L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 13 maggio 2014

mai dimenticare Kossovo, Afganistan, Iraq, Libia, Siria, Ucraina, morti, morti tanti morti



Chomsky: gli Stati Uniti continuano a dominare il mondo con la violenza e l’arroganza.

“Nonostante che i media propaghino la tesi che sia la Cina una minaccia, il paese che segue dominando il modo per mezzo della violenza e dell’arroganza sono gli Stati Uniti. Mentre  l’Europa si sottomette a Bruxelles ed alla Bundesbank”, afferma il celebre analista politico Noam Chomsky.
“Leggo in questi giorni editoriali stupidi che ci riportano ai tempi della guerra fredda. Come si possono paragonare le azioni recenti di Putin in Crimea con i fatti di Ungheria, di Cecoslavacchia e dell’Afghanistan?” Si sdegna il celebre linguista ,nel corso di una intervista con la rivista settimanale l’express dedicata al ruolo degli USA, della Cina, della Corea del Nord e della UE.
“L’Occidente che attaccò l’Iraq, che ha bombardato l’Afghanistan, che fu un testimone passivo –se non furono quelli che avevano provocato in forma attiva- lo smembramento della Yugoslavia e che riconobbe il Kossovo,  quale diritto ha nel protestare, nell’indignarsi ed incluso nell’imporre sanzioni contro la Russia per quanto accaduto in Crimea, dove a me non risulta che si siano prodotti massacri, pulizie etniche né violenza?” Si domanda. “Perché gli stati Uniti continuano a considerare tutto il mondo come territorio sottomesso che possono e perfino debbono controllare e modificare secondo i propri interessi?”

“Gli Stati Uniti continuano ad essere la prima potenza mondiale, una posizione che hanno ottenuto dopo la seconda guerra mondiale e che continuano a mantenere con immutabile violenza ed arroganza. In realtà la Cina non può considerarsi come un competitore capace di sottragli la leaderschip”, ritiene Chomsky.” “La Cina non conta come potenza militare equiparabile già che non dispone di basi militari né di alleati in tutto il mondo ,le sue spese militari non sono paragonabili con quelle degli USA e non pretende di imporre il suo modello socioeconomico”, spiega Chomsky. In cambio le spese militari degli USA sono più o meno equivalenti a quelle del resto del mondo nel suo insieme”.
Nonostante questo, il mondo è ossessionato per il timore della Cina, principalmente dovuto alle pratiche mediatiche che, in cerca di notizie bomba, sono soltanto capaci di alimentare stereotipi invece di ricercare ed analizzare gli avvenimenti reali. A prescindere da questo, secondo un sondaggio, il paese che rappresenta la maggiore minaccia per il mondo, secondo il 70% degli europei intervistati, sono gli Stati Uniti seguiti dal Pakistan, dall’India e dalla Cina, che si posiziona al quarto posto , con appena il 10% dei voti, afferma Chomsky. Grazie alla loro esperienza storica, gli europei sanno differenziare la minaccia reale da una falsa”, conclude.
“Alcuni conflitti nel mondo sono stati riattivati dagli USA non solo in maniera attiva ma anche passiva. Nel 1994 gli USA e la Corea del Nord erano sul punto di concordare la firma di un trattato di pace ma l’allora leader statunitense, Bill Clinton, preferì scordarsi del paese asiatico per dedicarsi al conflitto israeliano palestinese mentre che George Bush non fece neppure niente perché progredisse quell’accordo, racconta Chomsky. Furono gli Stati Uniti a violare gli accordi ed in questo modo provocarono la corsa agli armamenti nucleari, nonostante che tutta la stampa internazionale oggi attribuisca tutte le colpe alla Corea del Nord”, conclude.
Se gli stati Uniti desiderassero davvero migliorare le loro relazioni con la Corea del Nord dovrebbero arrivare a negoziati diretti e convincere la Corea del Sud ad una posizione di apertura e di dialogo con il suo vicino del nord attraverso scambi culturali ed economici invece di organizzare due volte all’anno esercitazioni militari sotto in naso di Pyong Yang, assicura il linguista.
“Da parte sua l’Europa di trova sottomessa alle direttive della Bundesbank e dei funzionari di Bruxelles e questo già significa essere lontani dalla democrazia. I cittadini europei possono contemplare come si sono ridotti i loro diritti. Adesso neppure importa chi vinca le elezioni europee poiché, se qualcuno non si sottomette a Bruxelles, verrà crocifisso ed espulso dallo scenario europeo, come è successo al primo ministro greco Georgios Papandreu”, conclude Chomsky.
Fonte originale: Actualidad RT
Traduzione: Luciano Lago

Nessun commento:

Posta un commento