L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 ottobre 2022

Questo è!

Lo Stato di Diritto: mica siamo in Ungheria, qui
Maurizio Blondet 8 Ottobre 2022

Corriere del Veneto:
Quote latte, a 84 anni le pignorano il conto corrente: il figlio si suicidò per le multe
Vicenza, lo Stato chiede 800mila euro a una maestra di Grisignano in pensione per una cartella esattoriale non pagata dal marito allevatore, morto nel 2007. Il figlio, pure allevatore si è ucciso nel 2015 dopo aver ricevuto una multa da 4 milioni

Francesca Traverso, una maestra in pensione, a 84 anni si è vista pignorare il conto corrente dall’agenzia delle entrate per una cartella esattoriale mai pagata dal marito Artemio, un allevatore di Grisignano morto nel 2007 dopo aver sforato le quote latte. A rendere tutto ancora più sconfortante, c’è che l’anziana è la madre di Franco Slaviero, pure lui allevatore, che si tolse la vita nel 2015 dopo aver ricevuto una multa da quattro milioni di euro.

A raccontare la storia è Elena, la figlia di Francesca. «A dicembre dello scorso anno è arrivata una raccomandata dell’Agenzia delle entrate che comunicava a mia madre che aveva cinque giorni di tempo per pagare 813mila euro». Si tratta delle multe, mai pagate da Artemio Slaviero, relative agli sforamenti – avvenuti nelle sue stalle tra il 1995 e il 1998 – dei limiti di produzione del latte imposti dall’Europa. Nel giro di poco, l’anziana si è trovata il conto corrente bancario pignorato. Si tratta dello stesso conto nel quale confluisce la pensione di quella che per decenni è stata la maestra del paese. «Mamma è malata e non ha più un soldo, la mantengo io» spiega la figlia.

Il tribunale amministrativo ha accolto la richiesta di sospensiva ma deciderà nel merito solo il prossimo anno. Nel frattempo rimane il blocco delle somme presenti nel conto al momento del pignoramento. «Mi sembra una follia: lo Stato sembra accanirsi nei confronti di un’anziana che non ha mai avuto nulla a che fare con l’allevamento di bovini, tanto meno con il regime delle quote latte» dice la figlia. In pratica ha «ereditato» le multe del marito. «La burocrazia va avanti col paraocchi – dice l’avvocato Guerreschi – senza tenere conto di quanto accade nella vita delle persone. E quella donna ha già dovuto affrontare fin troppe difficoltà».

La storia di Franco, il figlio di Francesca Traverso, sette anni fa finì su tutti i giornali. Quell’uomo di 47 anni, era stato tra i fondatori del Cospa, il comitato degli allevatori che si è sempre battuto contro le quote latte, ritenendo illegittime le sanzioni che hanno colpito chi produceva più del dovuto. «Il 18 marzo del 2015 – racconta Elena Slaviero – il commercialista gli spiegò che era arrivata una cartella che richiedeva il pagamento delle quote latte con gli interessi aggiornati al 31 dicembre 2014. Erano più di quattro milioni di euro, una cifra assurda, di cui ovviamente mio fratello non disponeva». Il pomeriggio successivo, l’allevatore entrò nella stalla e si impiccò. «Fu proprio mia madre a trovarlo e a tagliare la corda con un coltello. Poi io tentai di rianimarlo, facendogli la respirazione artificiale, ma fu tutto inutile».

Qui parla il presidente di “Italia dei Diritti”:


Nessun commento:

Posta un commento