L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 18 marzo 2014

ancora Marco Carrai e il suo amico Renzi chi?

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Chi è Marco Carrai, il migliore amico di Matteo Renzi



scritto da Luigi Loi - Pubblicato il 
Al grido di #RenzieRispondi Beppe Grillo continua la sua battaglia polemica con il premierMatteo Renzi. Dopo l’infuocato incontro delle Consultazioni, Grillo dal suo blog ospita un passo dell’editoriale di ieri a firma Maurizio Belpietro “lo strano silenzio sui furbetti dell’affitto”Il corsivo chiede delucidazioni circa l’affitto di un’abitazione che Renzi avrebbe occupato per tre anni nel centro di Firenze all’epoca in cui era sindaco, il cui affitto “era a carico di un imprenditore che intratteneva rapporti con il comune di cui Renzi era sindaco”. L’imprenditore evocato da Belpietro è Marco Carrai, uno dei migliori amici dell’attuale premier.
Il presidente del Consiglio è sicuramente una persona fortunata perché circondato da numerosi amici a cui la stampa affibbia generosamente il titolo di “braccio destro”, tanto che Renzi sta diventando più simile alla dea Kalì che all’inquilino di Palazzo Chigi. Prima Gori, Serra, Delrio e ora Carrai. Ma poiché Matteo Renzi rimarrà a lungo nel panorama politico, converrà inquadrare chi siano i suoi consiglieri ed amici.
Marco Carrai è sicuramente una persona schiva e riservata, tanto da essere lontano dalla luce dei riflettori nonostante abbia collezionato partecipazioni azionarie e presidenze di municipalizzate, società e consigli di amministrazione:  direttore generale dellaFondazione Big Bang di Renzi, presidente dell’Aeroporto di Firenze, consigliere delegato della municipalizzata Firenze Parcheggi, consigliere della Fondazione Carifirenze. Il curriculum di Carrai è ricco e prestigioso, siede nei board di holding D&C, C&T crossmedia, Beauty Lab srl e della società di informatica Ourfuture. 
Sul piano politico Carrai ha una precoce infatuazione per Silvio Berlusconi nel 1994. Si impegna nei club della nascente Forza Italia, per poi tornare alla cosiddetta casa madre, la galassia frantumata della Dc e allora rappresentata dal Ppi. Approda infine all’Ulivo, sponda cattolica, ovvero Romano Prodi. È proprio nella Firenze degli anni ’90 che Renzi costruisce il suo successo politico, anche grazie a Carrai con cui fa sempre coppia fissa. Nonostante il binomio funzioni e sembri essere proficuo per entrambi, Carrai, fresco di nomina nella municipalizzata Firenze Parcheggi, dichiarava “una rogna più che un favore”.

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