L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 6 dicembre 2013

7 dicembre a Roma un'altra pietra per costruire il Fronte Unico per uscire dall'Euro

Ci sono 18 milioni di italiani a rischio povertà.

La Nazione italiana soffre come non mai, abbiamo la televisione, la lavatrice, il cellulare, ma siamo senza lavoro e quello che si riesce a creare è solo lavoro precariato.

La comunità italiana è attraversata da mille fili di solidarietà familiare e conoscenze, la classe dirigenziale, la politica, i politici, le istituzioni sono autistici, c'è un abbisso ormai incolmabile tra i bisogni del popolo e quelli che potrebbero, ma non lo fanno non sanno ne vogliono ascoltare le esigenze che nascono dal basso.

Abbiamo una disoccupazione al 12,7%. Il popolo vuole la sicurezza data dal lavoro e la conseguenziale possibilità di costruire sogni per il suo presente, per il suo domani. Questo gli è vietato da Napolitano, Letta, questo Parlamento, questi Partiti, questi politici.

Questi istituti invece di andare incontro a queste esigenze minimali di vivere dignitosamente hanno scelto di servire pedissequamente gli ordini del Capitale Mondializzato.
Il percorso, se vogliamo datarlo è iniziato nel 1981 quando Ciampi e Andreatta hanno deciso di nascosto, col misero sotterfugio di separare la Banca d'Italia dalle dipendenze del Ministero del Tesoro, gli interessi sul debito che pagavamo, che controllati fino a quel momento sono schizzati in alto.

Il capolavoro di Ciampi e Adreatta si è compiuto nel completo silenzio di quel Sistema di Partiti, Istituzioni e Mass Media allora esistenti  che ancora oggi dominano la scena pubblica. Hanno affidato al Dio Mercato il debito e questo si è lanciato come un avvoltoio sul piatto d'argento servito da traditori. Il debito è iniziato a salire e da allora non ha mai finito la sua corsa.

Prodi e Ciampi hanno fatto un ulteriore capolavoro, ci hanno portato nella gabbia di ferro dell'Euro che, con la crisi del 2007/8, mai risolta, ha messo in evidenza tutti i limiti e i difetti di questa costruzione.
Questa costruzione ha fatto arricchire e arricchisce il Capitale finanziario e mercantile tedesco insieme ai Capitali finanziari mondiali in cerca di profitti.

Questi Capitali sono sanguisughe, sono attaccati alla nostra Nazione e finchè ci sarà sangue da succhiare non ci lasceranno andare, noi, il nostro popolo sta morendo. Noi ci stiamo coalizzando,  ci stiamo cercando, perchè abbiamo la voglia, il desiderio, la volontà e la forza di opporci a questo disegno criminale. Siamo diversi ma accomunati dal medesimo sentimento di libertà, indipendenza giustizia prima di tutto per noi e inderogabilmente per quello che amiamo di più: il nostro paese, il nostro popolo.

Il terzo capolavoro è stato compiuto da degli imbecilli che nella trascorsa legislatura hanno messo in Costituzione il Pareggio di Bilancio e ratificato il Fiscal Compact. Imbecilli che ancora siedono in questo Parlamento illegittimo, stanno nel governo illegittimo e hanno la pretesa, direi illusione, di fare provvedimenti che sono illegittimi.

Dal 4 dicembre 2013, dopo l'abolizione delle norme del Porcellum, fatta dalla Corte Costituzionale, ogni italiano ha il diritto di infischiarsene delle leggi e provvedimenti fatti illegittimamente.

Il Pareggio di Bilancio insieme al non superamento della soglia del 3% del deficit/Pil impedisce qualsiasi manovra economica che possa produrre anche larvatamente posti di lavoro.

Una pressione fiscale effettiva al 53,6% dei redditi prima dell'aumento dell'Iva e della legge di (in)Stabilità impossibile da sostenere.

Mettere 90 miliardi anno di pagamento per gli interessi è inattuabile. Nel 2012 ci siamo indebitati di ulteriori 45 miliardi a causa degli interessi.

Bisogna uscire dall'Euro!
 
Nel nostro paese c'è un partito più cialtrone degli altri, è il Pd che è servo, in tutte le sue componenti da Letta, Renzi, Cuperlo, Civati, del Capitale finanziario e mercantile tedesco e succube ed obbediente al Capitale Mondializzato.

Questo partito ha sposato la tesi che bisogna continuare a stare nella gabbia di ferro dell'Euro costi quel che costi e dal momento che è davvero irrealizzabile aumentare le tasse, anche se ci provano nascostamente e cercano di colpire imbrogliando le carte in ogni momento, hanno deciso di vendere  spiagge, Eni, Enel insomma quelle poche aziende che ancora producono profitti. Dobbiamo fargli pagare un prezzo il più alto possibile per queste proposte suicide, pagliacci erano pagliacci confermano di essere, marionette manovrate dagli stranieri.

Questi cialtroni pagliacci stanno svendendo le municipalizzate: trasporti, acque, ecc. ai privati in modo che i costi per questi servizi aumenteranno vertiginosamente perchè questi Capitali vogliono trarre profitti e basta e dei servizi pubblici come scopo di utilità per le comunità non gli interessa.

Dobbiamo uscire fuori dall'Euro!

Non illudiamoci che si possa costruire l'Euro a due velocità o si possa uscire dall'Euro in maniera soft, non sarà così, non potrà essere così. Gli asini non volano.

Se avessimo la forza di imporre un Euro a due velocità o un'uscita controllata avremmo anche la forza di cambiare la natura di questi trattati e saremmo capaci di imporre in primis una Europa-Euro politica con tutte le decisioni, a cascate, di indicazioni economiche non suicide. Non ne abbiamo la forza. Ma abbiamo la forza e la capacità di portare il nostro paese fuori dalle secche.

L'Euro imploderà, basterrà un nonnulla, quello che è più vicino, come possibilità reale, sono i risultati delle elezioni europee del 14 maggio 2014. Potrebbe bastare che il partito di Marine Le Pen prendesse la maggioranza dei voti e puff la costruzione crollerebbe come un soffio.
Ma potrebbe essere le prossime elezioni italiane a febbraio, marzo del 2014.
O qualsiasi altro avvenimento.

Noi abbiamo il diritto, la capacità, la forza, le idee per preparare l'Italia quando l'Euro imploderà o avremo la forza di mandarlo via.

Fronte Unico per uscire dall'Euro.

L'Euro imploderà e non sarà facile la gestione. Alcune cose essenziali si possono cominciare ad enunciare:
Riconquista della Sovranità Nazionale, Politica, Monetaria e Territoriale,
Controllo ferreo della circolazione dei Capitali e delle Merci,
Difesa del potere d'acquisto dei redditi medio bassi,
Ristrutturare il debito,
Nazionalizzare le banche,
Nazionalizzare le aziende se occorre,
Piano Paese con un'attenzione particolare alla produzione/approvvigionamento dell'energia,
Politica estera pragmatica, cerniera Nord Sud, Est Ovest del mondo.

martelun

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