L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 19 maggio 2014

Siria, la Rivoluzione a Pagamento finanziata e voluta dagli Stati Uniti, UE, Arabia Saudita e Qatar continua a massacrare civili

Siria, “Opinione pubblica, svegliati!”



11464-1
di Rita (Damasco) *
Questa idea la sento ribollire in me da tanti giorni. È possibile che qui in Siria si continui a morire, ad assistere alle atrocità che i cosiddetti “ribelli” compiono ogni giorno in nome di una pretesa democrazia – che alla fine non risulta altro che voglia di potere, di soldi, di far regnare la legge islamica fondamentalista -, a costo anche di crocifiggere (e siamo nel 21° secolo!) persone che rifiutano di seguirla, soprattutto cristiani che continuano ad essere perseguitati in vari modi?
Ad Aleppo l’acqua manca da settimane, da quando – secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani – il fronte al-Nosra ha fermato la principale stazione di pompaggio della città. L’intenzione è quella di privare di questo bene indispensabile i distretti pro-regime, ma i tagli riguardano anche le zone ribelli. Un abitante di Aleppo, il dottor Nabil Antaki, ha rilasciato a tal fine una lettera aperta ai leader occidentali: “La scorsa estate Aleppo ha subito un blocco completo ( …) e nessuno ha detto nulla. Il mese scorso Aleppo è stato in black-out ( … ) e nessuno ha protestato. Ed ora hanno tagliato l’acqua ( …) e voi zitti! Coloro che sanno e non protestano sono complici ( …) . Per molto meno, avete dimostrato, ( … ) chiesto sanzioni, ( … ) alzato la voce, ( … ) minacciato di accusa davanti alla Corte penale internazionale ( …  . Il vostro atteggiamento è una vergogna. Dovreste essere perseguiti per crimini di guerra e crimini contro l’umanità per la vostra complicità passiva”.
La gente è all’estremo delle forze. Con l’arrivo della stagione calda si può vivere senza elettricità e persino senza troppe cose da mangiare… ma senza acqua come si fa, come si fa a lavarsi, a lavare i panni, a mantenere l’igiene dei servizi, come si fa a bere… sì, per bere si comprano le bottiglie a prezzi inimmaginabili… ma fino a quando?
I nostri amici cristiani sono i più colpiti. Perché la loro colpa è quella di trovarsi nelle regioni pro-regime e di preferire un regime che garantisce la loro libertà di culto, mentre gli altri, i ribelli, li ammazzano anche crocifiggendoli qualche volta.
Ma non si arrendono… si sono esercitati ad avere fiducia in Dio e nella sua Provvidenza, e sperano contro ogni speranza… Una di loro, M., mi racconta al telefono: “Ero disperata senza acqua. Ho scritto su facebook: “Se Dio è con noi, chi è contro di noi”.. dacci o Dio la pazienza per superare anche questo… E poi sono andata al letto con una lacrima che scendeva… ad un tratto, improvvisamente, sento il rumore di acqua che arriva: era l’acqua del pozzo che un sacerdote vicino ha aperto per il nostro palazzo… mi sono precipitata a lavare, riempire bidoni, fare docce… e l’indomani ho chiamato gli amici che non hanno questa possibilità invitandoli a venire lavarsi e lavare i vestiti da me. Ho ringraziato Dio che non ci lascia mai!”
Intanto continuano le battaglie, il dinamittaggio degli alberghi, degli uffici pubblici; sì perché più distruggi meglio è per chi ha per legge la violenza e la morte! E continuano i bombardamenti, specie sulle regioni cristiane… Ci sono vittime, ma la mano di Dio è evidente nel proteggere tantissimi civili…I nostri amici nonostante tutto continuano ad andare al lavoro, a mandare i bambini a scuola, ad organizzarsi per trovare il coraggio di continuare a resistere… ma sono stanchi!!! E tanta gente si chiede come mai sono stati dimenticati da tutti… Come mai i potenti della terra continuano a mandare armi ai combattenti per proseguire nel massacro quotidiano di questo Paese e della sua gente innocente… Forse sono troppi occupati con la situazione in Ucraina? Oppure conviene ai loro interessi che la situazione qui continui così, e vendono le armi in eccedenza che continuano a produrre senza smettere mai, e ci sono grossi interessi regionali?
Qui a Damasco, dove mi trovo, i colpi dei mortai continuano a cadere di tanto in tanto all’improvviso. Vengono dalle regioni sotto il controllo dei ribelli, e cadono su regioni abitate, su gente innocente, sui bambini nelle scuole… non su obiettivi militari. Perché? È l’eterna domanda senza risposta. L’unico desiderio che senti sulla bocca di tutti è che l’esercito regolare possa liberare quelle regioni ribelli per poter stare in pace, come ha liberato il centro di Homs… e si continua a vivere, ad andare a scuola, al lavoro, all’università, alla preghiera, anche passando da quelle strade dove sono cadute le bombe ammazzando o ferendo qualche minuto prima… Sì perché la voglia di vivere del popolo siriano è più forte della morte, è più forte della violenza, della distruzione categorica di tutte le infrastrutture del loro Paese… Bisogna che gli altri, “i potenti” capiscano, si sveglino, e agiscano…
Conosco due famiglie di Homs, sfollate per più di 2 anni: Finalmente hanno potuto tornare alle loro case nella parte della città liberata ultimamente… ma che desolazione… tutto da ricostruire, da riammobiliare… I combattenti hanno portato via tutto quello che potevano, persino gli infissi delle porte e delle finestre… Ma come fare a riparare quando si è perduto il lavoro, e quando le mine lasciate dai ribelli provocano vittime proprio fra coloro che rientrano nelle loro case? Ci vuole tempo, e aiuti in tutti i sensi soprattutto per ricostruire la fiducia reciproca e la speranza perduta… Ho assicurato che saremmo loro vicini, quando potranno iniziare la riparazione, credendo alla generosità di tutti gli amici qui e nel mondo.
OPINIONE PUBLICA OCCIDENTALE SVEGLIATI! È il grido che mi sgorga dal cuore… e chissà se voi, amici nostri nel mondo, non potete fare qualcosa di concreto per aiutarla a svegliarsi. GRAZIE!
19 maggio 2014

http://www.articolo21.org/2014/05/siria-opinione-pubblica-svegliati/

Nessun commento:

Posta un commento