto con le ricapitalizzazioni e le garanzie apprestate alle banche tedesche che avevano subito perdite con i default americani.

Ci saranno regole comuni, ma ogni Paese dovrà arrangiarsi con le proprie risorse

Crisi energetica, è sempre l'Unione del "fai da te"

(Foto: Raul Varzar on Unsplash)


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