L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 23 maggio 2014

Mali, i bombardamenti umanitari, come era prevedibile, non sono bastati alla Francia

I ribelli tuareg avanzano nel nord del Mali


I ribelli avanzano nel nord del Mali, dove il governo centrale è pronto a chiedere il sostegno delle forze francesi. Dopo la strategica Kidali, i separatisti tuareg hanno conquistato anche Menaka in seguito a violenti combattimenti con le forze regolari di Bamako.
Lo confermano le Nazioni Unite, che parlano di migliaia di residenti in fuga e chiedono un cessate il fuoco nel nord del Paese, dove la violenza ha mandato in fumo l’accordo per una tregua raggiunto un anno fa.
I disordini sono esplosi sabato in occasione della visita a Kidali del primo ministro Moussa Mara. Gli scontri hanno provocato decine di morti.
A chiedere un cessate il fuoco è anche l’ex potenza coloniale. Parigi preme per un ritorno ai negoziati tra i ribelli e il governo di Bamako, secondo cui dietro l’assalto vi sarebbe anche al Qaida.

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