L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 21 dicembre 2010

Il Paese Italia che cosa vuole fare da grande? Contro il cinismo del dirigismo opponiamo la progettualità e i sogni!


Finalmente tutti gli elementi del puzzle cominciano a prendere forma e sostanza.
Non si riusciva a capire perché il mondo partitico che si opponeva al governo Tremonti-Berlusconi ad un semplice gesto istituzionale ha acconsentito per un mese a sospendere la battaglia parlamentare per sfiduciare il governo che in quel momento era cotto e bollito.
Si è parlato della necessità di approvare la legge di Stabilità Finanziaria perché altrimenti sarebbe stato il diluvio, ma abbiamo assistito al fermo della Camera dei Deputati per oltre venti giorni, i nostri deputati non hanno lavorato e quindi la motivazione di trincerarsi dietro la necessità della legge di Stabilità è stato uno stratagemma per dar modo al governo di Tremonti-Berlusconi di prendere fiato e di riorganizzarsi, dando al Paese l’ennesimo esempio di immoralità partitica con il mercimonio di deputati e senatori.
Alcuni, addirittura qualche ora prima della votazione, hanno cambiato opinione.
L’operazione è perfettamente riuscita hanno tenuto in piedi il governo Tremonti-Berlusconi per un soffio, tutto è stato calcolato, in maniera da lasciargli il cerino in mano ma con pochissimi margini di manovra sempre sotto scacco dell’opposizione parlamentare che va dall’Italia dei Valori a Futuro e Libertà.

Consideriamo che cosa ha lasciato sul campo questa operazione di consorterie.
- L’aspettativa creata in milioni di persone, che stanno subendo da anni la illegalità e il sopruso del potere partitico sulle proprie vite, è stata di colpa frustata, aumentando il distacco tra il Mondo dei Partiti e il Mondo dei bisogni reali (Lavoro e Reddito).
- E’ stato dato il mandato alla Fiat del non Contratto Nazionale di Sergio Marchionni di andare avanti per la sua strada cercando di schiacciare il Mondo del Lavoro nel Mondo del Precariato e della Disoccupazione, di isolare l’unica organizzazione sindacale che si oppone in maniera chiara e inequivocabile, la Fiom di Maurizio Landini del 16 ottobre a Roma (che è stata ed è qualcosa di più grande della Fiom di Maurizio Landini), con l’avvallo del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi e i vertici di alcune organizzazioni sindacali che cercano di accelerare ed imporre la resa il più velocemente possibile, prima delle feste di Natale.
- E’ stato data l’opportunità al Partito Democratico di Gianluigi Bersani, di Enrico Letta, di Massimo D’Alema e di Dario Franceschini, il primo su Repubblica, il secondo sul Corriere della Sera, il terzo su Rai tre e il quarto su Internet di attaccare le primarie e cercare di eliminare il sogno, i sogni, la progettualità e le proposte politiche che vivono, ribollono a sinistra del Partito Democratico.
- Domanil 22 dicembre, farà passare l’attacco alla scuola e università pubblica, creando l’istruzione solo per i figli dei ricchi.

Oggi più di ieri bisogna Creare Rete, affinché le idee di ogni persona possa essere espressa, ascoltata e immessa in un circuito di pensiero in cui nulla viene trascurato e tutto viene preso in considerazione, valutato, pesato, portato all’essenziale e fatto amalgamare alle mille e mille idee che si producono e che vivono nelle nostre teste.
Oggi, almeno per il momento, chi rappresenta il bisogno urgente di uscire fuori da questa melma è il Movimento che fa capo a Nichi Vendola.
Nichi Vendola non teme la partecipazione dei cittadini, non ha paura dei pensieri e le opinioni di milioni di persone, vuole rappresentare le idee e ancora di più vuole attuarle e questo scuote dalle fondamenta il Mondo ingessato dei Partiti italiani che temono per le loro poltrone.

Un programma basato su un piano di sviluppo finalizzato alla piena occupazione. Esso deve fondarsi in primo luogo sulla produzione pubblica di beni collettivi, dal finanziamento delle infrastrutture pubbliche di ricerca per contrastare i monopoli della proprietà intellettuale, alla salvaguardia dell’ambiente, alla pianificazione del territorio, alla mobilità sostenibile, alla cura delle persone. Sono beni, questi, che inesorabilmente generano fallimenti del mercato, sfuggono alla logica ristretta della impresa capitalistica privata, ma al contempo risultano indispensabili per lo sviluppo delle forze produttive, per l’equità sociale, per il progresso civile.
martelun

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