L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 18 maggio 2014

Napolitano non ha titolo per fare il garante, deve dimettersi

Napolitano tradisce l’Italia facendo campagna elettorale per l’euro e per gli Stati Uniti d’Europa
Di Magdi Cristiano Allam - ilgiornale.it
(Il Giornale) - Il 25 maggio potrebbero essere le ultime Elezioni europee in cui voteremo con l’Italia come Stato nazionale sovrano. Entro i prossimi cinque l’Italia potrebbe confluire negli Stati Uniti d’Europa che saranno sostanzialmente un protettorato tedesco al cui interno l’Italia si ridurrà a colonia economica della Germania.
Dopo aver perso la sovranità monetaria, all’80% la sovranità legislativa e ipotecato la sovranità giudiziaria, l’Italia rischia di perdere del tutto la sovranità nazionale. Ci troveremo di fronte a un sovvertimento dello Stato e ad una flagrante violazione della Costituzione.
La responsabilità principale ricade sul presidente della Repubblica Napolitano che sta ripetutamente tradendo il giuramento di “essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”. Anche recentemente, nel suo messaggio al convegno del Movimento Federalista Europeo il 5 aprile, Napolitano ha scritto: “Nulla può farci tornare indietro, ma solo l’impegno dei cittadini può farci avanzare sulla via di nuovi indispensabili sviluppi istituzionali e politici, come propongono con passione i Federalisti europei”. Senza giri di parole Napolitano auspica “nuovi indispensabili sviluppi istituzionali e politici” per far confluire il nostro Stato sovrano nella Federazione europea, violando la Costituzione e prevaricando il suo mandato che è di salvaguardare lo Stato sovrano e di rappresentare l’insieme degli italiani.

Al riguardo ricordiamo a Napolitano che tra due settimane si voterà per il Parlamento Europeo e che lui ha l’obbligo istituzionale di essere al di sopra delle parti, a maggior ragione quando gli italiani sono divisi pressoché a metà tra chi vuole ostinatamente l’euro e gli Stati Uniti d’Europa e tra chi promuove il riscatto della sovranità monetaria e la salvaguardia dell’Italia come Stato nazionale. L’avvocato Marco Mori evidenzia che “il ruolo istituzionale del capo dello Stato non prevede la possibilità di parteggiare per l’una o per l’altra posizione ma gli impone unicamente di porsi quale garante del rispetto delle norme della Costituzione. Ai sensi dell'art. 87 della Costituzione deve rappresentare l’unità nazionale e non già solamente quella parte della nazione di cui condivide pensieri ed opinioni”.
Non è forse partigianeria la partecipazione di Napolitano lo scorso 9 aprile a Palazzo Vecchio a Firenze alla Giornata sullo «Stato dell’Unione», con guarda caso solo leader europei favorevoli all’euro e agli Stati Uniti d’Europa: i candidati alla Presidenza della Commissione Europea del Ppe, Jean-Claude Juncker, del Pse Martin Schulz, dei liberaldemocratici Guy Verhofstadt e dei Verdi José Bové. Napolitano si è prodigato nello screditare chi non la pensa come lui, sostenendo “io sono preoccupato per i populismi”, “la risposta peggiore sarebbe l’astensionismo o un voto di rigetto verso l’Europa”. Ed anche in questa circostanza ha violato il suo mandato auspicando la trasformazione dei partiti da italiani in europei: “Mi auguro che l’evoluzione dei partiti politici vada verso la creazione di partiti sempre più europei perché più i partiti diventano europei più possono superare le strettoie e le degenerazioni della politica nazionale”.
Napolitano è arrivato a sostenere che l’euro e gli Stati Uniti d’Europa sono irreversibili anche se le forze avverse dovessero prevalere alle elezioni. Nell’intervista a Fabio Fazio di “Che tempo che fa” ha detto: “Il timore è che se si avessero forti rappresentanze euroscettiche nel parlamento diventerebbe più faticoso il cammino. Io non credo ad un’Europa che torni indietro, anche con tutti coloro che arrivassero da euroscettici al Parlamento europeo (…) Ormai quello che si è costruito nei rapporti tra le società, tra le economie, tra le culture e anche tra i sistemi giuridici non può essere distrutto nemmeno da parte di chi lo voglia accanitamente”.
Noi chiediamo a Napolitano di rispettare la Costituzione e di attenersi al suo mandato istituzionale, facendosi garante dell’Italia come Stato nazionale sovrano e mantenendosi imparziale tra gli italiani che legittimamente hanno idee diverse sull’euro e sugli Stati Uniti d’Europa. Non è singolare che debbano essere i cittadini a ricordarlo a un capo dello Stato designato e non eletto?


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