L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 20 ottobre 2022

Siamo in recessione, loro vi dicono di no, non importa quello che vi dicono, siamo alle porte di un lunghissimo periodo di stagnazione!

 

UNA SITUAZIONE FONDAMENTALMENTE SOLIDA!

Scritto il  alle 10:28 da icebergfinanza
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Abbiamo visto Bernanke prendere il Nobel per l’economia dopo aver negato centinaia di sirene di allarme in mezzo alla crisi subprime, Draghi negare più vote quest’anno che saremo caduti in recessione, in fondo il mestiere di un banchiere centrale è quello di mentire, nascondere la realtà…

Come sempre nella storia capacità finanziaria e perspicacia polita sono inversamente proporzionali. La salvezza a lunga scadenza non è mai stata apprezzata dagli uomini d’affari se essa comporta adesso una perturbazione nel normale andamento della vita e nel proprio utile. Cosi si auspicherà l’inazione al presente anche se essa significa gravi guai nel futuro.

Questa è la minaccia per il capitalismo (…) E’ ciò che agli uomini che sanno che le cose vanno molto male fa dire che la situazione è fondamentalmente sana!

Questa frase del grande JK GALBRAITH è un’altra pietra fondamentale su cui si basa da anni il nostro viaggio insieme alla …”Verità figlia del Tempo!”

La dinamica dei mercati delle ultime due giornate della scorsa settimana, ha basi tecniche dettate dalle coperture e ricoperture di gestori in preda al panico per un dato qualunque come quello sull’inflazione, che non staremo qui ad elencarvi, la sostanza è che il saldo alla fine è ZERO!

Prima di trattare in maniera semplice e sintetica l’argomento relativo al debito pubblico e ai titoli di Stato, una breve parentesi dedicata alla spettacolare performance delle vendite al dettaglio in America, uscite venerdì scorso…

Immagine

ZERO!

Non importa cosa vi raccontano i media mainstream, nessuno dei dati che vi rifilano sono aggiustati alle variazioni di prezzo.

In termini reali, ovvero con i consumi depurati dall’effetto inflazione, le vendite al dettaglio sono diminuite in 5 degli ultimi sette mesi, per gli ultimi tre mesi la somma è ZERO!

Sintetizzando, se togliamo l’effetto inflazione, le vendite sono PESSIME, punto!

Siamo in recessione, loro vi dicono di no, non importa quello che vi dicono, siamo alle porte di un lunghissimo periodo di stagnazione!

Ma veniamo a noi, ricordate la Yellen?

Governatrice della Federal Reserve. Ebbene ora fa il segretario al tesoro americano.

Ha negato per mesi l’inflazione, ha negato per mesi che il mercato dei titoli di Stato non ha alcun problema.

Ora invece…

Il segretario al Tesoro Janet Yellen ha citato le preoccupazioni per il potenziale di un guasto nel commercio dei Treasury statunitensi, poiché il suo dipartimento guida uno sforzo per sostenere quel mercato cruciale.

“Siamo preoccupati per una perdita di liquidità adeguata nel mercato”, ha detto Yellen mercoledì rispondendo alle domande a seguito di un discorso a Washington. La capacità di bilancio dei broker-dealer di impegnarsi nel market making dei Treasury non è aumentata molto, mentre l’offerta complessiva di Treasury è…

Esplosa!

Semplifico1 E’ compito di una banca centrale far funzionare il mercato dei titoli di Stato di un Paese, lo fanno alla luce del sole o anche nell’ombra, figurarsi di cosa volete che sia preoccupata la Yellen.

Loro lo sanno, finiscono tutti ai giardinetti a dare mangimi ai piccioni se il mercato obbligazionario di un Paese si rompe, figurarsi quello americano.

Infatti, nello spazio di un istante fanno finta di fare un sondaggio per chiedere a tizio, caio e sempronio, se è il caso che si mettano loro a sostenere il mercato obbligazionario come stanno facendo in questi giorni tutte le banche centrali mondiali.

Il Dipartimento del Tesoro statunitense chiede ai principali dealer di titoli del Tesoro USA se il governo debba riacquistare alcune delle sue obbligazioni per aumentare la liquidità nel mercato da 24 trilioni di dollari.

Ci sarebbe da ridere per un secolo, ma lasciamo perdere!

Dopo aver risposto in maniera esauriente a molte delle Vostre domande nel fine settimana, qui condividiamo un concetto semplice, semplice…

Contrariamente alla credenza popolare, livelli più elevati di debito pubblico e privato portano a rendimenti (reali) inferiori nel tempo, non superiori. È tutta una questione di equilibrio: un mondo immerso nel debito (improduttivo) ha bisogno di rendimenti reali sempre più bassi per continuare a funzionare.

Spero che sia chiaro, è la sintesi del trend secolare, la deflazione da debito, il resto pura illusione!


https://icebergfinanza.finanza.com/2022/10/17/una-situazione-fondamentalmente-solida/

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