L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 aprile 2014

governo demenziale e demagogico, come affossare la sanità pubblica

Speciale: la #sanità twitta a @matteorenzi. Grasselli (Sivemp): "Il blocco del turn over è insostenibile"

Per il presidente della Sivemp è inoltre necessario riservare ai dirigenti medici e sanitari un ambito specifico per contrattualizzare un rapporto di lavoro peculiare. Timore per la riduzione delle risorse alle Regioni, che "non esclude un ulteriore improverimento della sanità pubblica".

23 APR - "Il DEF non ha tagliato direttamente risorse della sanità ma ha ridotto le risorse destinate alle Regioni che dovranno far quadrare i loro bilanci coniugando autonomia e responsabilità. Il che non esclude un ulteriore impoverimento della sanità pubblica, considerato che essa rappresenta oltre il 70% dei bilanci regionali". E' questa la prima osservazione di Aldo Grasselli, segretario nazionale SIVeMP (Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica), a commento della manovra fresca di approvazione del Governo Renzi.

Per Grasselli tra le questioni "ancora drammaticamente aperte" ci sono, "l'insostenibile blocco del turn-over per un sistema ad alta intensità professionale, un campo particolare della pubblica amministrazione in cui il numero e l'età dei dipendenti è un fattore molto importante per la qualità e l'efficienza sanitaria. A questo si deve aggiungere il blocco dei contratti che non consente di premiare i medici e i sanitari che assumono maggiori e più complesse responsabilità. Occorre che il Governo e le Regioni pongano rimedio alla "massificazione della dirigenza" riservando ai dirigenti medici e sanitari un ambito specifico per contrattualizzare un rapporto di lavoro peculiare il cui prodotto è esattamente coincidente con un diritto costituzionale fondamentale".

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