L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 maggio 2013

FRONTE UNICO per la NUOVA LIRA



Il grande assente sui giornali dei servi sciocchi della disinformazione è la metà degli italiani che non sono andati a votare.

La funzione di drenaggio che Grillo aveva vantato per M5S ,che raccoglieva il malcontento del popolo italiano, per questa tornata elettorale è finita.

I motivi sono diversi ma solo uno da mettere in evidenza: nella crisi economica in atto non c’è nessuna proposta convincente che apre delle prospettive e un futuro per l’Italia.

Il governicchio della casta e dell’inciucio è sempre più un notaio che amministra e malamente la normale amministrazione.
L’unica cosa che ha fatto è la sospensione del pagamento dell’Imu pagando pegno a Berlusconi prendendosi tre mesi, fino a settembre, per il regolamento dei conti.

Dal 2007/08 viviamo la crisi mondiale del neoliberismo-capitalismo totalizzante, i profitti della finanza sono sostenuti attivamente dagli stati attraverso l’immissione di liquidità.
Esemplare l’immissione della Banca del Giappone di 1.400 miliardi di dollari da dare ai mercati per l’anno 2013, una cifra enorme.

La crisi ha messo in evidenza  come l’Euro è stato costruito e viene gestito.

La costruzione dell’Euro basato essenzialmente su cambio fisso, inflazioni , sistemi produttivi e tassazioni diverse avrebbe portato e ha portato bilance commerciali in negativo escluso per la Germania. Non è stato prevista, volutamente, nessuna camera di compensazione.

La gestione dell’Euro durante questa crisi è stata volutamente ragionieristica: i Patti di Stabilità, Fiscal Compact, Pareggi di bilancio nelle Costituzioni.
La scelta ragionieristica Eurocentrica è stata fatta per mantenere gli enormi profitti per il capitale tedesco e togliere stato sociale, reddito, aumentare la disoccupazione e istituire la precarietà come forma unica di offerta e domanda di lavoro, attraverso la politica di austerità.

I più zelanti sono stati i politici italiani. Un esempio per tutti la distruzione fatta dalla Fornero del sistema pensionistico mantenendo intatti tutti i privilegi delle 660.000 pensioni d’oro. 

L’Eurocentro ha scelto di mantenere i profitti al capitale, di togliere tutto ai vari ceti sociali lasciandogli solo l’indispensabile per sopravvivere: servo moderno.

L’Eurocentrismo ha abbandonato tutte le classi sociali: piccoli e medi produttori, commercianti, liberi professionisti, intellettuali del sapere, piccoli e medi agricoltori, dipendenti della P.A., precari, pensionati, disoccupati, donne e GIOVANI.

Più passerà il tempo più le politiche di austerità incideranno in profondità le carni vive della nostra comunità.

Non c’è luce in fondo al tunnel.

La crisi mondiale non finirà, il Sud America con formule diverse sta cercando la sua strada, la Cina ha deciso di sviluppare il suo mercato interno. Gli Stati Uniti e il Giappone e la Gran Bretagna immettono liquidità e quando e dove si vedranno gli effetti a media lunga distanza nessuno è capace di prevederli.

Si viaggia alla cieca senza prospettiva.

Noi ci riteniamo capaci di sognare, per noi è fondamentale accudire tutti i componenti della nostra comunità, veniamo da lontano e vogliamo arrivare lontano.

La luce che vediamo in fondo al tunnel consiste nel riprenderci la Sovranità Nazionale e Monetaria per fare politiche che non trascurano nessuno.

Nessuno ci regalerà niente, quello che riusciremo a fare dipende solo da noi, dalle nostre idee, convinzioni, tenacia, pazienza, umiltà, capacità di comunicare e capacità di trasmettere tutto ciò.
Sarà una lotta dura e dolorosa che non lascerà le cose nella maniera con cui partiamo.

Dobbiamo costruire e far vivere un FRONTE UNICO
per la NUOVA LIRA ampio e vasto per uscire fuori dall’Euro.

Uscire fuori dall’Euro sarà problematico e NON indolore, soprattutto nella fase iniziale, in cui il Fronte Unico dovrà prendere provvedimenti forti ed estremi, importante è non smarrire la bussola: Costruire una comunità che inventi il lavoro per tutti.

martelun

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