L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 ottobre 2022

Si dice che il NAZISTA Zelenski faccia uso abitualmente di cocaina ma è certo che a Washington è una delle droghe più usate se continuano a mandare soldati (mercenari) a combattere sul campo

Fatto saltare il Ponte di Crimea – Kiev rivendica
Maurizio Blondet 8 Ottobre 2022

ATTENTATO STAMANI AL PONTE DI KERCH, importantissima struttura strategica per la Russia:
“Il ponte di Crimea è stato fatto saltare in aria. Entrambi i rami – automobile e ferrovia vengono tagliati”.

P.PS.
L’unica possibilità di evitare un conflitto globale sarebbe, a questo punto, se fosse dimostrato che l’attentato non è stato autorizzato dalla NATO ma sia stata una “botta di testa” del cocainomane askenazita che siede a Kiev…
In ogni caso, mai come oggi il mondo è stato vicino ad un punto di non ritorno.

Il canale ucraino TG “Cartel” scrive:

“Cari colleghi, far saltare il ponte di Crimea è un gioco degli inglesi, ma nelle mani dei servizi speciali ucraini.

Tutti sanno che l’Ufficio del Presidente non può nemmeno starnutire senza il consenso di questo o quel “curatore”.

La domanda più interessante è: perché hanno fatto saltare il ponte con l’aiuto di un attacco terroristico e cosa succede dopo?


La valutazione di Moon of Alabama blog, amico di Putin che quindi tende a sminuire il danno al ponte e a sottolineare il danno subito dagli ucraini per l’”accecamento” di Starlink

Ucraina – Recenti incidenti preoccupanti per tutte le parti

Ieri si sono verificati due sviluppi o incidenti significativi per quanto riguarda il conflitto in Ucraina.

Sabotati i ponti di Kerch che collegano la Crimea con la Russia, uno per le auto e uno per i treni. Almeno una delle due campate stradali è caduta mentre i vagoni cisterna sul ponte del treno parallelo hanno preso fuoco.


I filmati delle telecamere di sorveglianza mostrano che un camion è esploso mentre attraversava il ponte. Ecco un video del danno . Una delle due campate stradali sembra essere intatta.

Poiché i pilastri del ponte sembrano inalterati, è possibile riparare la campata stradale rotta, ma ci vorrà del tempo. Il ponte ferroviario più robusto potrebbe avere alcuni danni superficiali da incendio, ma la Russia è uno dei pochi paesi che ha designato truppe ferroviarie specializzate ed attrezzate per le riparazioni ferroviarie. È probabile che il traffico ferroviario torni entro pochi giorni o settimane.

Questo è un grave handicap per la logistica russa in prima linea nel sud dell’Ucraina, ma non una catastrofe poiché sono disponibili percorsi ferroviari e stradali alternativi, oltre ai traghetti. La logistica militare è progettata per funzionare anche con vincoli significativi. Troverà il modo di aggirare il problema.

Lo strano accecamento di Starlink

—Nel frattempo, la parte ucraina del conflitto subisce un errore di comunicazione che è probabilmente molto più consequenziale.

Adam Kinzinger
@AdamKinzinger – 16:26 UTC · 7 ottobre 2022Evidentemente il sistema Starlink è in prima linea in Ucraina. @elonmusk dovrebbe fare una dichiarazione al riguardo o dovrebbe essere indagato. Questa è una questione di sicurezza nazionale.

Tore @potifar66 – 21:55 UTC · 7 ottobre 2022Alcune delle interruzioni hanno portato a una “catastrofica” perdita di comunicazione nelle ultime settimane, ha affermato un alto funzionario del governo ucraino con conoscenza diretta del problema.

Alcuni dei dispositivi SpaceX di Elon Musk hanno smesso di funzionare quando i soldati ucraini hanno liberato il territorio, affermano i funzionari di Kiev

L’esercito russo è leader a livello globale nelle sue capacità di condurre la guerra elettronica. Può disabilitare il traffico radio terrestre su qualsiasi frequenza. Ora ha trovato il modo di disabilitare anche le connessioni terra-satellite utilizzate dalla costellazione Starlink.

All’inizio della guerra l’esercito ucraino era dotato di migliaia di terminali di terra Starlink in grado di collegarsi agli sciami di piccoli satelliti Starlink, finanziati dal Pentagono, ma gestiti dalle compagnie di Elon Musk. Consentivano la comunicazione tra le unità di terra ucraine, nonché il comando e il controllo generali di operazioni più grandi. Senza Starlink il comando ucraino dipenderà dal telefono da campo via cavo, dai corridori e dai corrieri. Tutti estremamente vulnerabili in un ambiente ricco di artiglieria.

Dal 2001 la Russia ha sviluppato il sistema elettromagnetico Tirada 2 che può disabilitare il traffico da terra a satellite in aree specifiche.

L’esercito russo nel prossimo futuro può entrare in sistemi di servizio in grado di disabilitare i satelliti di comunicazione nemici, ha affermato un interlocutore Interfax informato nel complesso militare-industriale il 5 gennaio 2018. “Uno dei progetti è Tirada 2. Il lavoro di sviluppo è stato avviato nel 2001, ” Egli ha detto. Secondo lui, questo complesso sarà in grado di disabilitare i satelliti di comunicazione da terra. “Agisce per soppressione elettronica. Questo è un progetto multimilionario”, ha detto. Il fatto che la Federazione Russa stia lavorando alla creazione di armi per sopprimere i satelliti è stato annunciato il 30 novembre dello scorso anno da Oleg Achasov, vice capo dell’istituto federale di bilancio “46 Central Scientific Research Institute”.
Nel novembre 2018, l’FSB ha definito la “minaccia alla sicurezza nazionale” un progetto per coprire il mondo con Internet satellitare ad alta velocità.


Nel 2019 un drone osservatore dell’OSCE ha fotografato un complesso di Tirada nella regione del Donbas.


La disattivazione del traffico di comunicazione Starlink era solo questione di tempo. Il traffico doveva essere analizzato per identificare le frequenze e gli algoritmi utilizzati dal trasmettitore e dal ricevitore. È stato necessario scrivere un software per implementare un modello di disturbo radio corrispondente. L’hardware del sistema Tirada era probabilmente già sufficiente per emettere gli schemi appropriati sulle frequenze identificate.

Poiché questo sistema ha ora dimostrato di essere efficace sul campo, sarà probabilmente reso disponibile su scala più ampia. Le apparecchiature russe per la guerra elettronica possono già disabilitare tutto il traffico radio terrestre in aree specifiche. Presto tutte le comunicazioni in prima linea delle forze ucraine saranno disabilitate.

Questo è catastrofico per le operazioni ucraine. Gli osservatori avanzati non saranno più in grado di correggere le missioni di artiglieria. I plotoni e le compagnie al fronte non avranno modo di chiedere supporto. Il comando superiore non avrà modo di coordinare operazioni più grandi in tempo reale.

—Un dottor Jay Tharappel ha scoperto che il linguaggio potrebbe confortare i leader e funzionari statunitensi e ucraini svegliati che sono preoccupati per le quattro Oblast che si sono unite alla Federazione Russa.


“Queste quattro province sono russe, ma alla nascita sono state assegnate ‘ucraine’. Di recente sono uscite come trans. Sono regioni di confine fluido e la loro sovranità non è binaria. Sono russi intrappolati in un corpo ‘ucraino’, e hanno deciso di passare. I loro pronomi ora sono DPR/LPR. Noi indiani come alleati sosteniamo questa transizione e condanniamo gli atteggiamenti transfobici degli occidentali”.

Qualcosa mi dice che presto altri oblast ‘ucraini’ usciranno e riconosceranno il loro vero essere.

Forze speciali USA sul campo

—Boris Rozhin, alias il colonnello Cassad, ha riferito su Telegraph (traduzione automatica):

Oggi c’è stata una sortita di mercenari stranieri in direzione Zaporozhye, che includeva, tra l’altro, soldati delle forze speciali americane. Erano così sicuri di sé che decisero di effettuare una ricognizione in battaglia con questo squadrone stellare. Tuttavia, non hanno tenuto conto della presenza delle nostre unità in questa zona, che sono in grado di mantenere il segreto in onda, e hanno subito perdite. Tuttavia, alcuni di questi bastardi sono comunque riusciti a scappare. Le foto presentate sono screenshot del video della telecamera go-pro di uno dei mercenari morti, che ha letteralmente perso la testa. Probabilmente domani posterò il video.


Un recente rapporto di Intercept ha affermato che ci sono forze statunitensi significative sul campo in Ucraina:

Un funzionario statunitense ha insistito sul fatto che la CIA ha effettuato solo un ritiro parziale dei suoi beni quando è iniziata la guerra e che l’agenzia “non se ne è mai andata completamente”. Tuttavia, le operazioni americane clandestine all’interno dell’Ucraina sono ora molto più estese di quanto non fossero all’inizio della guerra , quando i funzionari dell’intelligence statunitense temevano che la Russia avrebbe schiacciato l’esercito ucraino. C’è una presenza molto più ampia di personale e risorse delle operazioni speciali della CIA e degli Stati Uniti in Ucraina rispetto a quella che c’era al momento dell’invasione russa a febbraio, hanno riferito a The Intercept diversi funzionari dell’intelligence attuali ed ex.

Le operazioni segrete degli Stati Uniti all’interno dell’Ucraina sono condotte nell’ambito di un’indagine presidenziale sotto copertura, hanno affermato funzionari attuali ed ex. La scoperta indica che il presidente ha informato in silenzio alcuni leader del Congresso della decisione dell’amministrazione di condurre un ampio programma di operazioni clandestine all’interno del paese.

Queste non saranno le uniche vittime statunitensi in Ucraina. Quando verranno fuori più rapporti di questo tipo, è probabile che il problema esploda in faccia a Biden.

Risvegli :


La UE ha già risposto, Gabanelli:

PIU’ ARMI, NO ALLA VIA DIPLOMATICA. L’EUROPARLAMENTO NON VUOLE LA PACE IN UCRAINA. Un’anteprima della politica estera del prossimo governo. All’Europarlamento Fratelli d’Italia, Forza Italia, Italia Viva e paarte del PD votano no ad un emendamento nel quale si chiedeva un maggiore sforzo nel perseguire le vie diplomatiche per porre fine alla guerra in Ucraina. Insieme alla maggioranza di guerrafondai del Parlamento europeo hanno votato la risoluzione con la quale si rafforzano le forniture di armi all’Ucraina e si chiede all’Ue di preparare una strategia di risposta in caso di attacco nucleare. 


30 giugno 2015
“Russia-Stati Uniti:
prove di Guerra Mondiale.
L’editoriale di Marcello Foa” 

“…e io seguo la Russia da tantissimo tempo, io non riesco a trovare un solo episodio, e sfido chiunque a trovarlo, in cui la Russia ha destabilizzato il mondo, in cui la Russia ha fatto operazioni di politica estera per raggiungere obiettivi non dichiarati di colpi di stato, invasioni, come faceva l’Unione Sovietica. Ebbene, da quando il comunismo è caduto la Russia non ha fatto più niente per essere un problema geostrategico. […] Però quando gli Stati Uniti hanno iniziato queste tecniche di rovesciamento di regimi con le rivolte popolari […], a quel punto la Russia ha capito che gli Stati Uniti stavano applicando delle tecniche per cui non intendevano lasciare in pace la Russia… e, lasciare in pace la Russia significava permetterle di partecipare all’economia mondiale e rispettare le sue aree di influenza. […]
Perché dico che Putin in fondo ha ragione? Perché Putin dice “troviamo un accordo, sediamoci, io non creo problemi”. Qualcuno dice “ha invaso la Crimea”, sì ma ha “invaso” la Crimea dopo che c’è stato un colpo di stato a Kiev.
[…]
Gli Stati Uniti vogliono davvero regolare i conti con la Russia, cioè vogliono far sì che il cambiamento in Ucraina diventi permanente e secondo me l’obiettivo ultimo è quello di provocare un cambiamento di regime a Mosca, cioè costringere la Russia, accendere i Russi a ribellarsi contro Putin e per cui mettere un regime più filo americano a Mosca. E questa è una partita davvero molto pericolosa…”


Questo è!

Lo Stato di Diritto: mica siamo in Ungheria, qui
Maurizio Blondet 8 Ottobre 2022

Corriere del Veneto:
Quote latte, a 84 anni le pignorano il conto corrente: il figlio si suicidò per le multe
Vicenza, lo Stato chiede 800mila euro a una maestra di Grisignano in pensione per una cartella esattoriale non pagata dal marito allevatore, morto nel 2007. Il figlio, pure allevatore si è ucciso nel 2015 dopo aver ricevuto una multa da 4 milioni

Francesca Traverso, una maestra in pensione, a 84 anni si è vista pignorare il conto corrente dall’agenzia delle entrate per una cartella esattoriale mai pagata dal marito Artemio, un allevatore di Grisignano morto nel 2007 dopo aver sforato le quote latte. A rendere tutto ancora più sconfortante, c’è che l’anziana è la madre di Franco Slaviero, pure lui allevatore, che si tolse la vita nel 2015 dopo aver ricevuto una multa da quattro milioni di euro.

A raccontare la storia è Elena, la figlia di Francesca. «A dicembre dello scorso anno è arrivata una raccomandata dell’Agenzia delle entrate che comunicava a mia madre che aveva cinque giorni di tempo per pagare 813mila euro». Si tratta delle multe, mai pagate da Artemio Slaviero, relative agli sforamenti – avvenuti nelle sue stalle tra il 1995 e il 1998 – dei limiti di produzione del latte imposti dall’Europa. Nel giro di poco, l’anziana si è trovata il conto corrente bancario pignorato. Si tratta dello stesso conto nel quale confluisce la pensione di quella che per decenni è stata la maestra del paese. «Mamma è malata e non ha più un soldo, la mantengo io» spiega la figlia.

Il tribunale amministrativo ha accolto la richiesta di sospensiva ma deciderà nel merito solo il prossimo anno. Nel frattempo rimane il blocco delle somme presenti nel conto al momento del pignoramento. «Mi sembra una follia: lo Stato sembra accanirsi nei confronti di un’anziana che non ha mai avuto nulla a che fare con l’allevamento di bovini, tanto meno con il regime delle quote latte» dice la figlia. In pratica ha «ereditato» le multe del marito. «La burocrazia va avanti col paraocchi – dice l’avvocato Guerreschi – senza tenere conto di quanto accade nella vita delle persone. E quella donna ha già dovuto affrontare fin troppe difficoltà».

La storia di Franco, il figlio di Francesca Traverso, sette anni fa finì su tutti i giornali. Quell’uomo di 47 anni, era stato tra i fondatori del Cospa, il comitato degli allevatori che si è sempre battuto contro le quote latte, ritenendo illegittime le sanzioni che hanno colpito chi produceva più del dovuto. «Il 18 marzo del 2015 – racconta Elena Slaviero – il commercialista gli spiegò che era arrivata una cartella che richiedeva il pagamento delle quote latte con gli interessi aggiornati al 31 dicembre 2014. Erano più di quattro milioni di euro, una cifra assurda, di cui ovviamente mio fratello non disponeva». Il pomeriggio successivo, l’allevatore entrò nella stalla e si impiccò. «Fu proprio mia madre a trovarlo e a tagliare la corda con un coltello. Poi io tentai di rianimarlo, facendogli la respirazione artificiale, ma fu tutto inutile».

Qui parla il presidente di “Italia dei Diritti”:


Non esistono coincidenze, gli anglosionististatunitensi vogliono portare la guerra sulla via del non ritorno, Nord Stream, Ponte di Kerch, Decreto che vieta per legge qualsiasi iniziativa di pace. Gli europei solo carne da cannone, acquisire consapevolezza non farebbe male agli euroimbecilli

Troppe ombre su guerra e attacchi ai gasdotti
8 ottobre 2022


di Marco Zacchera da “Il Punto” del 7 ottobre

Vorrei avere maggiore trasparenza sulle informazioni relative alla guerra in Ucraina e sul caso del gasdotto sabotato nel Baltico, perché è un nodo fondamentale per il futuro europeo.

Riassumiamo: l’arma di pressione di Putin verso l’Europa è (era) il gas che vendeva (centellinandolo e a caro prezzo) trasportandolo soprattutto attraverso i 2 gasdotti del Baltico e – con i guadagni realizzati – di fatto la Russia finanziava la guerra in Ucraina.

Secondo alcune voci il premier russo sarebbe stato così stupido da far introdurre nei due gasdotti (uno fermo per manutenzione, l’altro già bloccato dalla Germania a pochi mesi dall’inaugurazione sotto forte pressione politica di Washington) dei robot che – con 500 kg di esplosivo ciascuno! – li avrebbero evidentemente percorsi per centinaia di chilometri e – arrivati vicini alla costa danese – avrebbero fatto esplodere i due gasdotti dall’interno (!) bloccando per mesi le forniture.

Mi sembra che se proprio Putin voleva interrompere il flusso di gas poteva semplicemente chiudere o ridurre il rubinetto alla partenza (come fa da tempo) o ancor più facilmente bloccare anche il vecchio gasdotto che passa per l’Ucraina, tra l’altro privando così il “nemico” anche di una bella fetta di diritti di transito e danneggiandolo direttamente, tanto che adesso la Russia dovrà pure pagarsi le riparazioni, oltre ad aver buttato via gas per decine di milioni di euro. Verità o fake news?


Resta l’altra possibilità – ben più logica – ovvero che dietro ai sabotaggi ci sia invece la “manina” statunitense, magari con la manovalanza della vicina Polonia, per distruggere economicamente la Russia, ma anche – di fatto – indebolire ulteriormente l’Europa togliendo al nemico russo ogni possibilità politica di pressione energetica e mettendo contemporaneamente in crisi anche la “concorrenza” industriale europea, oltre a far guadagnare ancora di più chi specula sul prezzo del gas togliendo dal mercato il concorrente russo, mentre l’UE è incapace di darsi una linea di azione comune.

Avanzare questa seconda ipotesi trasforma però chi la sostiene in un potenziale “filo Putin” perché si ammetterebbe che USA e NATO usano l’Europa come dei burattinai, la danneggerebbero volontariamente senza averne il permesso sostenendo una guerra parallela (non autorizzata) lontano dal fronte. Insomma, incrinerebbero pesantemente la loro immagine “buonista” e di strenui “difensori della libertà”.

Sta di fatto che anche per questo episodio l’Europa è intanto economicamente stremata, l’energia è in mano alla speculazione più folle mentre ovviamente si approfondisce il solco tra Russia e UE, con evidente vantaggio strategico per gli USA.

Intanto gli americani sommergono l’Ucraina di aiuti militari: 1,1 MILIARDI di forniture belliche solo questa settimana. Se poi la Russia, incalzata dalle armi USA, accenna alla tremenda possibilità di usare il nucleare “tattico” la NATO minaccia Mosca di ulteriori rappresaglie, ma intanto moltiplica appunto gli invii di armi convenzionali (ma modernissime) a Zelensky che ha addirittura firmato un decreto che vieta per legge qualsiasi trattativa di pace.

Ma è utile per l’Europa sostenere questa posizione in un modo totalmente acritico ed assistere ad un crescendo della crisi senza tentare – o almeno proporre – uno straccio di piano di pace?

Inoltre, siamo sicuri che in Ucraina tutti la pensino come il loro presidente?

Perché a Kiev non esistono più elezioni, parlamento, opposizione: nessun media occidentale riesce (o vuole) darci un’idea onesta su che fine abbiano fatto i parlamentari ucraini contrari a Zelensky, né se una parte degli ucraini non vorrebbe almeno discutere una qualche forma di armistizio, o anche solo una breve tregua umanitaria.

Guerra, guerra forever: non sono d’accordo, ma a Kiev (come a Washington e a Bruxelles) piace così, dove a parlare sono sempre e solo i “falchi” e a guadagnare l’industria bellica, con l’informazione che ovviamente ci va dietro.

A parte ogni scrupolo morale, ma agli europei – intesi come semplici cittadini, non i ricchi vertici della UE – conviene davvero che le cose continuino in questo modo?

Foto: Guardia Costiera Svedese e Sky News

I NUOVI NAZISTI non perdono l'occasione per aumentare l'intensità del conflitto e portarlo sempre di più sulla via del non ritorno

L’attacco al ponte di Kerch e l’escalation del conflitto in Ucraina
8 ottobre 2022


Le note di agenzia che si susseguono sull’attentato al ponte di Kerch non consentono per ora di avere un quadro chiaro della situazione. Saranno decisive le prossime ore per valutare la reale consistenza dei danni. Di fatto l’effetto dimostrativo è stato ottenuto, anche con la diffusione delle immagini di un grande incendio e una vasta colonna di fumo che coinvolgono un treno in transito sul tratto ferroviario del ponte.

C’è anche una rivendicazione di Mykhailo Podolyak, il consigliere politico del presidente ucraino Zelensky, espressa su Twitter: «La Crimea, il ponte: è solo l’inizio. Tutto ciò che è illegale deve essere rimosso. Tutto ciò che è stato rubato deve essere restituito all’Ucraina».

L’attentato al ponte di Kerch (qui sotto il video dell’esplosione ripresa dalle telecamere di sorveglianza) dunque può assumere in questo momento di escalation un elevato valore simbolico. Le analisi sul punto meritano perciò di essere esaminate almeno sotto due profili, uno giuridico e l’altro strategico o politico-militare, tra loro strettamente collegati.

Video Player


Partiamo dal profilo giuridico, che potrebbe solo apparentemente rilevarsi secondario, perché sul punto è proprio la Russia ad essersi pronunciata accusando l’Ucraina di aver compiuto un atto di “terrorismo”. La questione tuttavia sotto il profilo del diritto internazionale non si pone: siamo in un contesto di legittima difesa di una nazione aggredita, che può ricorrere anche ad «atti di sabotaggio» su obiettivi militari anche oltre la linea del fronte, in territorio controllato dal nemico.

Si potrebbe forse discutere sulla natura di obiettivo militare di una infrastruttura civile come un ponte ferroviario e stradale, ma è evidente che può dimostrarsi il suo utilizzo per fini militari.

La posizione russa è evidentemente tesa a rilanciare le accuse contro gli ucraini, non a caso dopo la notizia che gli Stati Uniti ufficialmente hanno preso le distanze dall'attentato compiuto con l’uccisione della figlia dell’ideologo Dugin.


Emergerebbe dunque un problema di mancata condivisione sui target, che però ora diventa cruciale per gli Stati Uniti che non vogliono l’escalation come hanno dimostrato sinora nel non voler concedere armamenti agli ucraini in grado di colpire oltre il confine russo. Tuttavia l’attacco in piena Crimea nell'ottica degli ucraini non è un attacco in territorio russo, perché la considerano regione ucraina occupata de facto, come è considerata tale anche alle Nazioni Unite e per il diritto internazionale.

Valgono dunque due prime considerazioni sul piano delle scelte strategiche. Potrebbe trattarsi di una scelta unilaterale di Kiev, di cui potrebbe rendere conto alla Nato e alla Casa Bianca che non ricercano l’escalation del conflitto.

Altrimenti il target del ponte di Kerch è stato valutato possibile anche dagli Stati Uniti, ma ciò potrebbe anche voler dire che il Pentagono ha ritenuto che l’impiego di un “semplice” camion-bomba e i limitati effetti conseguiti senza compromettere irreparabilmente la struttura – se le circostanze lo confermeranno – a prescindere dal valore dimostrativo sono ben lontani dal livello di escalation presentato da Putin con la proclamata annessione del Donbass e le ultime minacce nucleari. Anche qui le reazioni ufficiali che si registreranno nelle prossime ore potrebbero dare una risposta più compiuta.

La scelta del ponte di Kerch offre in ogni caso altri spunti di riflessione su come anche quest’ultima variabile può incidere sugli sviluppi della guerra. Gli analisti già nelle prime fasi della controffensiva ucraina di maggio avevano ipotizzato che il ponte di Kerch poteva rappresentare un obiettivo per Kiev di elevato valore simbolico. Fu iniziato nel 2014 dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia, ed è stato inaugurato da Putin che il 18 dicembre del 2019 lo ha attraversato guidando personalmente un Tir per celebrare il ritorno della regione nella Ruski mir .


Quanto al valore strategico, avrebbe rilievo se un attacco non fosse certo quello di un camion-bomba ma se si trattasse di un atto molto più esteso, idoneo a compromettere la sicurezza dell’intera struttura. Si tratta di un ponte stradale e ferroviario lungo 18 chilometri: è il più lungo della Russia e dell’Europa, costruito sullo stretto di Kerch, l’antico Bosforo Cimmerio per i greci, che collega il Mar Nero e il Mar d’Azov, tra la penisola di Ker’ ad ovest e la penisola di Taman’ ad est.

Il ponte peraltro è sottoposto ad una attenta vigilanza delle forze di sicurezza, che si avvalgono anche degli apparati radiogeni ST-6035 per la ricerca di esplosivi. Nella “guerra delle infrastrutture” tra Russia e Ucraina colpire il “ponte di Putin”, come denominato da diversi analisti, taglierebbe il principale collegamento della Crimea con la Russia, essenziale sia per i flussi economici che per la logistica militare.


Il sabotaggio al ponte di Kerch dunque sul piano strategico può solo considerarsi per il valore simbolico, ma con effetti anche nella dimensione della escalation to de-escalate, che Putin sembra aver lanciato con l’ultima minaccia di ricorrere all’impiego un ordigno nucleare tattico. Se Putin pensava di intimorire gli ucraini prospettando il rischio di una bomba nucleare, per indurli a cessare la guerra, Kiev ha voluto rispondere che, anche con armi diverse da quelle nucleari, sono capaci di alzare lo scontro e di colpire al cuore.

Ora gli analisti si stanno spingendo a valutare quale possa essere l’ultima risposta di Mosca, specie con riferimento alla minaccia nucleare. Comincia a pesare su Putin soprattutto la pressione degli ultranazionalisti, come quella del leader ceceno Ramzan Kadyrov appena promosso “colonnello generale”.


Un segnale di preoccupazione viene anche dall’ultima epurazione nei vertici militari: ora Putin ha designato il generale Serghei Surovikin nuovo comandante operativo delle forze dell’ “operazione militare speciale” in Ucraina. Gli Stati Uniti e la Nato puntano fondamentalmente sulla deterrenza: la Casa Bianca ha precisato che sui canali riservati la Russia è stata avvertita delle “gravi conseguenze” che deriverebbero dall’impiego di un ordigno nucleare tattico, senza indicare quali. L’incertezza su ciò che può aspettarsi Putin è una buona arma di dissuasione.

In ogni caso, l’Unione Europa, che ha sulla soglia la minaccia nucleare, farebbe meglio a rappresentarsi dove meglio può esprimersi, sul percorso della diplomazia assertiva: è il momento di promuovere con più determinazione la strada del negoziato, anche premendo sull’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, prima che accada il peggio.

Foto e Video da canali Telegram

Racconti autunnali del 2022 - 2 - Quando i banchieri prendono la decisione, e “dicono” è già troppo tardi. I giochi sono già fatti.

No, molto peggio!

6 ottobre 2022

Credit Suisse come Lehman Brothers? No, molto peggio. Vediamo perché

Per capire quello che potrebbe succedere, Proviamo a fare questo esperimento.

1) Apriamo la home page del nostro internet banking.

2) Visualizziamo la schermata con la nostra Posizione Totale dove si vedono: la liquidità presente sul saldo disponibile del conto corrente e la composizione del proprio portafoglio di investimenti: titoli, obbligazioni, fondi comuni, gestioni patrimoniali e polizze unit linked, index linked ecc.

3) Poi, spegniamo il PC o il cellulare con il pulsante OFF e guardiamo lo stesso schermo.

Cosa vediamo adesso? Niente. O forse vediamo il riflesso delle nostre facce sbigottite davanti ad uno schermo nero. Niente saldo. Niente soldi. Tutto sparito.

Perché scrivo questo? Perché potrebbe accadere in ogni momento che, una crisi che inizia da una importante banca come Credit Suisse, si propaghi alla velocità della luce a tutto il sistema bancario, travolgendolo come una reazione a catena di tipo nucleare.

Quanto sopra descritto è già accaduto con Lehman Brothers e tantissimi risparmiatori ci hanno rimesso anche tutto. Adesso la stessa cosa sta forse per accadere nuovamente con la banca Credit Suisse. Ma questa volta sarà molto, molto peggio.

Vediamo perché insieme all'ottimo George Gammon:



Perché penso che Credit Suisse potrebbe essere addirittura peggio che Lehman Brothers?

Ve lo spiego in tre semplici passaggi:

Passaggio numero 1: CDS. I credit default swap che assicurano contro il fallimento di Credit Suisse stanno esplodendo al rialzo. Poi guardiamo al valore della quotazione azionaria delle ultime 52 settimane



Il valore della quotazione azionaria è sceso da 10.18 a 3.52. Un calo di 6,66. Un numero che ispira fiducia!


Un calo complessivo del 65%! Ma non finisce qui. Va molto peggio. Il grafico dei Credit Default Swap mostra il costo che è necessario pagare per assicurarsi contro il default ovvero l' insolvenza dei bond emessi da Credit Suisse. In pratica, chi ha sottoscritto le obbligazioni emesse da Credit Suisse, se ha paura che la banca possa fallire, può comprare questa sorta di assicurazione che copre nel caso di insolvenza. Lo spread rappresenta il prezzo espresso in punti base che si è disposti a pagare per avere questa assicurazione. Dal grafico vediamo che il prezzo del CDS di Credit Suisse è tornato a 250, ai livelli del 2008, ovvero dell’anno del fallimento di Lehman Brothers (in cui si temeva il crollo sistemico di tutte le banche). Dobbiamo allora chiederci: “sta veramente per accadere di nuovo”?


Passaggio n.2: i mercati ci stanno mettendo in guardia che Credit Suisse, Deutsche Bank, altre banche e l’intera Eurozona sono sull’orlo del collasso. Quali sono i segnali d’avvertimento? Leggendo le principali testate giornalistiche, vediamo che la quotazione azionaria è scesa in modo molto preoccupante e che il prezzo dei CDS è salito alle stelle. Ma per capire PERCHÉ sta accadendo questo, bisogna guardare dentro al bilancio di queste banche. Con molta semplificazione, guardiamo adesso a cosa potrebbe succedere considerando la lettura del bilancio di Credit Suisse e di altre banche europee. In questa illustrazione ho voluto rappresentaere il CEO di Credit Suisse (Ulrich Körner) che cerca di rassicurare i mercati con un comunicato rasserenante, proprio come fece Dick Fuld nel 2008 poco prima del fallimento della banca Lehman Brothers da lui presieduta. La banca fallì dopo tre giorni.



Il bilancio di Credit Suisse ha una patrimonializzazione composta da Bond e da Gilt, ovvero debito sovrano emesso dal Regno Unito che proprio di recente ha subito uno scossone massiccio dovuto all’aumento dei tassi mettendo a rischio anche il sistema pensionistico. Nella sezione del bilancio dedicata alle passività abbiamo i prestiti sottoscritti proprio per comprare quei titoli messi negli attivi che stanno perdendo valore. Normalmente la banca si tutela facendo hedging contro questo tipo di eventi, ma sono operazioni che prevedono aumenti distribuiti in periodi di oltre sei mesi. Se si verifica un rialzo repentino diciamo del GILT dal 3,5% al 4,25%. questo provoca una voragine nel bilancio. Quando si verificano questi eventi, il valore a garanzia (bonds) fa scattare le MARGIN CALL.

( Per approfondire la definizione di margin call, leggere la precedente newsletter che spiega bene):
COS’È LA MARGIN CALL E PERCHÉ CI DEVE INTERESSARE? Di Andrea Cecchi 

Osserviamo attentamente questa illustrazione. Perché è importante? Perché mostra in modo molto chiaro il livello di rischio e può essere uno strumento utile per capire come posizionarsi da prudente risparmiatore o semplicemente per capire come funziona il sistema economico in generale…Read more
2 years ago · 15 likes · 20 comments · ANDREA CECCHI

In pratica, basta ricordare che se scende il valore dei buoni del tesoro dati a garanzia, si rende necessario un aumento del valore del capitale pari all’ammontare della differenza. Sono le regole imposte da Basilea III.

La faccenda si fa ancora più preoccupante perché tra gli asset a garanzia ci sono Mortgage Backed Securities che sono considerati asset ad alto rischio (mutui ipotecari vari impacchettati a sorpresa), quindi una diminuzione del valore dei buoni del tesoro, dovuta all’aumento dei tassi, richiede IMMEDIATAMENTE la copertura o la liquidazione. Un altro enorme buco nel bilancio di Credit Suisse è dovuto ai prestiti di 5.5 miliardi di dollari concessi ad ARCHEGOS che, essendo fallito, ha causato una perdita equivalente di quell’importo.


Guardiamo adesso a cosa sta succedendo all’economia globale. Stiamo andando in recessione. Potrebbe quindi essere ragionevole dire che ci saranno altri prestiti che non saranno rimborsati, come quelli concessi ad Archegos? In assenza di capitale e patrimonio a copertura, il fallimento è inevitabile e velocissimo. Perchè ho detto che questa volta potrebbe essere peggio che con Lehman Brothers? Guardiamo ai bilanci di Credit Suisse e di Deutsche Bank. Insieme fanno 2,8 trilioni; una somma enorme rispetto ai 600 miliardi di Lehman. L’effetto contagio avrebbe conseguenze devastanti. Ma scordiamoci i CDS e tutti gli altri problemi. Quando leggiamo che anche il Washington Post pubblica un articolo dove dá voce al CEO di Credit Suisse e conclude che NON CI SONO PROBLEMI per Credit Suisse, sappiamo e questo corrisponde sempre al BACIO DELLA MORTE.

Siamo arrivati al Passaggio n.3. Come va a finire? Per commentare quello che sta per accadere mi servo delle analisi della mia amica Lyn Alden che mi ha fatto notare come sia molto raro che un fulmine colpisca esattamente lo stesso punto due volte. Questo vuol dire che sarà molto improbabile di vedere la replica esatta di una crisi del sistema bancario come quella del 2008. Quello che sta accadendo è piuttosto una crepa in una diga che sta esplodendo, o per usare un’altra metafora, l’ultimo fiocco di neve che provocherà la valanga.


Ma lo strumento che maggiormente mi aiuta a commentare quanto sta accadendo è questa piramide del rischio, dove osserviamo che l’economia reale deve sorreggere sulle proprie spalle tutti questi altri soggetti totalmente interconnessi in pratiche di bilancio e manovre oscure: banche centrali, hedge fund, istituti finanziari, banche e corporation. Quando anche uno solo di questi soggetti si trova in difficoltà, rischia di tirarsi dietro gli altri, causando il collasso sistemico e il crollo dell’intero castello di carte. Debito e effetto leva che alimentano speculazioni eccessivamente rischiose nei derivati. Ma come abbiamo visto nella crisi precedente, le banche centrali sono intervenute per tamponare le crisi dovute ad eccesso di rischio, e questa pratica ha tranquillizzato gli stessi soggetti protagonisti della crisi, incoraggiandoli ad assumere ancora più rischio, con la certezza che tanto, le banche centrali continueranno con i bail out a creare i soldi per ripagare le perdite delle scommesse andate male. Questo ha dato origine ad un azzardo morale di proporzioni esponenziali.


In un’economia sana la piramide dovrebbe essere invertita. L’economia reale dovrebbe essere al vertice della piramide del rischio. Abbiamo invece una bolla piena di aria calda da cui dipende il mondo reale che sta appeso sotto. Basta un evento qualsiasi a far scoppiare il pallone d’aria e tutti noi precipitiamo e ci schiantiamo a terra. Gli eventi possono essere causati da una crisi energetica, dall’inflazione accompagnata da inaspettati rialzi dei tassi d’interesse, con immediate conseguenze sulle margin call dei player finanziari, come abbiamo visto prima, oppure dalla recessione/depressione a far esplodere tutto.


Tutto questo può essere stato causato da scelte sbagliate fatte dagli organi decisionali, tipo il World Economic Forum. Ciò può aver dato origine a delle conseguenze involontarie. Ma veramente questi individui sono così assolutamente stupidi ad averci trascinato fino a qui? Potrebbe invece darsi che abbiano agito con piena coscienza di quello che stavano facendo, sapendo benissimo cosa sarebbe accaduto? Quello che possiamo dire è che ci troviamo in un momento di grave e precaria instabilità. Questa volta non sarà una crisi finanziaria, ma una vera e propria crisi economica, di dimensioni enormemente più grandi della crisi del 2008.

Concludo io con queste considerazioni. Nessuno sa in quale giorno esatto arriverà il collasso di queste banche. Io ho lavorato in banca per 32 anni e posso dire una cosa. Io so come funziona una banca. Lo so dall'interno. Adesso ve lo dico.

Arriva il momento in cui i banchieri devono decidere cosa fare. Spesso di domenica o di giorno festivo, essi si riuniscono intorno ad una tavola rotonda e prendono la decisione. Il giorno successivo, quando aprono le banche e i mercati finanziari, e già troppo tardi. Nessuno ci telefonerà per tempo dicendoci che cosa decideranno i banchieri anche perché nessuno tranne loro sa niente finché essi non hanno deliberato e stabilito cosa fare, durante quella riunione. È così che in un incontro segreto negli uffici della Federal Reserve di New York venne presa la decisione di far fallire Lehman Brothers.

Queste sono le parole del banchiere italiano Carlo Salvatori, che è stato anche amministratore delegato del gruppo finanziario per cui ho lavorato: - “ le cose prima si fanno e poi si dicono”!

Quando i banchieri prendono la decisione, e “dicono” è già troppo tardi. I giochi sono già fatti. I mercati aprono e prendono atto di quanto è stato deciso. Nessuno ci telefonerà la sera prima per avvertirci di togliere tutti i risparmi. Quando vedremo il bagno di sangue non sarà più possibile tornare indietro. I risparmi saranno spariti per sempre. Come un computer spento.

La Farsa continuano a chiamarla nobel per la pace

Il Nobel per la Pace è una imitazione a scopo di propaganda
Maurizio Blondet 7 Ottobre 2022

Non a tutti può essere chiaro, ma il premio “per la pace” non viene dal Comitato dei Nobel che è in Svezia, ma dalla petrolifera Norvegia. La sua natura radicalmente politica è dimostrata dal fatto che “il vincitore del premio viene scelto dal Comitato per il Nobel norvegese, composto da cinque persone scelte dal Parlamento norvegese”.

Non è il vostro cronista a dirlo ma Wikipedia, dalla quale traiamo l’informazione che “nel 2005, il Comitato per il Nobel ha pubblicamente affermato che il premio sarà assegnato solo a persone, gruppi o organizzazioni che hanno impegnato la loro esistenza alla promozione del Modello Liberale” (sic) e beninteso alla ai “diritti umani”..

Wiki:

l Premio Nobel per la Pace ha spesso contraddistinto una particolare azione senza che questa sia necessariamente sottoposta alla prova del tempo: quella di una persona o una struttura che ha risolto un conflitto internazionale e costruito un consenso pacifico. Sono stati infatti assegnati diversi premi senza tener conto del passato del vincitore o della sua politica e dei suoi atti spesso in contraddizione con la definizione del premio.

Ciò ha ampiamente messo in discussione la credibilità o addirittura la legittimità della distinzione quando si trattava di personalità come il militarista e guerrafondaio Theodore Roosevelt, Anwar al-Sadat, Menachem Begin, Shimon Peres, Yitzhak Rabin, Yasser Arafat, Lê Đức Thọ, Henry Kissinger (sic) : scelte tanto sofferte quanto controverse. Alcuni destinatari sono stati criticati anche per alcune azioni che sembrano contrarie alle aspirazioni del Nobel: dal 2017 la stampa rimprovera in particolare Aung San Suu Kyi vincitrice del premio nel 1991, per la sua inerzia e la sua mancanza di condanna della pulizia etnica contro i Rohingya.[7] Un altro esempio è quello del primo ministro dell’Etiopia Abiy Ahmed Ali, premiato nel 2019, che a partire dal 2020 è stato coinvolto nella guerra del Tigrè, nella quale sarebbe stato responsabile di crimini di guerra: per questo motivo è stata chiesta la revoca del premio. ]

Peggio: , durante gli anni 2000, il premio è andato ad un ex presidente, un ex vicepresidente e un presidente in carica degli Stati Uniti (Jimmy Carter, Al Gore e Barack Obama dopo appena nove mesi di presidenza), superstato che ha scatenato decine di guerre oltre i confini – ma certamen te promotori massimi del “Metodo Liberale” con le armi.

L’ultimo e importante rimprovero rivolto al Nobel riguarda l’efficacia e il valore reale di questa ricompensa quando è andata a personalità i cui sforzi diplomatici sono stati giudicati “vani” quanto “sterili” come l’ex presidente statunitense Jimmy Carter, l’ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan o l’ex direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica Muhammad al-Barādeʿī.

Un precedente Nobelper la Pace – abbracciato al moglio

Quest’anno, le cinque persone scelte dal parlamento norvegese dovevano assolutamente esprimere la russofobia d’obbligo. Per questo Zelenski è stato un serio candidato al Nobel per la Pace. Premio meritatissimo in base alle sue ultime dichiarazioni:

ZELENSKY: “LA NATO DOVREBBE CONSIDERARE ATTACCO NUCLEARE PREVENTIVO CONTRO LA RUSSIA”

Lui avrebbe meritato il Nobel per la Pace.

Un vero apostolo della éace secondo Norvegia:

Parlando all’Australian Lowy Institute, Zelensky ha affermato che la NATO e l’intera comunità internazionale dovrebbero prendere in considerazione l’idea di lanciare attacchi nucleari preventivi contro la Russia, impedendo alla Federazione Russa di essere la prima a colpire l’Ucraina.

Precisamente e inequivocabilmente, Volodymyr Zelensky ha detto : “la NATO dovrebbe rendere impossibile alla Russia l’uso di armi nucleari”.

“Sono necessari attacchi preventivi in ​​modo che sappiano cosa li aspetta se usano armi nucleari. Non il contrario, aspettando gli attacchi nucleari della Russia e poi dicendo: ‘Oh, l’hai fatto, allora prendi questo'”, ha detto giovedì, parlando tramite collegamento video al think tank australiano, il Lowy Institute.

Certo anche Biden lo meriterebbe, visto che ha evocato l’Armageddon:

Biden a una raccolta fondi D: “Non abbiamo affrontato la prospettiva dell’Armageddon dai tempi di Kennedy e della crisi dei missili cubani”. Dice che Putin “non sta scherzando quando parla di potenziale uso di armi tattiche”, nucleari o biologiche perché il suo esercito ha prestazioni inferiori.

Il fatto è che Putin non ha parlato del “potenziale uso di armi nucleari tattiche o di armi biologiche o chimiche”. Nel suo discorso televisivo ha menzionato le armi nucleari solo per quanto riguarda le minacce “occidentali” di usarle:

Sono persino ricorsi al ricatto nucleare. Mi riferisco non solo al bombardamento, incoraggiato dall’Occidente, della centrale nucleare di Zaporozhye, che minaccia un disastro nucleare, ma anche alle dichiarazioni di alcuni alti rappresentanti dei principali paesi della NATO sulla possibilità e sull’ammissibilità di usando armi di distruzione di massa – armi nucleari – contro la Russia.

Vorrei ricordare a coloro che fanno tali affermazioni sulla Russia che anche il nostro paese ha diversi tipi di armi , e alcune di esse sono più moderne delle armi che hanno i paesi della NATO. In caso di minaccia all’integrità territoriale del nostro paese e per difendere la Russia e il nostro popolo, faremo sicuramente uso di tutti i sistemi d’arma a nostra disposizione. Questo non è un bluff.

Tutti i discorsi e le notizie di guerra sulla presunta minaccia russa di usare armi nucleari in Ucraina sono totalmente infondati. Il fatto che i media “occidentali” si impegnino improvvisamente in esso mostra che fa parte di una campagna di propaganda con uno scopo. C’è da chiedersi di cosa tratta veramente questa campagna di propaganda su una minaccia inesistente. Potrebbe essere in preparazione di un incidente sotto falsa bandiera in cui un ordigno nucleare statunitense o britannico viene utilizzato in Ucraina per poi incolpare la Russia come pretesto di un impegno militare totale in Ucraina?

False flag e/o armi di distruzione di massa sono dopo tutto lo standard indiscutibile degli Stati Uniti MO e playbook per i pretesti per l’azione militare dalla guerra ispano-americana, al Vietnam, all’Iraq, alla Siria.

Il Pentagono ha sviluppato e schierato apertamente e con orgoglio quelle che chiamano armi nucleari sul campo di battaglia ” più utilizzabili “, in particolare per l’uso contro Russia e Cina.

E gli Stati Uniti sono l’unico paese nella storia ad aver usato armi nucleari in guerra contro un altro stato, in intere città giapponesi piene di gente, in realtà.


L'OPEC+ si è schierata con la Russia per ridurre la produzione di 2 milioni di barili al giorno da novembre e fino al 2023,

"L'azione dell'OPEC è la testimonianza di uno sbalorditivo errore geopolitico e geoeconomico degli Stati Uniti"

foto di Tyler Durden
DI TYLER DURDEN
VENERDÌ 7 OTTOBRE 2022 - 09:05

Di Michael Every di Rabobank

Ieri è stata una questione di petrolio, geopolitica ed errori geostrategici; e, sullo sfondo, la politica interna, che accetta gli errori del passato e cerca di farne ammenda . Ironia della sorte, tutto è accaduto durante lo Yom Kippur, la Giornata ebraica dell'espiazione, che nel 1973 ha dato il via a una guerra in Medio Oriente, e poi alla crisi energetica che ha portato al crollo del modello politico-economico occidentale del secondo dopoguerra, e ha inaugurato nel neoliberismo globale.

L'OPEC+ si è schierata con la Russia per ridurre la produzione di 2 milioni di barili al giorno da novembre e fino al 2023, spingendo al rialzo i prezzi dell'energia e vedendo una serie di richieste di petrolio a raggiungere nuovamente i 100 dollari nel prossimo futuro. Ciò è avvenuto quando i dati sull'inventario della benzina negli Stati Uniti sono scesi di 4,7 milioni di barili al livello più basso da novembre 2014 nonostante l'apparente distruzione della domanda.

La risposta della Casa Bianca è stata furiosa . La dichiarazione ufficiale affermava che il presidente Biden era "deluso dalla decisione miope" di tagliare la produzione. Il segretario stampa della Casa Bianca ha accusato l'OPEC+ di " allinearsi con la Russia ". Fuori dal verbale, la risposta è stata probabilmente più schietta, dato che un tale taglio era stato segnalato come un " atto ostile ". Eppure anche il messaggio dell'Arabia Saudita alla Casa Bianca non avrebbe potuto essere più schietto.

I sauditi sono passati da produttori swing che aiutano gli Stati Uniti nei momenti di difficoltà a quelli che tagliano per mantenere alti i prezzi; sotto un leader che costruisce resort turistici in stile occidentale e tiene rave (!) Questa è la testimonianza di uno sbalorditivo errore geopolitico e geoeconomico degli Stati Uniti, aggravato dai suoi molteplici fallimenti della politica energetica nazionale. La domanda a lungo termine è se si rivelerà lo stesso tipo di errore massiccio per l'OPEC+ che si è trasformato in un problema geostrategico per gli Stati Uniti.

Le risposte politiche statunitensi a breve termine in corso sono di raddoppiare ciò che non funziona:

  • Altri 10 milioni di barili saranno rilasciati dalla Strategic Petroleum Reserve, che non è senza fondo, e potrebbe essere necessaria in un'emergenza geopolitica a un certo punto.

  • Per " esplorare eventuali ulteriori azioni responsabili per continuare ad aumentare la produzione interna nell'immediato ". Ma non è possibile una risposta immediata da parte del settore privato se le prospettive a lungo termine sono ancora la chiusura dei combustibili fossili.

  • Invitare le società energetiche statunitensi a ridurre i prezzi alla pompa colmando il divario storicamente ampio tra i prezzi del gas all'ingrosso e al dettaglio, che è già sottile per la maggior parte dei rivenditori.

  • Consultare il Congresso su ulteriori strumenti e autorità per ridurre il controllo dell'OPEC sui prezzi dell'energia. Si sussurra persino che ciò includa il cosiddetto disegno di legge NOPEC , varato nel 2007 ma mai emanato, che è progettato per rimuovere lo scudo di immunità statale e consentire al cartello petrolifero internazionale, all'OPEC e alle sue compagnie petrolifere nazionali di essere citati in giudizio ai sensi della legge antitrust statunitense per i tentativi anticoncorrenziali di limitare l'offerta mondiale di petrolio.

  • Accelerare la transizione verso l'energia pulita, senza che i minerali o le catene di approvvigionamento lo facciano, aumentando "la dipendenza dall'energia pulita di fabbricazione americana e dalle tecnologie energetiche".

  • Nonostante Kirby della Casa Bianca parli di 'ridurre la dipendenza dalla produzione petrolifera estera', il Wall Street Journal riporta che 'Gli Stati Uniti cercano di alleviare le sanzioni in Venezuela, consentendo alla Chevron di pompare petrolio ': quindi un piccolo guadagno di petrolio e una massiccia perdita di potere deterrente e perdita della faccia.

Vedi lo spostamento delle placche tettoniche geopolitiche e geoeconomiche? Vedi come questo influenza i mercati? In caso contrario, sei nel gioco sbagliato.

Nessun perno della Fed è possibile in un contesto in cui i prezzi del petrolio salgono a causa della distruzione dell'offerta in risposta alla distruzione della domanda mentre la politica monetaria viene inasprita . Sia Daly che Bostic della Fed lo hanno chiarito ieri --"nessun taglio nel 2023" -- ma la geopolitica fa il lavoro per loro se scegli di vederlo. In effetti, quel contesto, insieme a un'occupazione dignitosa ADP e all'ISM non- rapporto manifatturiero, ha visto i rendimenti obbligazionari aumentare di conseguenza: i titoli a 2 USA sono saliti dal 4,08% al 4,19% prima di chiudere al 4,14%; i titoli a 10 sono saliti dal 3,62% al 3,78% prima di chiudere al 3,74%.

Quindi per ulteriore espiazione.

Alcuni fanno paragoni tra Biden, che a quanto pare ha deciso di correre di nuovo nel 2024, e Carter. Entrambi presiedono(d) all'impennata dell'inflazione guidata dai prezzi dell'energia. Così ha fatto Nixon, i cui problemi sono iniziati con la guerra dello Yom Kippur del 1973 e il massiccio, deliberato aumento geopolitico dei prezzi del petrolio guidato dalla distruzione dell'offerta che ne è seguita.  

Carter ha cercato di far uscire con la forza gli ostaggi statunitensi dall'Iran e ha fallito, mentre la stampa araba riferisce che Biden sta per inviare 7 miliardi di dollari a un regime di Teheran a corto di liquidità che non riesce a tenere sotto controllo il proprio popolo come contropartita per il rilascio di due ostaggi statunitensi.

Ma soprattutto, Carter, un progressista, ha iniziato il viaggio neoliberista degli Stati Uniti, mentre Biden, molto meno progressista, ha nominato figure determinate a prendere la politica in una direzione meno borkiana ("più grande è sempre meglio"). E mentre Nixon "è andato in Cina", Biden sta tornando a casa.

Come sostiene il giornalista @lhfang degli Stati Uniti, “C'è un consenso sul desiderio di un'economia che sia meno dominata dai ricchi e dagli interessi speciali, meno potere monopolistico, meno avidità e consumismo insensato. Vedi questo sentimento a sinistra e a destra, ma non c'è un linguaggio chiaro per descrivere questo sentimento".  A cui l'esperto di area Matt Stoller risponde: “Il movimento antimonopolistico abbraccia entrambe le parti e sta cambiando la politica in materia di commercio e antitrust. Non c'è ancora un linguaggio politico condiviso».

Ricordi cosa ho discusso sul nostro bisogno di un "-ismo" ideologico che spieghi cosa fare in un mondo caotico in cui nulla funziona come una volta? E come fino a quando non ti accontenti di uno, hai difficoltà ad andare avanti con la politica che devi vedere? Nel frattempo continueremo a ricevere risposte nettamente diverse che non funzioneranno… come vediamo sulla combinazione di energia e politica estera degli Stati Uniti.

A lungo termine, l'"-ismo" che funzionerà meglio per gli Stati Uniti sarà una versione travestita e annacquata del mercantilismo. Anche le politiche sull'energia verde che sta promuovendo lo sono.

Nel Regno Unito, vediamo la reazione opposta al fallimento del consenso: il fondamentalismo – di tipo neoliberista. (Un tale impulso è spesso il caso di religioni come il neoliberismo.)

Il Primo Ministro GaLizriel ha tenuto un discorso alla Conferenza del Partito in cui ha detto "Ho una Tempesta in me!" avrebbe ottenuto il Regno Unito "attraverso la tempesta". Ebbene, qualcuno sta usando la magia per evocare una tempesta e tormentare i sopravvissuti a un naufragio, come accade nell'omonima opera di Shakespeare. Il suo discorso politico chiave era: “Non ho intenzione di dirti cosa fare, cosa pensare o come vivere la tua vita. Non mi interessa quante offerte due per uno compri al supermercato". Quindi, combatteremo individualmente una guerra geopolitica e geoeconomica, alimentata dai biscotti: che potere britannico!

In Europa non c'è ancora abbastanza espiazione. Il ministro dell'Economia tedesco è andato vicino ad accusare gli Stati Uniti e altri alleati di "profitti bellici" per i prezzi a cui li vende GNL per tenerli al caldo quest'inverno. Come sottolinea Javier Blas di Bloomberg, l'Europa sta superando i compratori asiatici più poveri per il GNL per compensare i propri enormi errori geostrategici e di politica energetica, finora le persone meno abbienti ne stanno soffrendo: eppure ha ancora l'ardire di suggerirlo dovrebbe essere data "tariffe dei compagni" per alleviare il proprio dolore.  

Anche all'interno dell'UE le cose non vanno bene nemmeno per il sussidio energetico di 200 miliardi di euro della Germania, in aggiunta al precedente sussidio di 65 miliardi di euro . Invece di pianificare una "economia di guerra" dell'UE con il razionamento, affrontiamo invece 27 economie di guerra europee rivali, tutte in lotta tra loro per la quota di mercato. La Germania sta dicendo che le sue tasche più profonde, il prodotto di aver beneficiato maggiormente dell'euro, significa che può sovvenzionare la sua industria energetica non competitiva mentre tutti gli altri in Europa perdono le loro. C'è da stupirsi se, seguendo l'esempio di Italia, Spagna e Belgio, entrambi avvertono dei rischi per il mercato unico derivanti da tali azioni tedesche?

Lo stesso vale se la BCE interviene per aiutare lungo alcune delle linee su cui si mormora : se ha intenzione di mantenere costante il proprio bilancio vendendo alcune attività (es. debito tedesco?) per acquistarne altre (es. debito italiano? Di cui è già il principale acquirente), quindi è un'estensione del regime di credito differenziato che ho sostenuto diventerà inevitabile nella mia visione "MMT *e* tassi più elevati". Eppure la BCE distinguerebbe tra paesi , non settori all'interno di un paese. Questo sarà disperatamente politico e disperatamente impopolare con alcuni.

Vedi lo spostamento delle placche tettoniche geopolitiche e geoeconomiche? Vedi come questo influenza i mercati? In caso contrario, sei nel gioco sbagliato.

Ma c'è ancora tempo per espiare.

https://www.zerohedge.com/markets/opecs-action-testimony-staggering-us-geopolitical-and-geoeconomic-error?utm_source=&utm_medium=email&utm_campaign=979