L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 aprile 2014

Venezuela, gli Stati Uniti sono bravissimi a rovesciare governi non proni alla loro volontà

Venezuela: gli Usa dietro le proteste, vogliono il petrolio



8 Aprile 2014, 19:19
Nel giorno in cui gli Stati Uniti hanno puntato il dito contro la Russia, accusata di essere responsabile del caos visto nell'est dell'Ucraina delle ultime 24 ore, il presidente del Venezuela accusa Washington di alimentare le proteste nel suo Paese per realizzare un colpo "al rallentatore" in stile ucraino e "mettere così le mani sul petrolio" venezuelano. Secondo le stime, Caracas vanta le maggiori riserve di greggio al mondo.
In un'intervista esclusiva concessa al Guardian, il presidente Nicolas Maduro ha detto che quella da lui descritta come una "rivolta dei ricchi" fallirà. Gli americani "stanno cercando di vendere al mondo l'idea che le proteste sono una sorta di Primavera araba", ha spiegato l'uomo eletto l'anno scorso dopo la morte di Hugo Chavez riferendosi alle manifestazioni violente (focalizzate su inflazione, scarsità di alimenti e crimine) in atto nelle strade venezuelane dall'inizio di febbraio, dopo che i leader dell'opposizione hanno lanciato una campagna per fare cadere Maduro e il suo governo. Il loro slogan è "l'uscita".
Secondo Maduro, in Venezuela "abbiamo già avuto la nostra Primavera: la nostra rivoluzione che ha aperto le porte al ventunesimo secolo".
Gli Stati Uniti negano ogni coinvolgimento nelle proteste. Washington sostiene che Caracas sta usando la scusa del rischio di un colpo di stato per indebolire l'opposizione. Ma Maduro ribatte sostenendo che il suo Paese si trova a fare i conti con un tipo di "guerra non convenzionale che gli Stati Uniti hanno perfezionato negli ultimi decenni" con i vari colpi di stato appogiati da Washington (o quelli tentati) che si sono verificati dagli anni '60 al 2009 dal Brasile all'Honduras.

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