L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 maggio 2014

....Fronte Unico per uscire dal Progetto Politico dell'Euro

VADEMECUM: COSÌ USCIREMO DALL'EURO
Perché il nostro paese deve uscire dall'euro? 
Come può riprendersi la sua sovranità?
60 RISPOSTE AI SOSTENITORI DELL'EURO-DITTATURA


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Il Vademecum è stato elaborato da Leonardo Mazzei, Mimmo Porcaro e Beppe De Santis. Approvato l'8 maggio dal Comitato operativo nazionale del Coordinamento.
Non c'è quasi più nessuno che difenda l'Unione Europea (UE) così com'è. I suoi trattati, le sue regole, i suoi diktat, i suoi sacrifici sono ormai indifendibili.

E, tuttavia, la casta oligarchica che l'ha costruita e che la governa non intende fare marcia indietro. Ma è riformabile l'UE? Noi pensiamo di no. L'Unione ha infatti una natura ben precisa, che non è modificabile dall'interno. Questa è la ragione per cui ai tanti propositi di renderla "più democratica" e "più solidale", non segue mai alcun cambiamento concreto. Non a caso l'Unione Europea nasce con il Trattato di Maastricht, ed i suoi scopi sono chiari fin dall'inizio: creare uno spazio continentale in cui le politiche liberiste non abbiano più alcun freno; assegnare ogni potere ad una casta di tecnocrati al servizio dei centri decisionali di un capitalismo sempre più dominato dalla finanza; distruggere progressivamente ogni diritto ed ogni conquista sociale.

Se negli anni l'UE si è rivelata sempre più per quel che è, un mostro scatenato contro il popolo lavoratore e contro la democrazia, questo non è avvenuto per caso bensì perché questa è la sua funzione e la sua natura. In questo progetto di dominio sui e contro i popoli un ruolo fondamentale lo gioca l'euro, la moneta unica in nome della quale ogni sacrificio viene chiesto ed imposto. Noi pensiamo che si debba uscire dall'euro e dall'UE, come primo passo per impedire una catastrofe economica e sociale ancora più grave di quella già in corso da anni. Il passo decisivo per riconquistare la sovranità nazionale, popolare e democratica, è oggi l'uscita dall'euro.

A corto di argomenti, il regime eurista ha scatenato una vera e propria campagna terroristica contro chi mette in discussione la moneta unica. I temi di questa propaganda martellante occupano ogni giorno le pagine dei giornali e gli schermi televisivi. E spesso, talvolta in buona fede, vengono ripresi anche da chi si dice critico sulle politiche dell'UE. Abbiamo perciò raccolto le principali domande ed obiezioni che vengono rivolte a chi, come noi, si batte per l'uscita dall'euro. Ed abbiamo cercato di farlo senza sfuggire alle questioni più spinose. Buona lettura

http://sinistracontroleuro.blogspot.it/2014/05/vademecum-sulluscita-dalleuro.html#more

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