L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 luglio 2012

"Volkswagen è aggressiva, la sua politica è un bagno di sangue"

la mossa del cavallo
Marchionni afferma che si producono troppe automobili in Europa, è vero, ma mi sembra di capire che imputa la responsabilità ai tedeschi.

Invece, penso, che sia dovuto all'anarchia del capitale che nel settore automobilistico, ma non solo lì, rispondendo alla natura stessa di quel sistema economico non può far altro che aumentare la produzione abbattendo i costi e cercare di vendere di più, che significa dare adeguato profitto al Capitale investito.

Vendere di più riesce bene ai tedeschi perchè hanno investito ed investono nel rinnovo continuo dei loro modelli, dei processi di produzione e perchè tengono sotto stretto controllo i salari degli operai. Marchionni ha fatto un'altra politica aziendale, ha deciso di spostarsi nelle Americhe. In Europa ha spostato la produzione dall'Italia agli stati: Serbia, Polonia, Turchia; dove gli operai costano meno della metà di quelli italiani, dove c'è l'aiuto di stato, Serbia, e si è concentrato sulle vetture piccole, che hanno un profitto cadauno decisamente minore delle vetture medie e medie alte. La qualità delle vetture tedesche è decisamente buona e i prezzi che riescono ad ottenere, a parità di cilindrata, sono decisamente più bassi delle vetture della Fiat di Marchionni.

Forse quest'ultimo pretenderebbe che i tedeschi non vendessero più le loro vetture, a quei prezzi, per fargli un piacere, ma questo è contrario alla natura del sistema economico capitalistico e quindi non si riesce a capire da dove provengono i suoi lamenti. E chiaro che continuando in questa maniera le case automobilistiche, tipo Fiat, ora la Peugeot, per sopravvivere hanno bisogno che questa situazione non continui, in quanto ogni mese che passa perdono quote di mercato e rischiano il fallimento, come sono falliti, appunto, la Volvo, la Saab, la Rover. La Peugeot cerca di coinvolgere la General Motors, in soldoni si sta vendendo a questa, la Fiat di Marchionni rischia di scomparire dall'Europa.

Poi le considerazioni sul fatto che anche in questo settore, che è sempre stato l'anima, della manifattura, si manifesta la forte divaricazione economica e politica tra la Germania e i paesi come l'Italia e la Francia e la Spagna, e che se, l'euro imploderà, ed imploderà, il problema diventerà per la Germania fondamentale in quanto dovrà decidere dove esportare i suoi prodotti.

L'Europa adottando obbligatoriamente "una politica economica fiscale" che ha assassinato e sta assassinando sempre di più tutti gli Stati, questi non potranno più permettersi di comprare le merci tedesche. In più i protezionismi nazionali scatterebbero e nei confronti delle merci e nei confronti della libera circolazione dei capitali, in poche parole il Mercato Unico Europeo non esisterebbe più, nessuno si illuda, in primis i tedeschi che la situazione continuerebbe come se nulla fosse accaduto.

Con la riappropriazione della Sovranità Nazionale e Monetaria, noi in Italia, potremo anche ricominciare a discutere cosa produrre, come produrre e quanto produrre mettendo al centro dell'azione politica l'"invenzione" del lavoro per tutti.

martelun

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