L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 ottobre 2022

Questi vermi che abitano nel Nord America ora vogliono sanzionare anche l'Algeria, senza il domino del dollaro sarebbero acqua fresca

E adesso gli USA chiedono sanzioni all’Algeria (da cui compriamo il gas)
Gli USA paventano la possibilità di sanzioni all'Algeria per i suoi rapporti politici e militari con la Russia. E l'Italia rischia di rimanere completamente senza gas per le scelte del "governo dei migliori" che si è legato nei mesi scorsi al Paese africano
11 Ott 2022 | 11:38


L’esponente del Partito Repubblicano USA Lisa McClain sta guidando un gruppo di membri del Congresso americano che chiede al governo degli Stati Uniti di imporre sanzioni contro l’Algeria per l’acquisto di armi russe. Questa richiesta si basa sulla legge federale CAATSA (Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act), approvata dal Congresso nell’agosto 2017. Il senatore repubblicano Marco Rubio ha recentemente alluso a questa legge per approvare un pacchetto di sanzioni contro l’Algeria per i suoi legami militari con Mosca.

Grazie a questa legge federale, Washington impone sanzioni sui paesi che stipulano accordi di difesa o di intelligence con determinate nazioni, come la Corea del Nord, l’Iran o la Russia. Sulla base di questa legge, l’amministrazione Trump ha sanzionato la Turchia nel 2020 dopo che questa aveva acquisito il sistema di difesa aerea S-400 russa. Washington ha anche minacciato l’Egitto della stessa sorte dopo l’acquisto di caccia russi Sukhoi-35.

“La crescente relazione dell’Algeria con la Russia rappresenta una minaccia per ogni nazione del mondo“, ha detto la McClain, che preme sull’amministrazione di Joe Biden affinché sanzioni il paese nordafricano. La deputata ha ricordato che l’anno scorso l’Algeria ha raggiunto un accordo di difesa di “oltre 7 miliardi di dollari” con la Russia che includeva “un caccia da combattimento russo avanzato che non era mai stato venduto“, riferendosi al combattente Sukhoi-57.

In una lettera a Blinken, McClain e altri membri repubblicani e democratici del Congresso avvertono che i legami militari tra Algeri e Mosca hanno reso l’Algeria “il terzo più grande destinatario delle armi russe al mondo“. Per questo motivo, sulla base della legge del CAATSA, richiedono sanzioni contro il paese arabo. “Il commercio di armi tra Algeria e Russia sarebbe chiaramente classificato come una” grande transazione “ai sensi del CAATSA. Tuttavia, il Dipartimento di Stato non ha sviluppato alcuna sanzione“, scrivono i politici statunitensi.

Il legame tra l’Algeria e la Russia è noto, tanto che l’Algeria è uno dei (tantissimi, in realtà) Paesi che all’ONU si è astenuto dal voto nelle risoluzioni contro l’invasione dell’Ucraina, insieme a Cina, India, Pakistan, Vietnam, Iran, Cuba, Sri Lanka, Bangladesh, Sudafrica, Senegal, Congo, Bolivia, Nicaragua, Tanzania, Madagascar e altri.

Oggi, però, l’Algeria è diventato il principale partner energetico dell’Italia per l’acquisto di gas dopo gli accordi che il governo Draghi ha sottoscritto con il Paese nord Africano a seguito delle tensioni con la Russia. Qualcuno si è “azzardato” in quei giorni a segnalare proprio la vicinanza politica dell’Algeria alla Russia, ma veniva tacciato di “lesa maestà” nei confronti degli intoccabili “migliori” che governavano il Paese. Non sarebbe stato più coerente continuare ad utilizzare il gas russo, pur condannando l’invasione in Ucraina, anziché mettere in ginocchio la nostra economia con le sanzioni e andare a cercare il gas in altri Stati canaglia dai comportamenti analoghi, se non peggiori, di quelli della stessa Russia?

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