L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 luglio 2012

in un crescendo di guerre ed aggressioni, non escludendo l’uso dell’atomica nei prossimi anni, in proporzione a quanto si accentuerà il declino degli Stati Uniti.

Elisabetta Teghil: Le foglie del carciofo

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Le foglie del carciofo

di Elisabetta Teghil

gli Stati Uniti hanno più di 300 basi militari in tutto il mondo
Quando c’era l’URSS, una delle vulgate più ricorrenti nei media occidentali era che Stati Uniti ed Unione Sovietica si equivalevano e che l’esito di una eventuale guerra sarebbe stato incerto.

Bugia grande come una casa.


Si sapeva bene che la lotta sarebbe stata impari ed il risultato scontato. L’URSS sarebbe stata in grado di infliggere pesanti perdite alla controparte, ma questo non sarebbe bastato.


Oggi, venuta meno l’URSS, si sono inventati i Brics, come polo alternativo e antagonista alla potenza statunitense.


Perché allora e adesso si ricorre a questo stratagemma? Il principio è sempre quello di creare un nemico all’interno o all’esterno per compattare la nazione e tutti quelli che si rifanno a valori occidentali.

Si omette, a bella posta, che gli Stati Uniti hanno più di 300 basi militari in tutto il mondo, hanno accerchiato militarmente la Russia e la Cina ed hanno forze di pronto intervento in ogni area geografica, Africa compresa.

Gli Stati del Brics non hanno basi militari fuori dal loro paese e neanche forze militari al di fuori dei loro confini.

Sempre gli USA, hanno più di 200 Agenzie che, a loro volta, ognuna con personale di migliaia di impiegati e funzionari e con un budget molto importante, si riproducono in centinaia di Ong, Onlus, Think Tank, Osservatori permanenti, che sono in grado di monitorare e intervenire in ogni paese, compreso in quelli che fanno parte del Brics.


Le Agenzie dei paesi emergenti, per via del personale e dei mezzi economici a disposizione, si occupano in maniera principale della sicurezza del proprio Stato..

Inoltre gli USA possono contare sui Servizi dei paesi del Patto Atlantico e dei loro rispettivi eserciti nazionali.

Se non fosse una cosa seria, potremmo dire , riferito agli USA: ti piace vincere facile!


Allora tutto bene per gli Stati Uniti che hanno il primato in ogni campo, politico, economico, militare, tecnologico e culturale?


No, perché hanno un pauroso deficit statale. Il debito degli USA è di 15.000 miliardi di dollari ed il deficit annuale di bilancio è di 2.000 miliardi di dollari, a cui va aggiunto quello dei singoli Stati e dei privati.

Non solo, ma la situazione interna ha prodotto un Misery Index al 27% con un tasso di disoccupazione al 22%, per non parlare della popolazione carceraria, la più alta al mondo in percentuale.

Il tutto aggravato dal fatto che gli investitori stranieri, in primis quelli tradizionali e più forti, come la Cina ed il Giappone, si mostrano riluttanti ad investire sul mercato statunitense.


Ed ancora.

Il dollaro non è più usato in maniera esclusiva come moneta per le transazioni internazionali.

Guarda caso, hanno scoperto le “malefatte” di Strauss-Kahn, di cui tutti erano a conoscenza, anche i sassi, il giorno dopo che questi aveva proposto l’abolizione del dollaro come divisa internazionale.


E, sempre casualmente, vogliono distruggere e/o ridimensionare il ruolo dell’Europa e dell’euro.

Gli Usa, arrivati a fabbricare soldi falsi, nel senso che li stampano senza nessun aggancio a parametri economici o finanziari, si trovano “costretti” ad appropriarsi delle ricchezze dei paesi europei, naturalmente a prezzi stracciati, e delle materie prime dei paesi del terzo mondo.

Chi recalcitra farà la fine di Gheddafi, arrivato “all’impudenza” di auspicare una moneta unica per i paesi africani, mettendo a disposizione di questo progetto le importanti riserve monetarie della Libia.


Inutile girare intorno al problema. Il crescendo di invasioni e aggressioni militari non è determinato dalla scoperta, improvvisa e selettiva, di dittatori e regimi, ma dal bisogno crescente e improrogabile che gli Stati Uniti hanno, che qualcuno finanzi e, magari, ripiani, il debito americano

e, paradossalmente, continui a rifinanziare l’esercito più potente del mondo così che lo stesso possa continuare a rendere inesigibile da parte di chicchessia i crediti accumulati nei confronti degli Stati Uniti.

Tutti gli Stati del Brics sono a rischio, Brasile e Sudafrica di un colpo di Stato, l’India di scatenamento di una guerra interetnica e religiosa, per la Russia è sempre valida la ricetta delle così dette “rivoluzioni colorate”, per la Cina ci sono due carte da giocare, diritti umani e minoranze etniche, Tibet compreso.


Volenti o nolenti questi paesi, con l’utilizzo nei loro confronti della tattica del carciofo, si dovranno piegare trasformandosi in mercato e le popolazioni locali dovranno diventare esercito di manodopera di riserva.


Se qualcuno dovesse tentare di sottrarsi, è già pronta l’opzione militare, compresa quella nucleare e ci riferiamo, in particolare alla Cina.

“Dove sta il vantaggio di possedere armi nucleari, se non si possono usare?” (Bill Kristol)


Se è vero che gli Stati Uniti, per via del debito fuori controllo, stanno perdendo delle battute e, magari, sono in declino, bisogna ricordarsi dell’esperienza nazista. Nella fase discendente della guerra, quando i nazisti hanno avuto percezione della loro sconfitta, hanno commesso i crimini peggiori.


Questo sta avvenendo ed avverrà in maniera esponenziale, in un crescendo di guerre ed aggressioni, non escludendo l’uso dell’atomica nei prossimi anni, in proporzione a quanto si accentuerà il declino degli Stati Uniti.

D’altro canto, cosa aspettarsi da uno Stato che, unico al mondo e nella storia, ha testato l’atomica sulla propria popolazione civile.


Per inciso, chi è chiamato a fare i conti con questa situazione sono i verdi e gli ecologisti perché le guerre comportano come corollario la distruzione della natura.

Il loro sogno di conciliare la difesa dell’ambiente pur restando in una società capitalista si è rivelato irrealizzabile. E, questo ,vale anche per i pacifisti. Guerre ce ne sono tante e ce ne saranno ancora di più. Per questo sistema la guerra è uno snodo importante e irrinunciabile.


Ma tranquille/i, le prefiche della non violenza saranno chiamate agli straordinari.

Guai a ribellarsi, si passa dalla parte del torto ,perché, per queste, che pontificano nel caldo della propria casa e nella sicurezza della propria professione, bisognerebbe accettare serenamente il martirio dei dannati e delle dannate, di un’umanità dolente che deve rassegnarsi agli eventi storici, versione attualizzata della volontà di dio

 http://www.sinistrainrete.info/geopolitica/2205-elisabetta-teghil-le-foglie-del-carciofo.html

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