L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 22 ottobre 2020

Khalil Gibran

 


"Non si può raggiungere l'alba senza passare dai sentieri della notte"


 


Mattarella Mattarella ci sta dicendo che sono pronti a schierare l'esercito contro la popolazione se non bastasse il covid/lockdown/coprifuoco

Il Presidente Mattarella ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa per martedì 27 ottobre

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per martedì 27 ottobre 2020, alle ore 17.00.

L’ordine del giorno prevede la trattazione dei seguenti temi:

- conseguenze dell'emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla NATO e all'Unione Europea. Aggiornamento sulle principali aree di instabilità e punto di situazione sul terrorismo transnazionale. Prospettive di impiego delle Forze Armate nei diversi teatri operativi;

- prontezza, efficienza, integrazione e interoperabilità dello Strumento Militare nazionale. Bilancio della Difesa e stato dei programmi di investimento in relazione alla fluidità del contesto di riferimento e agli obiettivi capacitivi di lungo periodo.

Roma, 20/10/2020

Il covid/lockdown/coprifuoco serve per inoculare giornalmente dose di terrore in maniera che il Reset economico passi indolore e il ciclo di accumulazione del capitale possa ricominciare

Ingegneria sociale: stiamo vivendo nell’assurdo da mesi e lo accettiamo

Karim Basyouni 21 Ottobre 2020


L’ingegneria sociale sta dimostrando la propria efficacia. Sembrerebbe essere di gran lunga superiore alla volontà e alla ragione dell’essere umano.

L’unica speranza che ci rimane è l’istinto di sopravvivenza che, guidato dalla fame, speriamo possa risvegliare una massa dormiente.

Sia ben chiaro che nessuno nega l’esistenza del virus. Prima di questa pandemia morivano mediamente ogni giorno in Italia 1.600 persone, ovvero circa 48.000 al mese.

Un virus che ha fatto un numero di morti totali inferiore a quelli che c’erano prima in un mese, dovrebbe far quantomeno riflettere sul fatto che possa essere strumentalizzato per altri fini.
Ingegneria sociale e distruzione degli Stati Sovrani Nazionali

I gruppi d’interesse sovranazionali stanno perseguendo il proprio piano di distruzione degli Stati Sovrani Nazionali attraverso la shock economy utile a rendere l’eticamente inaccettabile politicamente indispensabile o, più semplicemente, a far accettare passivamente ai popoli misure che in condizioni normali non accetterebbero mai.

È palese come tutte le restrizioni siano volte a un cambio di paradigma sociale, economico, politico oltre che allo stravolgimento dei rapporti umani e alla distruzione della famiglia.

Famiglia vista come una minaccia, poiché luogo dove si formano le persone, portandole in particolare a sviluppare senso di appartenenza, libertà di pensiero, disobbedienza; principi odiati dall’ingegneria sociale che ci vorrebbe tutti uniformati al pensiero unico oltre che incapaci di avere opinioni.

Sono anni che il virus della finanza e dei mercati inquina e uccide l’economia reale. L’economia non è una legge divina, si basa su teorie e modelli fatti dall’uomo, ergo un sistema perennemente in crisi (anche se creata ad hoc) andrebbe cambiato.

Invece, attraverso la shock economy, impongono restrizioni che rendono impossibile lavorare per milioni di partite iva uniti a Dpcm volti alla distruzione economica, a far fallire le imprese per favorire le multinazionali.
La cancellazione della classe medio borghese

Quando tutti i commercianti o gli artigiani falliranno si andrà verso un mercato di oligopolio in ogni settore e, coloro che sopravviveranno, dovranno lavorare per i globalisiti, probabilmente per salari da fame.

A quel punto avranno raggiunto il loro obiettivo della cancellazione della classe medio borghese e livellato il mondo fra padroni e schiavi; gli stati falliranno e le democrazie, se non scompariranno, saranno un’illusione controllata, ancor più di oggi.

Non è un caso l’attacco alla scuola e all’istruzione. Quello che stanno facendo ai bambini è disumano ma, crescendo una generazione ignorante e nella paura, questa sarà facilmente controllabile.

Stiamo vivendo nell’assurdo da mesi e lo accettiamo. Coloro che provano solo anche a pensare vengono attaccati, derisi, etichettati, oscurati: tutte tecniche d’ingegneria sociale e comunicazione.

Le principali reti italiane parlano costantemente di virus, dai TG ai talk show, che danno spazio solo ai sostenitori del pensiero unico.

Incredibilmente stanno trovando una marea di “testimonial” famosi, tutti contagiati asintomatici, che guariscono dopo pochi giorni (e dopo essersela vista davvero brutta), fanno addirittura selfie con la mascherina dove il paziente sembra tutto tranne che moribondo o morente.

Il Presidente del Consiglio chiama Fedez e la Ferragni per far utilizzare le mascherine ai giovani, in modo che gli utili di FCA sorridano e si dimentica di ristoratori e commercianti che non possono lavorare e stanno fallendo.

Danno addirittura regole sul sesso e Zingaretti regole sull’igiene personale, quando raccoglie la mascherina da terra.

Riuscite a vedere il paradosso di tutto ciò che avete appena letto? Una società che vive sul pensiero degli influencer anziché sul proprio, oltre che essere controllabile, è già morta. D’altronde hanno trasformato la paura di morire in paura di vivere.

nel Lazio a differenza che in Lombardia i virus si svegliano a mezzanotte e non alle 23.00 fino alle cinque del mattino. Il covid/lockdown/coprifuoco strumento di terrore per sottomettere le masse. I positivi ai tamponi salgono o scendono secondo il grado di paura che voglio instillare usando i diversi cicli di amplificazione

Covid, Lazio verso coprifuoco dalle 24

Wed, 21 Oct 2020 19:45:00 +0200

19.45 Un mese di stop agli spostamenti non giustificati dalle 24 alle 5,
il 50% di didattica a distanza alle superiori, tranne i primi anni e 75% all'Università tranne le matricole. 

Sono le misure che si appresta a varare il Lazio dove oggi si contano 1.219 casi su oltre 20mila tamponi, 16 morti e 133 i guariti.
Sale a 5.9% il rapporto tra tamponi e positivi. Previsto anche un incremento dei posti di terapia intensiva fino a 552 e una manifestazione di interesse per individuare strutture private per 5000 tamponi al giorno.

Il covid/lockdown/coprifuoco è strumento di sottomissione e di terrore per le masse. I virus come vampiri escono di notte dalle 23.00 alle 5.00

Circolare del Viminale: Autocertificazione per il coprifuoco in Lombardia

-20 Ottobre 2020


La circolare del Viminale parla chiaro: l’autocertificazione servirà per circolare dalle 23 alle 5 del mattino. Lavoro o comprovata urgenza: con la dichiarazione di coprifuoco sono questi gli unici motivi per cui si potrà uscire dalla propria abitazione.

L’autocertificazione pronta anche per le altre città?

Questo non ci è ancora arrivato dal Viminale. Per ora è solo la Lombardia e speriamo che presto non serva neanche più ai lombardi. Ma per ora la Circolare del Viminale parla solo di Lombardia.

Per uscire ci vorrà la giustificazione

Lavoro o comprovata urgenza: con la dichiarazione di coprifuoco sono questi gli unici motivi per cui si potrà uscire dalla propria abitazione. Lockdown notturno dalle 23 alle 05.00 del mattino. Torna dunque l’incubo del modulo di autocertificazione esattamente come nel lockdown precedente. E come già accadde nelle zone rosse che sono state create in tutta Italia per isolare i luoghi dove il numero dei contagiati è alto.

Sono sempre i giovani che si fanno carico delle storture della società in cui vivono

Nigeria – aumenta la protesta contro la polizia

Da diverse settimane in Nigeria si protesta contro la brutalità e la violenza della SARS, reparto speciale della polizia
-21 Ottobre 2020


I nigeriani, soprattutto i giovani, sono stanchi della brutalità e della violenza della polizia. Dallo scorso 7 ottobre sono scesi in piazza, nelle principali città della Nigeria, contro le forze dell’ordine, e soprattutto contro la Special Anti-Robbery Squad (SARS), unità speciale della polizia nigeriana accusata di abuso di potere e violazioni di diritti umani. Secondo Amnesty International nelle proteste sarebbero morte 15 persone.

Perché si protesta in Nigeria?

In Nigeria, il paese più popoloso dell’Africa, dallo scorso 7 ottobre i cittadini sono scesi in piazza per protestare contro la brutalità e violenza della polizia. In particolare protestano contro la Special Anti-Robbery Squad (SARS), unità speciale della polizia nigeriana accusata di abuso di potere e violazioni di diritti umani.

La SARS è nata nel 1992 come unità del Dipartimento di Intelligence e Investigazione Criminale della Nigeria. Si tratta di un corpo di polizia che agisce a volto coperto contro crimini come rapine a mano armata e rapimenti. Nel corso degli anni, però, SARS è stata accusata di esecuzioni extragiudiziali, arresti e detenzioni immotivati, oltre che vessazioni sessuali a danno di donne nigeriane.

Nel 2017 in Nigeria iniziarono le prime proteste con la formazione del movimento “EndSARS”. Tuttavia la situazione non cambiò.

Ora dopo un rapporto pubblicato da Amnesty International, dove viene documento che nei centri di detenzione SARS i detenuti sono vittime di torture, esecuzioni e sevizie, il movimento è sceso in piazza per chiedere di porre fine a questa brutalità della polizia.

Giovani e donne a capo della protesta

A mobilitare queste proteste sono stati soprattutto i giovani che in Nigeria rappresentano la metà della popolazione. Infatti nel Paese vi sono oltre 100 milioni di under 20 su 200 milioni di abitanti. Inoltre un ruolo fondamentale nelle proteste lo hanno le donne. La Feminist Coalition, ONG che si batte per la parità di genere in Nigeria, avrebbe raccolto quasi 100 mila euro per sostenere alcuni costi della protesta, come mascherine, cibo, acqua e i ticket ospedalieri per i manifestanti feriti.

Il movimento “EndSARS” chiede al presidente nigeriano Muhammadu Buhari di smantellare la SARS e di riformare le forze dell’ordine nel Paese.

Dopo le numerose proteste il presidente Buhari ha annunciato che avrebbe smantellato la SARS istituendo una nuova unità, la Special Weapons and Tactics (SWAT). Tuttavia per i manifestanti si tratta solo di un cambio del nome dell’unità speciale e così hanno continuato la protesta.

Le nuove richieste dei manifestanti

I manifestanti hanno fatto cinque richieste. 
  1. IL rilascio immediato di tutti i manifestanti arrestati; 
  2. giustizia per tutte le persone vittime della brutalità della polizia così come una compensazione per le loro famiglie; 
  3. la creazione di un organo che indaghi su tutte le denunce a carico della polizia; 
  4. un esame psicologico di tutti gli ex membri di SARS prima che questi assumano nuovi incarichi di polizia; 
  5. un aumento dei salari dei poliziotti, affinché proteggano i cittadini e le loro proprietà.
Le celebrità mondiali sostengono la protesta in Nigeria

Le proteste in Nigeria hanno ricevuto solidarietà da parte di molte celebrità di tutto il mondo.

“Fermate la brutalità della polizia in Nigeria” è il messaggio con cui il calciatore del Napoli Victor Osimhen ha celebrato il suo primo gol in Italia, così come il suo connazionale del Crotone Calcio Simeon “Simy” Nwankwo.

Inoltre hanno sostenuto la protesta l’attaccante del Manchester United Marcus Rashford e il tedesco Mesut Ozil.

Dal mondo della musica l’appello dei giovani è stato sostenuto dai cantanti nigeriani Davido e Wizkid, e dal rapper statunitense Kanye West.

Basta al terrore quotidiano che le televisioni, i giornaloni, i giornalisti di professione ci stanno inoculando. La mascherina è solo segno di sottomissione e non ferma i virus

Livorno, delirio in piazza Attias: pietre e bastoni contro la polizia

-21 Ottobre 2020


Livorno, caos durante dei controlli in piazza Attias. Un gruppo di giovani ha lanciato pietre contro i carabinieri e la polizia municipale. Su facebook, un consigliere comunale, posta il video dello scontro.

Livorno, carabinieri e municipale aggrediti in piazza Attias

Momenti di follia poco prima delle 19 di martedì 20 ottobre in piazza Attias nel centro di Livorno. Un gruppo di ragazzini ha accerchiato e poi aggredito carabinieri e polizia municipale intervenuti sul posto in seguito a segnalazioni di assembramenti. A testimonianza del folle gesto c’è un video postato su Facebook dal consigliere comunale della Lega Alessandro Perini. Nelle immagini si vedono tre macchine dei militari e un’auto della polizia municipale circondate da giovani, tra cui molti minorenni, che lanciano sassi e prendono a bastonate le auto.

Denunciato un 17enne, si cercano gli altri responsabili 

Annalisa Maritan, comandante della Municipale ha così descritto l’episodio: “Quando siamo arrivati siamo stati accerchiati da un centinaio di ragazzi che hanno iniziato ad offenderci e poi ci hanno aggredito, danneggiando la nostra vettura. Un gesto che voglio condannare”.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, almeno un paio di ragazzi sono stati accompagnati dai carabinieri al comando di viale Fabbricotti. Denunciato, anche un diciassettenne per oltraggio, aggressione, danneggiamenti e rifiuto di fornire le proprie generalità. Dal comando provinciale dei carabinieri, fanno sapere che stanno visionati i filmati delle telecamere della zona, per individuare gli altri responsabili.
Rissa in centro a Livorno. Il sindaco: “Questa reazione contro le forze dell’ordine, non è tollerabile”

La rissa tra polizia e giovani, che si è svolta ieri pomeriggio in centro a Livorno, è scoppiata quando un ragazzo trovato senza mascherina si è rifiutato di fornire le sue generalità. Quando il giovane è stato fermato per essere portato in caserma, la polizia municipale e i carabinieri sono stati accerchiati da un folto gruppo di ragazzi. Due vigili urbani sono rimasti feriti e sono finiti al pronto soccorso.

La movida furiosa di Livorno fa infuriare da giorni. Spaccio e fumogeni accesi in piena notte nel quartiere della Venezia, noto per essere il ritrovo nei weekend per molti giovani. 

Scene da far west condannate fermamente anche dal Sindaco Luca Salvetti del PD. “Questa reazione contro le forze dell’ordine, che stavano solamente facendo il proprio lavoro, non è tollerabile e ci deve far riflettere su che atteggiamento tenere in vista del prossimo fine settimana”. Il primo cittadino di Livorno, non esclude, l’ipotesi di una chiusura mirata di alcune aree della città per salvaguardare l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il covid/lokdown/coprifuoco è strumento, si usa il tampone a seconda la necessità, se si vogliono 30.000 contagiati lo si amplia per 45 volte se ne vogliamo se ne vogliamo 20.000 lo si amplifica per 40 cicli, se ne vogliamo 7.000 lo si amplia 35 volte. E' scienza bellezza! A secondo del terrore che vogliamo inoculare nella popolazione usiamo le diverse scale. Per il momento la Germania ha deciso il poco terrore, la maestrina Italia tanto terrore. L'élite italiana ci odia

La truffa del tampone: la Germania beffa l’Europa

22 ottobre 2020

Dalle ultime rilevazioni la Germania risulta come il Paese con meno contagi da Corona-virus in tutta Europa. Sembra quasi impossibile vista l’impennata di casi e l’uso massiccio di tamponi, eppure la risposta è semplice.

Sembra ovvio quando si parla di strumenti scientifici aspettarsi assoluta certezza e incontrovertibilità. Questo non vale però per il famoso test che scova i positivi da Covid-19: il tampone. La Germania infatti, molto banalmente, ha capito come usarlo.

Volendo imbastire un ripasso sintetico, il tampone viene utilizzato per prelevare un filamento di RNA (macromolecola che converte le informazioni genetiche del DNA in proteine) dalla faringe del paziente. L’RNA virale viene subito trascritto in un singolo filamento di DNA, così da poter passare alla fase successiva, la così detta PCR.

La Polymerase Chain Reaction (PCR) è una reazione a catena della polimerasi, una tecnica molecolare che consiste nell’amplificazione del DNA. Ed ecco che arriva il colpo genio: quante volte lo amplifichiamo questo DNA? Perché è esattamente da questo che dipende quanti positivi troveremo, anzi, quanti ne volgiamo trovare.

Il metodo è semplice: più cicli uguale più contagi

Con 40 cicli di amplificazione si trovano 20 mila positivi. Con 45 cicli di amplificazione, i positivi sono 30 mila, il DNA è quindi amplificato 35 miliardi di volte, una cifra con ben 12 zeri. La Germania usa 25 cicli di amplificazione: i positivi sono solo 7 mila. Non c’è trucco e non c’è inganno, questa è scienza. Se si vuole sottolineare il fatto che molti Paesi fanno a gara a chi fa più cicli, magari possiamo chiamarla furbizia.

È ora sicuramente chiaro che più il DNA viene amplificato dalla PCR, più è probabile trovare virus, non solo quello del Covid-19, ma qualsiasi virus. Che sia raffreddore o un influenza il tampone risulterà positivo. Anzi, con più di 30 cicli è facile rilevare residui di virus morti ormai da tempo.
Le parole di Kary Mullis, inventore della PCR

Kary Mullis (1944-2019) insignito del Premio Nobel nel 1993 proprio per questa scoperta, era ben consapevole dell’importanza di un lavoro di tale portata, grazie alla PCR è infatti possibile:
  1. Diagnosticare malattie genetiche
  2. Scoprire malattie infettive
  3. Identificare geni di agenti patogeni difficili da coltivare in vitro
  4. Studiare il DNA fossile e comprendere i processi evolutivi

Era anche conscio però, dell’inutilità di tale tecnica se la si ripete troppe volte (ovvero moltiplicando più del necessario i cicli di amplificazione):

“Con il PCR chiunque può essere testato positivo a praticamente tutto, se lo fate abbastanza a lungo. Per questo bisogna fare molta attenzione ad usare il PCR come test diagnostico”

mercoledì 21 ottobre 2020

Warren Buffett

L'Impero Warren Buffett in una carta gigante

Pubblicato 2 anni fa 
su 1 maggio 2018

La maggior parte delle persone conosce Berkshire Hathaway come l'enorme conglomerato che funge da veicolo di investimento per la fortuna di $ 83 miliardi di Warren Buffett. Tuttavia, molte meno persone sanno cosa fa questo gigante e come fa effettivamente i suoi soldi!

La serie di Warren Buffett
Parte 3: L'Impero di Warren Buffett

L'infografica di oggi suddivide le numerose società e investimenti di proprietà di Berkshire Hathaway.

È la terza parte della serie Warren Buffett, che abbiamo realizzato in collaborazione con finder.com , un sito di finanza personale che aiuta le persone a prendere decisioni migliori, sia che vogliano saltare sulla mania delle criptovalute o seguire il percorso più tradizionale di Buffett verso la finanza successo.

Esplora la versione a schermo intero di questa immagine


L'Impero Warren Buffett in una carta gigante

Questa infografica gigante può essere visualizzata al meglio utilizzando la versione a grandezza naturale . Inoltre, non dimenticare di dare un'occhiata alla Parte 1 e alla Parte 2 della nostra serie di Warren Buffett.

Se guardi una classifica delle persone più ricche del mondo, noterai che la maggior parte dei nomi trae la loro ricchezza dalla costruzione di singole aziende di successo.

In cima alla ricca lista di oggi c'è Jeff Bezos , che ha fondato Amazon nel 1994. Più in basso, vedi nomi familiari come Bill Gates (Microsoft), Amancio Ortega (Zara), Mark Zuckerberg (Facebook), Larry Ellison (Oracle) e così via.

Warren Buffett, che appare terzo in tale lista, è completamente unico in questo senso. Attraverso la sua holding Berkshire Hathaway, ha acquistato, venduto o investito in centinaia di società nel corso degli anni e le loro industrie sono ovunque. Questi investimenti includono società di beni di consumo come Coca-Cola, quotidiani nazionali come The Washington Post e compagnie assicurative come GEICO.

Buffett possiede attualmente il 36,8% del Berkshire e, al momento della pubblicazione, Berkshire Hathaway vale ben 480 miliardi di dollari, impiegando 377.000 persone in molti settori diversi.
Storia di origine

Sebbene Berkshire Hathaway sia oggi associato a Buffett e al suo partner di lunga data Charlie Munger, le origini dell'azienda risalgono in realtà al 1839.

L'azienda originaria era un'industria tessile nel Rhode Island, e nel 1948 Berkshire impiegava 11.000 persone e guadagnava 29,5 milioni di dollari (circa 300 milioni di dollari di oggi).

Dopo che le azioni della Berkshire iniziarono a diminuire alla fine degli anni '50, Buffett vide valore nella società e iniziò ad accumulare azioni. Nel 1964, Buffett voleva andarsene e il CEO della società Seabury Stanton fece un'offerta per acquistare le azioni di Buffett per $ 11,37, che era $ 0,13 in meno di quanto aveva promesso.

Questo ha fatto arrabbiare Buffett, e invece di accettare l'offerta, ha deciso di acquistare più azioni. Alla fine ha preso il controllo della compagnia e ha licenziato Stanton.

L'azienda era sua, e il resto è storia.
Il quadro di valutazione

Nella lunga gara di Warren Buffett contro il mercato, il quadro di valutazione non è nemmeno vicino:

Berkshire HathawayS&P 500Guadagno totale (1964-2017) 2.404.748% 15.508%
Guadagno annualizzato composto 20,9% 9,9%

Fonte: Rapporto annuale BH. Il valore di mercato di BH è al netto delle tasse e l'S & P 500 è al lordo delle tasse, compresi i dividendi.

Se ti stai chiedendo come Warren Buffett abbia sviluppato un record di investimenti così impressionante, vale la pena vedere la Parte 2 di questa serie: Inside Buffett's Brain .

Ricavi per segmenti di business

L'Impero Warren Buffett è vario e composto da centinaia di aziende in diversi settori.

Tuttavia, la segmentazione per entrate dà un'idea di come Berkshire guadagna:
Entrate (miliardi, 2017)% del totaleAssicurazione $ 65,5 27%
BNSF $ 21,4 9%
Berkshire Hathaway Energy $ 18,9 8%
Produzione $ 50,4 21%
McLane Company $ 49,8 21%
Servizio e vendita al dettaglio $ 26,3 11%
Finanza $ 8,4 3%Totale$ 240,7100%

Il portafoglio del Berkshire

Il portafoglio di Berkshire Hathaway può essere suddiviso in due categorie: le società che possiede a titolo definitivo (o le partecipazioni di maggioranza) e le società in cui detiene investimenti significativi.

Società di proprietà di Berkshire
Berkshire Hathaway possiede marchi ben noti che vanno da Dairy Queen a Duracell. Ecco tutte quelle aziende elencate per numero di dipendenti:
IndustriaAziendaDipendentiFinanza Clayton Homes 16.362
Assicurazione GEICO 38.690
Produzione Parti fuse di precisione 31.984
Produzione Fruit of the Loom 26,219
Produzione Shaw Industries 21.867
Produzione Il gruppo Marmon 12.763
Produzione Forest River 12.185
Produzione Duracell 2.875
Produzione Benjamin Moore 1.772
Produzione Russell Athletic 1.020
Produzione Brooks Sports 638
Ferrovia e servizi pubblici Ferrovie BNSF 41.000
Ferrovia e servizi pubblici Berkshire Hathaway Energy 22.773
Servizio e vendita al dettaglio McLane Company 23.859
Servizio e vendita al dettaglio NetJets 6.314
Servizio e vendita al dettaglio BH Media Group 3.719
Servizio e vendita al dettaglio Vedi le caramelle 2.439
Servizio e vendita al dettaglio Helzberg Diamonds 2.252
Servizio e vendita al dettaglio The Buffalo News 618
Servizio e vendita al dettaglio Business Wire 486
Servizio e vendita al dettaglio Dairy Queen 464
n / A Berkshire Hathaway Corporate Office 26
n / A Altro 106.966Totale377.291

È importante sottolineare che noterai che ci sono solo 26 dipendenti nell'ufficio aziendale di Berkshire Hathaway, questo perché Buffett è fermamente convinto che le società in portafoglio devono essere ben gestite di per sé e pensa che questa decentralizzazione sia una chiave del suo successo.

Investimenti
Ecco le società in cui Berkshire Hathaway ha investimenti significativi: l'intero portafoglio vale quasi $ 200 miliardi:
AziendaValore (miliardi)% del portafoglioMela 28.0 14,6%
Wells Fargo 27.8 14,5%
Kraft Heinz 25.3 13,2%
Banca d'America 20.0 10,5%
Coca Cola 18.4 9.6%
American Express 15.1 7,9%
Phillips 66 8.2 4,3%
Bancorp statunitense 4.7 2,5%
Moody's 3.6 1,9%
Bank of NY Mellon 3.3 1,7%
Compagnie aeree del Sud-ovest 3.1 1,6%
Delta Airlines 3.0 1,6%
Comunicazioni sulla Carta 2.9 1.5%
Goldman Sachs 2.8 1.5%
American Airlines 2.4 1.3%
GM 2.0 1.0%
Monsanto 1.4 0,7%
Visa 1.2 0.6%
Altro 18.0 9,4%Totale191.2100,0%

Il portafoglio è praticamente un microcosmo dell'economia americana: comprende banche, compagnie aeree, società di beni di consumo e persino colossi della tecnologia come Apple.

Altri marchi
Infine, vale la pena notare che Buffett non si ferma qui: la sua azienda possiede anche 80 concessionarie di auto, il secondo più grande agente immobiliare del paese (HomeServices of America) e persino 32 quotidiani.

Offerte che hanno fatto l'Impero

L'Impero Warren Buffett non esisterebbe senza Buffett coinvolto in alcuni dei più famosi affari della storia degli affari. Di seguito sono riportati alcuni dei grandi nomi con cui Buffett è stato coinvolto.

ABC
Buffett ha contribuito a finanziare l'acquisizione di ABC nelle capitali, all'epoca la più grande fusione non petrolifera della storia. Alla fine, CapCities / ABC è stata venduta alla Disney.

ESPN
Prima che ESPN fosse il nome familiare che è oggi, Buffett ne possedeva una grossa fetta come marchio sportivo emergente nel 1985, come parte dell'accordo CapCities / ABC.

Heinz
Berkshire Hathaway e 3G Capital hanno guidato l'acquisizione di Heinz nel 2013. Ciò ha dato a Buffett il controllo di marchi di fiducia come HP Sauce, Lea & Perrins, nonché del marchio omonimo.

Il Washington Post
Buffett ha consegnato il giornale da bambino , ma più tardi nella sua vita sarebbe stato il maggiore azionista esterno del famoso giornale.

Salomon Brothers
Buffett ha contribuito a condurre una scossa disperata in una delle banche di investimento più famose di Wall Street.

USAir
Dopo aver quasi perso tutti i 358 milioni di dollari che aveva investito, Buffett ha definito l'acquisto di azioni privilegiate della compagnia aerea uno dei suoi più grandi errori.

Gillette
Buffett ha iniziato ad acquistare azioni negli ultimi anni '80 ed è diventata il principale azionista di Gillette. Buffett ha guadagnato 4,4 miliardi di dollari di utili cartacei quando ha venduto la società a Proctor & Gamble.

L'Occidente ha scelto lo strumento covid/lokdown/coprifuoco per distruggere uomini, merci, capitali, mezzi di produzione e in Euroimbecilandia cominciano a scricchiolare le certezze e appare la paura di non farcela dopo a ricominciare il ciclo di accumulo capitalistico lasciando ad altri il bastone di comando



21 OTTOBRE 2020

Sin dalle prime misure di lockdown introdotte sul finire dello scorso inverno per limitare il numero dei contagi, era parso chiaro come la “cura” per non diffondere il patogeno rischiasse di avere pesante ritorsioni sull’economia mondiale. Benché infatti i governi e le banche centrali abbiano messo sul piatto importanti misure volte a sostenere le persone entrate in difficoltà economica, i danni causati dalla pandemia di coronavirus sono stati più ingenti delle attese. E in questa situazione, dunque, si è improvvisamente manifestata la recessione economica, destinata purtroppo a segnare le nostre vite ancora per molti mesi e della quale ancora non abbiamo conosciuto la fase più acuta.
Adesso si teme per la salute dell’economia

Come riportato dalla testata giornalistica tedesca Der Spiegel, la possibilità che la Germania torni nuovamente in lockdown apre a scenari incerti per la tenuta stessa dell’economia del Paese. In modo particolare, poiché andrebbe a colpire le piccole-medie imprese che non sarebbero in grado di far fronte alle spese in un momento in cui le entrate verrebbero sostanzialmente azzerate. E in questo scenario, dunque, la sensazione è che il sostrato economico stesso della Germania rischierebbe di uscirne distrutto, cambiando per sempre il volto del Paese.

Inoltre, a questa tornata la paura è insita anche nelle minori disponibilità dei governi di foraggiare l’economia in un lockdown che potenzialmente potrebbe durare molto più a lungo di quello vissuto all’inizio del 2020. Con le attività costrette a chiudere o comunque a limitare il proprio lavoro e senza un aiuto importante da parte delle istituzioni, il destino di molte famiglie rischierebbe a questo punto di essere segnato. E come in Germania, lo stesso potrebbe accadere anche nel resto d’Europa, dove – come nel caso della Francia e della Spagna – i contagi hanno raggiunto livelli già ben più preoccupanti.
L’Europa non può reggere un nuovo lockdown

Come sottolineato da un numero sempre maggiori di voci, l’economia europea non ha gli strumenti per reggere ad una nuova stagione di serrata. Ciò, principalmente, sarebbe dovuto al non aver ancora attutito i danni del passato lockdown e soprattutto all’incertezza che ogni attività si trova di fronte ancora nei prossimi mesi. E con il potere d’acquisto delle famiglie in continua contrazione, anche la speranza di una ripresa repentina dei consumi pare allontanarsi sempre di più. Tutto ciò considerato, dunque, apre a degli scenari davvero oscuri per l’economia del Vecchio continente, riscopertasi l’ombra di se stessa a seguito del passaggio della pandemia di coronavirus.

L’indecisione che sembra prevalere negli alti palazzi di Bruxelles non ha inoltre aiutato sicuramente a dare slancio di fiducia agli investimenti diretti sull’economia, che con il Recovery Fund ancora in stallo e con i governi indecisi sul da farsi in tema di contenimento della pandemia si è ritrovata ulteriormente rallentata. Purtroppo, però, questo “dilungarsi” del momento decisionale non ha fatto altro che aggravare le problematiche dei settori colpiti dalla crisi, sprecando tempo prezioso che si sarebbe potuto dedicare sia al contenimento della pandemia sia allo studio di manovre volte alla ripresa economica. E soprattutto, in questo modo i governi hanno contribuito alla scenario contradditorio che stiamo vivendo in modo generalizzato in questi giorni, accrescendo forse delle conseguenze che, con operazioni più mirate, si sarebbero potute contenere.

Il covid/lokdown/coprifuoco è lo strumento scelto dall'Occidente per distruggere uomini, merci, capitali e mezzi di produzione. La Cina ha scelto la Strategia della doppia circolazione

Il morbo infuria, il pan ci manca.

Maurizio Blondet 21 Ottobre 2020 
di Roberto PECCHIOLI

Nella scuola di oggi, progressista e distanziata, in cui si studiano le meraviglie dei più svariati “orientamenti sessuali” e si pensa a rendere obbligatorio il canto di Bella Ciao, probabilmente non si legge più Arnaldo Fusinato, il poeta patriota veneto autore dell’Ultima ora di Venezia. Per diverse generazioni di italiani, era cultura comune la strofa, più volte ripetuta, “il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca. “Così si sente qualche italiano, in una delle ore più buie della Patria. Non è solo il Coronavirus a seminare paura e pessimismo, ma una condizione complessiva che a noi sembra peggiore di quella cantata dal poeta vicentino. Fusinato scriveva da esule nel ricordo della nobile ribellione di Venezia- l’ultima ora di gloria di una potenza in declino- contro gli austriaci nel 1848. Vinse il maresciallo Radetzky e finì il sogno di indipendenza della Serenissima, già calpestata da Napoleone nel 1797. Una delle cause fu il colera – il morbo – che si diffuse nell’umida estate lagunare.

Si moltiplicano i segni del crollo anche nel fatidico 2020, anno I dell’era virale. Non è un dramma solo italiano: nell’Europa intera si parla di coprifuoco, chiusura, serrata generale della vita economica e sociale. E’ il tempo del “distanziamento”, ossia di un enorme esperimento psico sociale diretto dall’alto che il virus sta accelerando. Suonano sinistre le previsioni del “partito di Davos”, l’adunata dei ricchi e potenti del mondo tra le montagne svizzere, che aveva prefigurato gli scenari ai quali stiamo assistendo. No, non andrà tutto bene, come recitava mesi fa il farsesco slogan governativo. Le cronache dal coprifuoco narrano il contrario sotto ogni punto di vista: sanitario, economico, sociale, comportamentale.

Le dittature nascono nella paura e si nutrono di delazione, ossessione del controllo, osceno disprezzo per le libertà più elementari. Ognuna ha la sua giustificazione. Quella odierna si fonda sulla protezione della vita dei cittadini: è quindi apparentemente invincibile, inattaccabile. Eppure, sembra vicina la resa. Quella morale e spirituale è cosa fatta. In altre emergenze, nel pieno di tragedie di ogni tipo, non mancò la voce delle autorità religiose. In questa occasione, il silenzio della chiesa è sconcertante: templi chiusi, celebrazioni e feste rinviate sine die, soprattutto nessun tentativo di fornire una risposta in termini esistenziali e spirituali, di trarre una morale dalle sofferenze e dalle paure. Se ne sono lavati le mani, e non solo in senso metaforico. Quanto ai poteri pubblici, oscillano tra le smanie da sceriffo di personaggi alla Vincenzo De Luca, un certo fatalismo rassegnato il cui simbolo è il volto e l’espressione intristita del ministro della Sanità, di cognome Speranza (vana) e le pose da statista del primo ministro Conte.

Intanto, mentre il morbo infuria – o almeno non smette di agire- il pan ci manca. Centinaia di migliaia di disoccupati, il crollo di interi comparti commerciali e industriali, statistiche economiche ovunque drammatiche che in Italia assumono il carattere della tragedia. Il PIL cala di dodici punti- in soldoni si tratta di duecentomila miliardi di reddito perduto- ma il ministro Gualtieri, come Nerone all’incendio di Roma, si rallegra perché il calo è lievemente inferiore alle previsioni più pessimistiche. Per il 2021- virus permettendo- i magliari governativi prevedono un rimbalzo di circa sei punti. Se anche fosse vero, saremmo sotto di centomila miliardi rispetto ai dati, tutt’altro che incoraggianti, del 2019, anno ultimo ante Covid 19.

Si diffonde la paura del contagio, con lo strascico di egoismi, delazioni assortite e incoraggiate, le forze dell’ordine e l’esercito dispiegati non contro nemici esterni o malviventi, ma a controllo della gente comune, io, voi. Con forza crescente, prende piede la paura sottile che nulla sarà come prima. E’ così: per quanto “prima” non fosse granché, non solo adesso, ma anche “dopo” sarà peggio. Il pane non manca ancora, ma sono sempre più numerosi i poveri e milioni temono di diventarlo. Sul ponte sventola bandiera bianca, ma non è la resa a discrezione a un nemico in armi, bensì il cedimento, lo scoramento generalizzato di popoli vecchi, impauriti. La vecchia Europa sembra una balena spiaggiata dal corpaccione rugoso, arenata per sfuggire non solo al virus, ma al destino, alla storia, a se stessa. La capitolazione è morale, il crollo è spirituale.

L’Europa istituzionale, dal nome bugiardo di Unione Europea, non sa reagire che attraverso direttive economiche, piani finanziari usurai. Il pan ci manca, ma chi dovrebbe fornircelo lo rivuole indietro a strozzo e impone regole e condizioni che non fanno perdere solo la sovranità, ma l’onore di chi le accetta. Onore: parola già dimenticata che diventa ridicola davanti a masse che invocano solo la nuda vita, la sopravvivenza individuale. Non si leva da nessun lato la voce di una dissidenza che si fa opposizione. Nel pericolo, ci si attacca al potere; per questo l’opposizione non si oppone. Tuttavia, chi non combatte è perdente in ogni caso. Difficile, certo, nel tempo in cui chi eccepisce è visto come nemico della vita del vicino.

Vietato non solo manifestare, ma anche dialogare, riunirsi e discutere. Nella rieducazione antropologica di massa, la distanza è il nuovo principio guida. I più accesi sostenitori del distanziamento sociale sono gli stessi che sino a ieri – l’evo lontano terminato a febbraio del corrente anno- proclamavano abbracci, solidarietà fraterna e abolizione di ogni frontiera. Viene un amaro sorriso al ricordo di una vecchia canzone di Sergio Endrigo che tanto commuoveva le anime belle. “Se tutti i ragazzi, i ragazzi del mondo si dessero la mano, allora ci sarebbe un girotondo intorno al mondo.” Impossibile, dobbiamo stare a distanza, parlarci da sconosciuti attraverso la maschera e attenerci alle disposizioni governative diramate a reti unificate.

In un bar di periferia abbiamo letto un cartello di grande saggezza, l’esortazione agli avventori a non parlare solo di virus e contagi. La vita, in qualche modo, va avanti e con lei i problemi quotidiani. E’ tornato d’attualità il Meccanismo Europeo di Stabilità, il fondo monetario a cui abbiamo regalato decine e decine di miliardi affinché possa prestarceli a usura con pesanti condizioni politiche ed economiche. I maggiori sostenitori del suo utilizzo sono il Partito Democratico, filiale italiana dell’internazionale finanziaria, e Matteo Renzi. Se facciamo chiarezza, ci accorgiamo che davvero il morbo infuria e il pan ci manca. I soldi del Mes sono prestiti, non possono finanziare spese aggiuntive: si possono coprire spese già fatte e vanno a incrementare il debito pubblico. Opinioni di un arcigno sovranista? No, sono le parole testuali pronunciate qualche sera fa, davanti alle telecamere, dal primo ministro Conte.

“Se richiederà i finanziamenti del Mes, l’Italia entrerà nel mirino degli speculatori. E’ il rischio che gli analisti chiamano stigma, ed è difficilmente quantificabile. Decine di paesi hanno richiesto il Sure, lo strumento europeo di emergenza contro la disoccupazione, il Mes nessuno. “Ancora, è il resoconto stenografico di dichiarazioni pubbliche del capo del governo. Si è dimenticato di citare la natura di credito privilegiato dei prestiti Mes. Argomenti assai solidi, a cui si aggiunge lo scarso interesse per il fondo di salvataggio europeo (Recovery Fund) mostrato da Spagna, Portogallo e Francia. I tre paesi latini si limiteranno a richiedere i finanziamenti a fondo perduto, ma si tengono alla larga dai prestiti europei: troppe condizioni, tempi lunghi, pesanti ingerenze nella sovranità economica e finanziaria. Il mitizzato Recovery Fund è autorizzato a fronte di progetti approvati dall’UE, le somme concretamente erogate solo dopo ulteriori esami degli oligarchi. Lo dice chiaramente il “considerando” numero 29, lo ribadisce l’articolo 12 della norma istitutiva. Il termine “sorveglianza” attraversa sinistramente l’intero articolato. Rischio scongiurato, dunque? Per niente, poiché Conte, dopo aver espresso con inusitata chiarezza il suo pensiero, ha dovuto rimangiarselo per le pressioni del partito democratico, longa manus dei poteri forti. Sul ponte sventola bandiera bianca.

Pur nella tristezza dei tempi, non possiamo non paragonare il buon Giuseppe, espressione di un partito che pensa seriamente che “uno vale uno” e voleva aprire le istituzioni come un scatoletta di tonno, a Napoleone, non Bonaparte, il protagonista della Fattoria degli animali di George Orwell, un delle favole politiche più celebri del secolo XX. Nella fattoria mal gestita dal violento ed alcolizzato Jones, una notte gli animali, capitanati dai maiali, i più intelligenti e risoluti tra loro, si ribellarono e riuscirono a cacciare dalla proprietà il vecchio padrone. Instaurarono una specie di fraternità egalitaria basata su sette comandamenti. Primo: chiunque cammini sui due piedi è un nemico. Due: qualunque essere cammini su quattro zampe o abbia le ali è un amico. Terzo comandamento, nessun animale indosserà vestiti, né- quarto comandamento- dormirà in un letto. Nessuno berrà alcolici e- sesto- non ucciderà nessun altro animale. Il settimo e decisivo comandamento stabiliva l’uguaglianza di tutti gli animali.

Napoleone, il capo, fece fuori un altro maiale, Palladineve, fino a un attimo prima suo compagno e fratello. Inoltre, per essere più efficace nel comando e sopportare meglio il peso delle sue nuove e ardue responsabilità, e ritenne necessario trasferirsi nella vecchia casa del signor Jones. E già che ci si trovava, dal momento che aveva lavorato tanto, iniziò a dormire nel letto del signor Jones e a bere un paio di whisky nel pomeriggio, come era solito fare l’ex proprietario. Scelse anche di utilizzare il suo guardaroba e mettere un vestito, sotto lo sguardo attonito del resto gli animali, che ricordavano i comandamenti da lui stesso formulati. Napoleone spiegò che nessuno li aveva letti bene. Nessun animale dormirà in un letto doveva essere interpretato così: in un letto con lenzuola. Anche gli altri comandamenti dovevano essere rivisti: gli animali non devono bere alcolici, ma solo “in eccesso “. Non uccidere animali “senza ragione”. L’ultimo comandamento, poi, fu il capolavoro di Napoleone: tutti gli animali sono uguali, ma alcuni “sono più uguali di altri “.

Intanto lo Stato d’emergenza di Napoleone Conte, che viola un numero esorbitante di articoli della costituzione “più bella del mondo “, continua e genera nuova paura, diffonde l’egoismo occhiuto di massa e impedisce ogni dibattito. Se ne esce solo con il coraggio, ma il prodotto non è in vendita, né lo distribuisce l’ineffabile Unione Europea. Non parliamo più di libertà, argomento privo di senso nel dilagare delle paure, tuttavia, in ogni tempo e situazione alcuni uomini e donne mostrarono coraggio. Vivere richiede più forza d’animo che sopravvivere, ma questo è il tempo di Don Abbondio, per il quale il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare. Dilagano i nuovi poveri e diventa un esercito chi lavora per quattro euro l’ora. Meglio tacere: solo il virus è l’emergenza.

Lascia interdetti che la Cina chiuderà l’anno con il segno più nel PIL. Eppure il virus è nato proprio lì, tra pipistrelli, pangolini e misteriosi laboratori. Abbiamo il diritto di porci qualche domanda o possiamo solo rinserrarci in noi stessi, a sventolare la nostra personale bandiera bianca? I veneziani del 1848 lottarono, noi, nel fortunato secolo smart, digitale e progressista, alziamo la mascherina oltre il naso e sbarriamo le porte. Invano, a quanto pare. Al tempo del virus, fa sorridere il deserto dei tartari, la fortezza Bastiani in cui il tenente Drogo sarebbe oggi a guardia dell’invisibile. Presto, la fortezza cadrà da sola, nessuno avrà bisogno di espugnarla, perché la vita è fuggita, al di là del respiro impaurito dei superstiti.

Nessun coraggio, fisico, morale e spirituale viene invocato: solo il nascondimento. In Francia c’è chi decapita un uomo per leso Maometto. Nessun progressista si inginocchia alla sua memoria: era francese, bianco e probabilmente eterosessuale. Tuttavia, qual era il concetto di libertà del poveretto, se non la derisione, lo scherno dei sentimenti religiosi tipico di chi sente superiore, il nichilismo diffuso da giornali come Charlie Hebdo, proprietà della galassia Rothschild? Non tutti alzano bandiera bianca, per qualcuno offendere il profeta è peggio del contagio. Nessuna giustificazione per gli assassini, mai, ma il segno- uno dei tanti – di una fine incombente e meritata.

Il morbo infuria ed è obbligatorio pensare solo a quello, vivere in un’intercapedine per paura di abbattere il muro. Molti medici, inascoltati, avvertono del crollo di accertamenti e terapie relativi a tutte le altre malattie, comprese quelle oncologiche. La paura – fondata- di affrontare l’ospedale, la promiscuità, l’attesa che consuma. La bandiera bianca preventiva di una popolazione già vinta, interiormente stremata. I pochi dissidenti – chi vorrebbe restare in piedi in mezzo alle rovine- sono alle prese con la domanda fondamentale: vale la pena lottare, pensare altrimenti nel deserto?

Ogni ribellione è sì un atto di volontà individuale, ma ha bisogno, per non ridursi a “beau geste” o autodistruzione, di essere e sentirsi esempio, avanguardia, speranza per gli altri. Il dramma più grande non è il morbo che infuria, né il pan che manca, è il disarmo unilaterale, la bandiera bianca esibita in milioni di esemplari. Il distanziamento sociale agisce come uno sciame di termiti: erode, logora e distrugge dal basso. Chi scrive prova un lancinante, inusitato distanziamento interiore dal mondo, dagli altri, dal tempo.

Per non alzare bandiera bianca, forse non resta che diventare stoici, come certi filosofi dell’antichità, o mistici. Sustine et abstine, sopporta, astieniti: per mantenere la dignità e resistere nell’assedio, il rifugio è il castello interiore, la convinzione che ciò che accade è necessario e provvidenziale.

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