L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 maggio 2014

Prodromi per l'uscita di scena del dollaro

Russia e Cina firmeranno 43 accordi durante visita Putin

Il Cremlino evidenzia crescente cooperazione con Paesi Asia


      AFP
Mosca, 16 mag. (TMNews) - Un "pacchetto record di documenti", ben 43 tra accordi, contratti, intese, sarà firmato durante la visita del presidente russo Vladimir Putin in Cina. Lo ha annunciato oggi alla stampa il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, anticipando alcuni punti del programma dell'attesissima due giorni cinese di Putin, il 20-21 maggio.

Tra questi documenti potrebbe esserci il tanto discusso e negoziato contratto per le forniture di gas russo a Pechino, dossier aperto da anni e rilanciato con forza nei piani di Mosca dalle tensioni con i partner europei sulla scia della crisi ucraina.

A suggerire la crescente attenzione di Putin per la collaborazione sul "fronte Est", con i Paesi dell'Asia, anche la notizia che il capo di stato russo incontrerà durante la visita il premier iracheno Nouri al-Maliki, il presidente afgano uscente Hamid Kazrazia e il presidente della Mongolia, Tsakhiagiin Elbegdorj.


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