L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 1 marzo 2014

I droni sono strumenti per omicidi di stato usati abitualmente dagli Stati Uniti

NoMuos, in migliaia contro le antenne

Dal Pentagono: «Base operativa nel 2016»

Nonostante il divieto ricevuto dalla questura di Caltanissetta, trasformatosi poi in limitazioni sul percorso del corteo, i comitati No Muos sono in marcia in Contrada Ulmo nella riserva della Sughereta, per protestare contro il completamento delle tre parabole dell’impianto satellitare Usa. Intanto dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti fanno sapere che la base siciliana sarà operativa tra due anni e che «l’intera struttura, ovvero tutto e quattro le basi, si metterà in moto nel 2017». In aggiornamento
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I divieti degli scorsi giorni da parte della Questura di Caltanissetta non hanno fermato i comitati che si battono contro il completamento del sistema militare di antenne satellitari statunitense. A Niscemi è partito da contrada Apa, lungo la strada che porta al Cancello 1, il corteo dei NoMuos. La zona è circondata dalle forze dell’ordine, ma gli attivisti procedono verso la base, intonando cori contro il Muos e con in testa alla folla, che conterebbe circa 4mila persone, uno striscione: «Il nostro futuro è nella nostra terra: smilitarizziamo la Sughereta». Intanto, dagli Usa arrivano le dichiarazioni di Rachel Ellehuus, direttore per le politiche dell’Europa del dipartimento della Difesa statunitense, che annuncia: «Entro novembre di quest’anno saranno ultimati i test e l’intera struttura, ovvero tutto e quattro le basi, si metterà in moto nel 2017».
Secondo la tabella di marcia del Pentagono la base siciliana sarà pienamente operativa nel 2016. Mentre in Sicilia continuano le proteste, dagli Usa fanno sapere che «si apriranno grandi opportunità per le comunità locali. Vogliamo rassicurare i siciliani, sono pronti investimenti significativi», spiega Ellehuus.
Non commentano per il momento gli attivisti: «Adesso stiamo pensando al corteo e a come può andare, visti i problemi degli ultimi giorni», dichiara Fabio D’Alessandro del Comitato NoMuos.
Ore 18.16: Il gruppo che ha proseguito oltre il cancello 1 è arrivato sulla collina da dove si riescono a vedere le antenne.
Ore 18.03: Una parte dei manifestanti si è fermata davanti al cancello 1. Tra loro il legale Goffredo D’Antona, che afferma:«Il corteo autorizzato si può considerare concluso». Assieme ad altri ha soccorso, in seguito allo scontro con la polizia, un ragazzo ferito. Inoltre, una donna è stata portata via da un’autoambulanza dopo essere stata colpita da una pietra.
1654419_712463745488014_718216257_nOre 17.50: Il corteo sfonda il cordone di polizia. Continua la marcia verso il cancello 4 della base americana. «Ci avviamo verso il Muos in corteo non autorizzato», dicono gli attivisti.
Ore 17.06: «Vogliamo arrivare dentro la base», annunciano gli attivisti. Il lungo serpentone che forma il corteo ha superato il luogo del presidio permanente No Muos. Non si riesce a stabilire con certezza il numero dei partecipanti che lo formano. Circa 1200 sono i partecipanti arrivati con gli autobus, secondo la stima di un poliziotto presente alla manifestazione, ma dagli uffici della Questura non rispondono. «4000 in corteo, 5000 in corteo, migliaia in corteo … Oggi dei numeri non ci importa, oggi abbiamo dimostrato che la nostra lotta non si è mai fermata e non si fermerà! #nomuos ora sempre e ovunque!», scrivono sulla pagina Facebook NoMuos, i membri del comitato di Roma.
Ore 16.05: Il corteo comincia a muoversi lungo la strada che porta al cancello 1 della base militare.
[Foto di No Muos]

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