L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 ottobre 2022

Toh! chissà se quell'imbecille di Draghi vorrà mettere il prezzo del gas che ci porterebbero gli Stati Uniti


La Francia accusa gli Stati Uniti: “Vendono gas in Ue a prezzo quadruplicato”
-12 Ottobre 2022

Roma, 12 ott – Sul gas la Francia non le manda a dire ed entra a gamba tesa contro le mosse degli Stati Uniti. “Non possiamo accettare che il nostro partner americano venda il suo GNL a un prezzo quatto volte quello al quale vende agli industriali americani”, ha tuonato il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire. Secondo il ministro transalpino gli Stati Uniti sarebbero “colpevoli” di speculare sul prezzo del gas naturale liquefatto.

Gas, l’accusa della Francia agli Stati Uniti

“Un indebolimento economico dell’Europa non è nell’interesse degli Stati Uniti – ha detto Le Maire all’Assemblea Nazionale di Parigi – quindi dobbiamo trovare rapporti economici più equilibrati tra i nostri alleati americani e il continente europeo”. D’altronde “il conflitto in Ucraina non deve sfociare in una dominazione economica americana e a un indebolimento della Ue”. Parole forti e decisamente coraggiose quelle di Le Maire. Ci consegnano una Francia molto meno assoggettata ai diktat Usa di altri Paesi europei, capace di alzare la voce quando serve e di inquadrare un futuro affatto roseo nel caso in cui Washington provi mettere all’angolo del tutto l’Europa.

Una voce peraltro non del tutto isolata, se consideriamo che a manifestare malumori è anche la Germania. Messaggi meno espliciti quelli del governo tedesco, eppure altrettanto emblematici. Prova ne sia l’ipotesi, avanzata la scorsa settimana dal cancelliere Olaf Scholz, di creare una sorta di alleanza tra Unione europea e alcuni Paesi asiatici: Giappone, India e Corea del Sud. Obiettivo? Evitare la corsa competitiva al rialzo dei prezzi del gas, con la probabile, quanto inaccettabile, speculazione dei produttori alternativi alla Russia, tra cui Norvegia, Canada e appunto Stati Uniti. Rivedere i contratti ed evitare dipendenze, da Mosca come da Washington, sembra dunque essere la volontà di Francia e Germania. Spiragli di Europa, finalmente.

Eugenio Palazzini

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