L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 settembre 2013

Letta e voi tutti politicanti da niente state distruggendo l'Italia

LA LETTERA DI UN CITTADINO CHE CHIEDE A LETTA DI ANDARSENE
In nome del cielo, andatevene



Le coperture per il mancato rialzo dell’Iva a ottobre arriveranno dall’aumento dell’acconto dell’Ires (al 103%) e dell’Irap per il 2013, oltre che dall’incremento delle accise sui carburanti per 2 centesimi al litro fino a dicembre 2013 e poi fino al 15 febbraio 2015 di 2,5 cent al litro. Si legge nella bozza del decreto legge.(ANSA)

Caro presidente Letta, chi scrive ha sempre guardato a lei con umana simpatia, per il suo tratto caratteriale ed i modi da persona per bene. Ciò ha posto in secondo piano o depotenziato la critica ad alcune decisioni francamente prive di senso economico, e la tendenza ad usare la leva fiscale ad ogni pié sospinto, come ai bei tempi dell’andreottismo trionfante.

L’umana solidarietà per trovarsi a gestire una delle coalizioni col maggior tasso di cinismo politico e disonestà intellettuale della storia italiana hanno fatto il resto, aiutando l’empatia verso la sua persona. Ma questa notizia, se vera, chiude il discorso. Lei si sta rendendo complice di uno scempio e di un danno difficilmente reversibili in un paese ormai debilitato oltre ogni limite, malgrado una ancora robusta dotazione patrimoniale. Alzare imposte indirette per “scongiurare” il rialzo di altre imposte indirette non è una esigenza di realismo politico, men che mai una “soluzione-ponte” o, più propriamente, un ponte verso il nulla. E’ la prova del disprezzo verso l’intelligenza degli elettori (che può anche starci, lo vediamo ormai da lustri), oltre che verso la propria.

A questo punto, meglio il commissariamento dall’esterno che la prosecuzione di questo scempio. In nome del cielo, andatevene. E liberateci dai ributtanti rallegramenti di saltimbanchi che annunciano che “le tasse non saliranno”.

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