L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 maggio 2014

lo spostamento su rotaie è un Bene Comune ma non per questi politici

Il comitato pendolari Roma Nord non si arrende: un tavolo per affrontare la situazione
di David Nicodemi
Un tavolo con le Istituzioni per risolvere le annose problematiche della ferrovia regionale Roma-Viterbo, gestita dalla società capitolina Atac SpA: è questa, in sintesi, la chiave di letture dell’incontro organizzato dal Comitato Pendolari ferroviaria RomaNord, che si terrà sabato prossimo a Riano (sala consiliare del Comune, ore 17). «Credo sia la prima volta», spiega il presidente Fabrizio Bonanni «che un Comitato Pendolari affronti tali argomenti in questo modo e con questo spirito».
Schermata 2014-05-15 alle 16.04.04Sarà «un confronto aperto e costruttivo», dichiara Bonanni, «nel quale presenteremo, come capita in queste occasioni, la relazione sullo stato di salute del servizio. Abbiamo censito le soppressioni da gennaio 2013 a oggi, l’evasione tariffaria presunta e altre inefficienze». Dati che sicuramente avranno un peso significativo. «Le corse urbane sono passate da 188 nel 2010 a 170 nel 2011 poi 156 nel 2014: una riduzione continua di servizio pubblico».i8u 
«Mentre le stazioni si desertificano», va giù duro il portavoce del Comitato Tommaso Rosica, «e si assaggiano in questi giorni di maggio le temperature roventi dei treni Firema, gli utenti, l’unica fonte affidabile rimasta, convocano i sindaci per discutere dello stato vergognoso della ferrovia». «Una linea», rimbecca Bonanni, «abbandonata da tempo: e allora sediamoci intorno a un tavolo, cittadini e Istituzioni, per avere il punto di vista e le possibili soluzioni da parte di ognuno di loro». Di certo si parlerà anche della dismissione del materiale rotabile: «non tolleriamo», dicono, «che si faccia cassa svendendo treni storici invece di impiegarli per la promozione turistica della linea».
All’incontro sarà presente il comitato Barriere x vivere, che sta lottando per l’installazione delle barriere ai passaggi a livello, rendendoli più sicuri. «Confidiamo nella presenza di Atac», afferma il presidente. E Comune di Roma e Regione Lazio? «Non ci hanno fatto avere risposta all’invito», risponde secco, «e ai numerosi solleciti».
Intanto questa mattina è apparsa sui treni una dura lettera a firma del personale della ferrovia: «Si avvisano i viaggiatori», si legge, «che nell’immediato futuro ci potranno essere soppressioni e forme di protesta non controllate sulla linea, a causa dei dirigenti del servizio Roma-Viterbo che senza coinvolgere né il personale né l’utenza intendono cambiare i turni di servizio del personale con lo sconvolgimento degli orari e partenze dei treni urbani e extraurbani. Ci scusiamo per i disagi che si avranno in linea e ribadiamo che la protesta non ha ragione economica. Infatti, vogliamo lavorare al meglio e farvi viaggiare meglio, non vogliamo più scelte imposte da persone che non prendono mai il treno».

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