L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 20 maggio 2014

Energie rinnovabili c'è chi fa un Piano energetico, dobbiamo imparare

Nel mese di aprile, il Giappone ha pubblicato il primo aggiornamento del Piano Energetico di Base dal disastro della centrale nucleare di Fukushima del 2011. Il piano, che indica la politica per il settore energetico giapponese per i successivi due decenni, viene aggiornato ogni tre anni. Il premier Shinzo Abe sostiene l'energia nucleare come
importante fonte di elettricità , ma allo stesso tempo invoca l'ampio utilizzo delle energie rinnovabili. Per la maggior parte, il piano non contiene chiari obiettivi per l'energia nucleare, sebbene esprima l'obiettivo di portare, entro il 2030, le fonti rinnovabili oltre la soglia del 20% della produzione totale di elettricità. Secondo una recente ricerca svolta da Bloomberg New Energy Finance, l'anno scorso il Giappone ha investito più di qualsiasi altro paese nel settore dell'energia fotovoltaica.
Quest'anno, le nuove installazioni in Giappone dovrebbero giungere a oltre 10 GW di energia solare, di cui più della metà per impianti industriali. Il boom in tal senso è cominciato con un programma introdotto nel 2012 dal governo giapponese, in base al quale le aziende pubbliche regionali dovranno acquistare energia da produttori di energia solare ed altre energie rinnovabili per uso non domestico a prezzi pre-impostati per un periodo di 20 anni.
Sull'isola di Kyushu, a meno di 10 chilometri a sud di Kagoshima, la Kyocera ha da poco costruito un impianto fotovoltaico da 70 MW, il “Kagoshima Nanatsujima”, che - con un’estensione di 1.270.000 mq (pari a 175 campi di calcio) – e’ il più grande del Giappone.
Si prevede che la liberalizzazione del mercato dell'energia al dettaglio, che avra’ luogo nel 2016, dara’ un’ulteriore spinta all’energia solare, visto che e’ probabile che cresca tra i consumatori la domanda di energie rinnovabili.  (ICE TOKYO)

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