L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 dicembre 2010

vogliono far studiare solo i ricchi!










Studenti, battaglia a Londra contro il caro-università

Scritto il 10/12/10

Di Giorgio Cattaneo

No alla scuola solo per i ricchi: otto agenti colpiti, decine di studenti feriti e numerosi arresti. La rivolta giovanile contro il caro-università deciso dal governo Cameron, che ha triplicato le rette universitarie per tagliare la spesa sociale, è tornata a mettere a ferro e fuoco il centro di Londra il 9 dicembre: Parlamento, Corte Suprema e ministero del Tesoro sotto assedio per ore da parte di almeno 30.000 studenti, respinti a fatica dalla polizia anti-sommossa. Gli agenti a cavallo hanno faticato a difendere il principe Carlo e la moglie Camilla diretti a una serata di gala: la loro auto è stata presa a calci in Regent Street, in una giornata di tensione nella quale il governo è riuscito a stento a far approvare i tagli all’università.

rabbia feroce di una generazione che non vuole pagare per gli errori di quella precedente». La guerriglia urbana non si è placata dopo il voto dei Comuni: Cameron ha vinto ma di stretta misura, 323 sì contro 302 no, una maggioranza contenuta di 21 voti rispetto al vantaggio di una ottantina di voti della coalizione Tory e Lib-Dem. In aula, scrive “Il Manifesto”, la legge di riforma è passata a fatica: «C’è stata infatti una vera e propria rivolta tra le file dei deputati della maggioranza, sia conservatori che soprattutto liberaldemocratici: di questi ultimi, ben 21 hanno votato contro e otto si sono astenuti, mentre a favore hanno votato solo in 28, cioè meno della metà. Tra i “ribelli” anche personalità molto autorevoli del partito nonché un membro del governo, che per coerenza si è dimesso».

Per i Lib-Dem l’aumento delle rette era un punto dolente: il partito di Nick Clegg si era impegnato a non toccarle durante la campagna elettorale e il voto è stato preceduto da una serie di dimissioni di parlamentari da posizioni di governo per poter votare contro la coalizione. Lo stesso Clegg è stato fischiato dai banchi dell’opposizione quando è arrivato ai Comuni per votare, mentre in strada succedeva il finimondo, con la polizia che cercava di contenere l’onda studentesca all’interno di “gabbie” transennate: «La situazione è incendiaria», ha detto in diretta a “Sky News” una portavoce di Scotland Yard: «Ogni volta che apriamo i varchi si riaccendono i focolai di violenza».

Disorientata di fronte a tanta rabbiosa determinazione: così è apparsa la polizia londinese di fronte al furore degli studenti, in quello che potrebbe essere un anticipo di una vera e propria stagione di rivolte, se l’Europa confermerà la volontà di tagliare il welfare a spese dei più deboli per contenere il debito pubblico che, secondo il sociologo Luciano Gallino, non è dovuto alla spesa sociale gonfiata nei decenni precedenti: per Gallino, la crisi che sta mettendo in croce l’Europa è dovuta alla bolla finanziaria dei titoli tossici americani, pienamente avallata dalle banche, e al drastico calo del gettito fiscale da parte dei ricchi negli ultimi dieci anni. A pagare però non solo loro, né gli istituti di credito, ma gli strati più fragili della società europea.  

«Pieno appoggio alla lotta degli studenti inglesi che si stanno ribellando al governo Cameron che con l’innalzamento delle tasse vuole semplicemente impedire ai figli dei lavoratori di andare all’università», dice dall’Italia il segretario di Rifondazione comunista, l’ex ministro prodiano Paolo Ferrero. «Il disegno reazionario è lo stesso in tutta Europa. Contro questa post-modernità di stampo ottocentesco – sostiene Ferrero – bisogna sostenere le lotte di chi vi si oppone». Gli studenti, a Londra come nel resto d’Europa, potrebbero essere solo un’avanguardia della protesta: se la crisi dovesse ulteriormente peggiorare, le rivolte per il diritto al lavoro – finora contenute a livello locale – potrebbero sfociare nella richiesta di una revisione politica generale, bocciando una “casta” affaristica che non sa trovare soluzioni che non siano il taglio indiscriminato della spesa sociale.

Tratto da http://www.libreidee.org/2010/12/studenti-battaglia-a-londra-contro-il-caro-universita/

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