L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 dicembre 2010

sveglia!


Forse finalmente i politici europei capiranno che l'unione monetaria è solo il substrato su cui costruire la vera Europa, quella politica.
I giochi di palazzo dei vari Stati europei sono finiti. I tentennamenti che fin'ora hanno avuto, da oggi non hanno più scusanti, bisogna cominciare a costruire la vera Europa.
Si diceva che il problema della non unione politica era dovuta essenzialmente al fatto che ogni Stato non voleva perdere pezzi di sovranità per darla alla Unione Europea.
Oggi, ci troviamo, velocemente, nella situazione in cui è più facile procedere nell'integrazione politica che affrontare tutta la problematica che sorgerebbe se qualcuno provasse, soltanto minimamente, a pensare a far implodere l'euro che tanto faticosamente noi popoli europei abbiamo costruito e che ci è costato tanti sacrifici.
La strada è segnata, è una via maestra che ci indica il cammino da fare, presto molto presto: lavorare per l'integrazione politica con l'istituzione di organismi appositi soprattutto per il Governo dell'Unione Europea.
Solo in questa maniera si può dare un segnale incontrovertibile ai mercati e all'attacco sistemico che stiamo subendo, prima verso la Grecia poi verso l'Irlanda e ora al Belgio, Portogallo, Spagna e all'Italia, la quale è sempre più in difficoltà a piazzare i certificati di Stato presso gli investitori.
Ora bisogna mostrare coraggio e non codardia, andare avanti è la strada da percorrere!
martelun

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