L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 25 febbraio 2014

Senza un Programma Alternativo ci illudiamo e perdiamo tempo ed energie

L’errore di Grillo nell’interpretare il significato del Palazzo

di Eugenio Orso


Questi che stiamo vivendo con apprensione non sono gli Ultimi giorni di Cinecittà, versione surreale della fine di Pompei, come sostiene Beppe Grillo con un esplicito riferimento ai Palazzi del potere dove avviene la recita [Gli ultimi giorni di Cinecittà, http://www.beppegrillo.it/2014/02/gli_ultimi_giorni_di_cinecitta.html]. Semmai sono gli ultimi giorni di speranza che l’Italia possa sopravvivere, come potenza manifatturiera e come paese capitalisticamente definito “ricco”. Sono gli ultimi residui del benessere perduto, dei diritti ridimensionati per i lavoratori, di una tensione verso l’integrazione del produttore/ consumatore nel sistema e delle speranze di “pieno impiego”. Incombono il ripianamento del debito, la morsa fiscale e creditizia, l’interminabile svalutazione del lavoro e dei lavoratori. Lo sprofondo futuro, oltre le bassure del presente, non comporterà necessariamente la fine della “Cinecittà” subpolitica, abitata dai collaborazionisti della BCE e del FMI. Purtroppo gli attori, sulla scena “SpaghettiGovern” già vista in passato, potranno riciclarsi, fintamente rinnovarsi (anche dopo il comprimario Renzie) e continuare a servire il Padrone. Accadrà di sicuro, se non troveranno una forza politica e sociale agguerrita, con chiari programmi politici alternativi, organizzata “militarmente” come un fronte di guerra (politica e sociale), a sbarrargli la strada. Cosa che M5S, alla prova dei fatti, oggi non è.
Il cambio di evo ha comportato aspettative decrescenti per la popolazione e una completa sottomissione degli abitatori del Palazzo, nei confronti dei poteri esterni dei quali sono emissari ed esecutori puntuali di politiche antinazionali, con un distacco completo e irreversibile dai bisogni della popolazione. Quello che Grillo sembra (ma soltanto sembra) non capire e non evidenziare, è che il neocapitalismo e l’attuale liberaldemocrazia parlamentare, della quale anche i suoi oggettivamente fanno parte, funzionano “ottimamente” proprio così, riproducendosi per le generazioni a venire. Dentro la liberaldemocrazia parlamentare, con la semplice ritualità di un voto ininfluente, non si demoliranno, o non si occuperanno mai e poi mai i palazzi del potere, siano essi residui del vecchio Palazzo di Pasolini, minacciato in altri contesti dalla Lotta di Classe, o semplicemente fondali di cartone dietro i quali c’è il vuoto (come scrive Grillo, o chi per lui, nel post). A meno che non si sia – come forse dimostrerà di essere il Fronte Nazionale in Francia – con un piede saldamente piantato dentro il sistema stesso e con uno pericolosamente fuori, capillarmente presenti nel paese, capaci di muovere le masse su temi vitali, portatori di un programma antagonista rispetto a quello imposto dalle eurocrazie globaliste.
D’ora in poi mi rivolgerò direttamente a Beppe Grillo, certo di non ottenere considerazione e risposta, perché io sono niente e nessuno.
Non basta scrivere e affermare, caro Grillo, che “gli attori sono quello che sono, dei poveri figuranti della Bce, del FMI e di Confindustria oltre che di qualche ras nazionale”, perché tutto ciò dovrebbe essere arcinoto e non risolve alcunché. E’ necessario, “per fare venire giù tutto”, non un semplice soffio di democrazia – ma quale? Quella parlamentare e liberale che costituisce uno strumento di dominazione elitista? – ma una chiara presa di posizione su euro ed eurolager, unione europide, nato, occidente. Un programma alternativo dai tratti antieuropoidi, antioccidentali, antiliberisti e antiglobalisti, per intenderci. Proprio quello che ti manca e manca a M5S, caro Grillo. E’ questa la vostra drammatica carenza che vi fa percepire come inutili, oltre all’assenza di una reale presa sulle masse, per muoverle minacciose contro il Palazzo. Dov’è finito il “referendum sull’euro”, da te annunciato, pur prevedendo tempi lunghi per esigenze informative, molti mesi fa? E’ importante, per te e per voi, la riconquista di una piena sovranità monetaria (e di conseguenza politica), che consenta autonomia nelle politiche sociali, occupazionali, industriali? Che significato concreto hanno, per te e per tutti voi, cose come il fiscal compact, la riduzione forzata del debito pubblico che toglie ossigeno all’economia nazionale e ai lavoratori, il parametro del 3% deficit/PIL da non sforare assolutamente, l’unione bancaria europoide? Infine, non credi che per poter salvarsi, o semplicemente sperare di farlo, sia necessaria una “terapia d’urto” contro il male inoculato dall’esterno (con complicità politiche interne) che si chiama euro, eurozona, unione europide e politica del rigore?
Aspettiamo tutti, da un annetto, una chiara risposta programmatica da te e Casaleggio, caro Grillo. La popolazione in estrema difficoltà, fra non molto, non si accontenterà più di brillanti, divertenti, ma vaghi post sul tuo blog. O di “insurrezioni” di un giorno dei tuoi deputati nell’emiciclo parlamentare. Non avranno un gran senso, per chi sprofonda nel liquame della crisi, incontri di dubbio gusto, come quello con il pericoloso buffone Matteo Renzi, al quale una bizzosa e magmatica rete ti ha costretto. Il mostro non si sconfigge senza un programma politico veramente antagonista, articolato e meditato, ma continuando semplicemente a restare nella sua pancia … e comodamente seduti in parlamento!

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